Dopo 2 mesi di stop sono ripartiti i lavori del nuovo ospedale

Martedì 5 Maggio 2020 di Luca Pozza
La conferenza stampa tenutasi oggi nel cantiere del nuovo ospedale di Arzignano-Montecchio

VICENZA - Dopo oltre sette settimane di stop forzato, poco meno di due mesi, il cantiere del nuovo ospedale di Arzignano-Montecchio Maggiore da ieri (lunedì 6 maggio) ha ripreso l’attività, come spiegato oggi nel corso di una conferenza stampa tenutasi all'aperto nell'area esterna del cantiere, alla presenza tra gli dei due sindaci delle cittadine vicentine.
 

 

La ripresa dei lavori è avvenuta nel pieno rispetto delle nuove normative di sicurezza per la prevenzione del contagio da coronavirus, dunque con guanti e mascherine obbligatori per chiunque entri in cantiere, così come la misurazione della temperatura corporea all’ingresso. Inoltre, se gli spazi ampi del cantiere e la tipologia del lavoro aiutano di per sé il mantenimento delle distanze, sarà comunque necessario valutare di volta in volta il numero di lavoratori presenti nella stessa area in base al tipo di lavorazioni in programma, adeguando queste ultime di conseguenza. Inoltre sono stati adottati anche altri accorgimenti utili a prevenire gli assembramenti, quali ad esempio una rivisitazione dei percorsi interni, una diversa organizzazione dell’utilizzo dei bagni chimici, orari differenziati per le pause e una nuova cartellonistica dedicata.

«Riprendere i lavori non appena possibile - ha precisato durante l'incontro con la stama il direttore generale dell’Ulss 8 Berica Giovanni Pavesi - era un dovere nei confronti di tutta la comunità dell’Ovest Vicentino, ma è anche un modo con cui come azienda contribuiamo alla ripresa economica dopo il lockdown, perché non dimentichiamo che sono oltre 60 i lavoratori direttamente e indirettamente coinvolti nel cantiere. Allo stesso tempo è stata una sfida organizzativa importante mettere in sicurezza in brevissimo tempo un cantiere così complesso».

I lavori sono ripresi dove erano stati interrotti nella prima decade di marzo. Sono già state completate tutte le opere di scavo e di fondazione, così come i livelli -2 (dove troveranno posto i percorsi tecnologici e logistici) e -1 (dove saranno posizionati i reparti di radiologia, pronto soccorso, l’osservazione breve intensiva e una parte degli spogliatoi). Lavori strutturali finiti anche per il piano terra (dove ci saranno l’ingresso principale e i servizi ambulatoriali) e il primo piano (destinato a Breast Unit e una parte delle degenze), mentre del secondo piano (dove saranno collocati il gruppo operatori e parte delle degenze chirurgiche) è già stato ultimato il solaio. 
In questa prima fase della ripartenza si sta dunque lavorando al completamento delle parti strutturali del terzo piano (dove saranno collocati gli impianti tecnologici): una volta ultimate, sarà installato un tetto provvisorio che consentirà agli operati di iniziare a lavorare anche internamente nei diversi livelli, cominciando tra le altre cose anche la posa di tutti gli impianti.

L’interruzione imposta dal lockdown ha naturalmente imposto una revisione del cronoprogramma dei lavori: l’obiettivo, con l’aiuto di un’estate poco piovosa, è completare la struttura ospedaliera come altezza entro la fine di quest’anno, mentre il cronoprogramma completo è in fase di ridefinizione in considerazione non solo del tempo già perso per lo stop ai lavori, ma soprattutto del ritmo più lento con cui questi potranno svolgersi d’ora in avanti per effetto dei nuovi vincoli di sicurezza.

Ultimo aggiornamento: 18:03 © RIPRODUZIONE RISERVATA