Venerdì 1 Febbraio 2019, 09:09

Clochard bruciato vivo. Paolo Crepet: «Gli farei passare tutti ​i giorni in un reparto grandi ustionati»

Paolo Crepet
Il professor Paolo Crepet, laurea in Medicina e specializzazione in Psichiatria a Padova, è appunto medico psichiatra, ma è anche un noto sociologo, educatore, saggista, opinionista. È in questo suo multiforme ruolo che gli chiediamo un commento in merito alla vicenda di Verona e, soprattutto, alla decisione del Tribunale per i Minorenni di Venezia.

IL FATTO Clochard carbonizzato: nessuna condanna, 17enne affidato in prova

Come valuta la sospensione del processo e la messa alla prova per tre anni di un 17enne, imputato di omicidio volontario aggravato?
«Dipende da cosa si vuole fare. La messa alla prova è uno dei capisaldi della nuova idea di giustizia, soprattutto minorile, evidentemente. Però c'è un però».

LA DICHIARAZIONE Clochard bruciato vivo per noia: «Ogni ​giorno penso a quello che ho fatto»

Quale?
«Il reato commesso è orripilante, di una gravità estrema, peggio di così non so che cosa si posa immaginare. È evidente però che dietro c'è una cultura: un atto del genere nasce da una cultura che non è propria di un ragazzino, ma dell'ambiente in cui evidentemente è cresciuto. Se un ragazzino cresce con l'idea del rispetto per tutte le persone che vivono sul pianeta, non brucia un marocchino dentro la sua macchina. Ecco, l'ho detto: usciamo dalla paura di pronunciarci, noi adulti ci dobbiamo pronunciare, non essere imbarazzati da noi stessi. E quando parlo di cultura dell'ambiente, non mi riferisco solo ai genitori, ma anche alla scuola, al contesto, a quello che si sente in tivù, allo stadio, al bar».
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5 di 6 commenti presenti
2019-02-02 13:24:47
io penso che se la vittima fosse stata parente prossimo di un giudice le cose non sarebbero finite in questo modo. l'indipendenza, per la magistratura, significa solo non dover rispondere a nessuno del proprio operato.
2019-02-02 11:08:39
PROFESSORE....a me sembra TROPPO POCO .......
2019-02-01 16:59:44
Condivido totalmente il pensiero del professore. Aggiungo anche che questi animali andrebbero trattati come tali, con tutto il rispetto per gli animali.
2019-02-01 13:01:58
Solita tuffa che non tiene conto della differenza tra bestie e esseri umani. I "giovanotti" in questione sono bestie, prive pertanto di coscienza del bene e del male e della capacita' di apprendere dall'esperienza altrui.
2019-02-01 10:21:29
.....bravo...la legge del contrappasso....i giovani balordi,ubriachi,drogati,etc,etc,,anziche' inviarli in galera,inviarli ai vari pronto soccorso degli ospedali o a ricostruire i danni che hanno fatto,cosi' si guadagnano il riscatto.....!