Lo storico ristorante in Val di Prada si arrende: «Lo scontrino elettronico? Qui non c'è rete»

Lunedì 2 Dicembre 2019
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QUERO VAS - Aveva festeggiato i suoi primi 40anni nel 2016, ora però la storica attività della vallata di Prada, a Schievenin chiude i battenti per sempre. «È impossibile andare avanti con scontrini elettronici, fatture elettroniche in montagna dove non arriva neanche la Fibra e la connessione Internet è scarsa: ci arrendiamo», dice sconsolato il titolare del ristorante Castel di Prada, Andrea Mondin, che con la sorella Elena aveva rilevato l’attività fondata dai genitori. Il ristorante era nato nel 1976 quando Anna e Flavio Mondin inauguravano l’allora “Bar ristorante da Flavio”. Nel 1998 il passaggio del testimone ai figli Andrea, che oggi ha 43 anni, e alla sorella Elena. Ora chiude. Questa volta non c’entra la crisi, visto che le prenotazioni e i clienti al ristorante non mancano. «Ci chiamano già anche per il prossimo anno, e, nostro malgrado, dobbiamo dire che chiuderemo», spiega Mondin.
L’ANNUNCIO
Lo hanno detto a tutti i clienti e paesani tramite un annuncio ufficiale. «Carissimi tutti - si legge - dopo 43 anni al Vostro servizio abbasseremo la saracinesca del Ristorante Castel Prada snc. È stato bello il contatto con voi, rimanere per tutti questi anni, portando nella splendida valle una clientela consolidata, turisti di passaggio e assidui frequentatori del ristorante. Non vi nascondiamo che, nel momento di lasciare, il nostro animo sia sinceramente commosso e la nostalgia rimarrà nel nostro cuore. Grazie a tutti voi, vi ricorderemo per sempre». «E lassù adesso?», si chiede qualcuno visto che anche l’altra bottega di Schievenin ha chiuso i battenti. 
LE RAGIONI
E la ferita fa ancora più male quando si conoscono le ragioni. «È sempre più difficile fare impresa in queste zone - dice il ristoratore Andrea Mondin -: lo spopolamento della valle, la mancanza di aiuti alle piccole attività, di manutenzioni sulle strade e scarsa illuminazione. Così non ti danno la possibilità di andare avanti. Ma poi soprattutto le innovazioni introdotte, che non vanno di pari passo con quello che accade qui. Lo Stato ci impone regole di adempimenti fiscali obbligatori per online e noi dobbiamo cercare con il lanternino un po’ di connessione». Mondin si riferisce alla fattura elettronica (introdotta l’anno scorso) e lo scontrino elettronico (che partirà da gennaio), oltre all’obbligo del “Pos”. «Le fatture elettroniche le deve fare il nostro commercialista - spiega Mondin -. E quando siamo andati a spiegare le nostre difficoltà per lo scontrino elettronico all’Agenzia delle entrate ci hanno risposto che dovevamo spostarci con il registratore di cassa fino a quando trovavamo una zona coperta, per emettere lo scontrino al cliente. A quel punto ci siamo arresi».  Ultimo aggiornamento: 4 Dicembre, 09:51 © RIPRODUZIONE RISERVATA