Eni ora taglia l'Ispettorato tecnico Timori per il disimpegno del gruppo

Venerdì 25 Giugno 2021

MARGHERA
Torna a salire la preoccupazione per i lavoratori del Gruppo Eni a Porto Marghera. A poche settimane dalla polemica sui progetti dell'azienda per il polo industriale veneziano è arrivata la notizia del taglio, annunciato da Eni Servizi, di dieci posti di lavoro - sette dei quali a Venezia - per l'attività di ispettorato tecnico. Ennesima dimostrazione di come Eni si stia ristrutturando e rimpicciolendo a livello Paese e soprattutto sul territorio veneziano per buona pace di tutte le promesse e rassicurazioni sulla riconversione di Porto Marghera tanto sbandierata in questi mesi.
Dopo lo smagrimento consistente che Eni Servizi ha avuto negli anni a fronte di innumerevoli esternalizzazioni, oggi l'Eni decide di appaltare una attività ad alto valore aggiunto facendo perdere al territorio sette posti di lavoro ad alto contenuto professionale. La replica dei sindacati non si è fatta attendere: «Altro che nessun impatto occupazionale - scrive in una nota Davide Camuccio per la Filctem-Cgil - altro che nuovi servizi e nuove produzioni che guardano al futuro». Già ora, per il sindacato, mancano una cinquantina di posti di lavoro, mentre i progetti annunciati dal gruppo chimico si concretizzeranno non prima del 2024: «È evidente che l'Eni un po' alla volta vuole diminuire la sua presenza a Venezia». A rafforzare i dubbi c'è poi la notizia delle concessioni ormai scadute per il deposito di Gpl che doveva sorgere nell'area del Petrolchimico che dovrebbe garantire 20 posti di lavoro da recuperare fra il personale del Cracking destinato alla chiusura. «L'impianto di Gpl - prosegue la nota - nei progetti Eni doveva essere già in marcia dal 2016. Ora l'Eni dovrà ripresentare l'iter autorizzativo allungando i tempi. Ce la faranno per fine 2023? Incominciamo ad avere forti dubbi sulle tempistiche». A ciò si aggiunge, prosegue la Cgil, il mancato turnover del personale andato in quiescenza che, in pochi anni, ha portato alla perdita di 50 posti di lavoro al Centro ricerche e ingegneria di Eni Progetti. «Il quadro complessivo è desolante, nel giro di pochi anni ci troveremo con sempre meno personale Eni a Porto Marghera, con attività con basso valore aggiunto e l'inevitabile impoverimento industriale del territorio». Per questo il sindacato rinnova la richiesta della convocazione di un incontro a livello ministeriale sul futuro della chimica in Italia.
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