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Morto Garella: addio al portierone dello storico scudetto dell'Hellas. Aveva 67 anni

Venerdì 12 Agosto 2022 di Redazione Web
Morto Garella:

VERONA - È morto Claudio Garella, il mitico portiere dello scudetto dell'Hellas. L'ex calciatore è deceduto a Verona a 67 anni per problematiche cardiache in seguito a un intervento chirurgico. 

Il primo tricolore nel 1985 a Verona, dove Garella - soprannominato Garellik per le sue straordinarie parate con tutte le parti del corpo - fu uno dei protagonisti nella favola gialloblù scritta da Osvaldo Bagnoli. L'altro, due anni dopo, a Napoli con il fantastico Napoli di Maradona, che aveva sollecitato il suo acquisto a Ferlaino e Allodi.

«Un grande il direttore. Allodi mi diceva che conta parare, non come pari». Diventò un idolo, Claudio, in una squadra che di idoli ne aveva tanti, a cominciare da Diego, Giordano e Bagni. A contribuire alla sua popolarità anche la moglie Laura, che conduceva una rubrica settimanale sull'emittente privata Telelibera 63. Il programma era stato intitolato ironicamente “Il buco nella rete”. Ma nella rete di Claudio, di buchi, ve ne furono pochi. E i complimenti fioccavano.

«Il più bello? Quello dell'Avvocato Agnelli, che un giorno disse: Garella è il più forte al mondo, senza mani però». Portiere efficace, a prescindere dallo stile, in un calcio che all'epoca non contemplava la costruzione dal basso.

 

Di stile ne ebbe pochissimo - ed ebbe l'onestà di riconoscerlo a distanza di tempo - nei confronti dell'allenatore Bianchi quando capeggiò la rivolta del maggio '88. Il Napoli difese il tecnico e mandò via Garella, Bagni, Ferrario e Giordano, indicati come i capi della ribellione dello spogliatoio. La sua carriera in pratica finì in quei giorni caldissimi, a distanza di un anno dalla festa tricolore. Vinse due scudetti in tre anni ma non ebbe mai la gioia di ricevere la telefonata di un commissario tecnico della Nazionale per la convocazione. L'unico rimpianto prima di sparire dal palcoscenico.

Biografia

Garella era nato il 16 maggio 1955 a Torino, dove aveva iniziato a giocare nelle giovanili dei granata. Debutta in Serie A nel campionato 1972-1973 proprio con il Torino, ma trova una certa continuità nella massima serie solo nella stagione 1977-78 con la Lazio. L'esperienza a Roma non va come sperava, allora Garella preferisce trasferirsi alla Sampdoria, dove gioca in Serie B dall'estate 1978 fino al 1981. Nella stagione 1981-82 resta in Serie B, ma passa al Verona, dove diventerà una delle icone del club: nella stagione 1984-1985 vince uno scudetto storico con l'Hellas di Osvaldo Bagnoli. Nella stagione 1985-1986 passa al Napoli, con cui vince la Coppa Italia e il primo scudetto dei campani nella stagione 1986-1987 in squadra con Maradona. Giocherà al Napoli fino al 1988, in seguito vestirà anche le maglie di Udinese e Avellino.

Il governatore 

“Una leggenda del calcio veneto che è stato protagonista della conquista dello scudetto con la maglia del Verona - scrive oggi Luca Zaia - Anche dopo le grandi affermazioni a livello nazionale con altre squadre, durante la sua brillante carriera di calciatore, Garella per i Veronesi e tanti sportivi veneti che oggi piangono la sua scomparsa è rimasto sempre il grande portiere della stagione 1984-85 che ha portato nella città dell’Arena la vittoria nella massima categoria. Invio le mie più sentite condoglianze ai familiari e a lui un pensiero”.

Ultimo aggiornamento: 14:13 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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