Zaia in diretta: «Ricoveri, Veneto in fase 5, usciremo dall'emergenza in aprile». Sci: «Se chiudiamo i ristori devono essere certi»

Mercoledì 25 Novembre 2020 di Beatrice Mani
Zaia in diretta oggi alle 12.30: le ultime notizie sul Coronavirus in Veneto
6

Luca Zaia in diretta oggi, mercoledì 25 novembre 2020, con tutti gli aggiornamenti sul Coronavirus. Scattano in Veneto le micro zone rosse, o micro lockdown, lo ha annunciato il governatore riferendosi in particolare alla situazione nelle Valli dell'Agno. Mentre per Auronzo sono previsti tamponi a tappeto sui cittadini. Non solo, la nostra Regione è ufficialmente entrata nella Fase 5 dei ricoveri, per gestire questa fascia - ha annuciato Zaia - abbiamo un piano preciso a "scalini". 

Ieri la nuova ordinanza per il Veneto (SCARICA IL DOCUMENTO), con alcune regolamentazioni mirate soprattutto a scoraggiare gli assembramenti. E proprio la nuova ordinanza del Veneto, appena varata, subisce alcuni cambiamenti, o semplificazioni, illustrate proprio oggi da Luca Zaia durante la conferenza stampa nella sede della Protezione Civile di Marghera.

Ma sono molti i temi caldi sul piatto: ancora la questione dei ristori, che per le zone gialle non sembrano proprio arrivare, e lo sci, dove un intero distretto teme di veder svanire gli incassi della stagione invernale, essenziali per la sopravvivenza del comparto. Oggi Zaia è tornato sull'argomento sottolineando l'importanza proprio della certezza dei ristori, qualora si decidesse di tenere tutto chiuso. E proprio per affrontare questi temi i presidenti delle Regioni hanno chiesto un incontro con il Governo a stretto giro, e nella conferenza anche un altro argomento verrà trattato: la riapertura delle scuole il 9 dicembre. «Non vorrei fosse una leggenda metropolitana», ha commentato Zaia, sottolineando che riaprire a metà mese per richiudere per le vacanze estive sarebbe controproducente e rischioso per il contenimento della diffusione del virus.

E ancora il vaccino anti-covid: il ministro Roberto Speranza ha annunciato che il piano sarà presentato il dicembre in Parlamento e che sarà gestito dallo Stato, non dalle Regioni. Oggi il governatore ha ribadito come vaccino e bella stagione siano le condizioni per uscire dalla pandemia, e ha prospettato la fine per aprile.

 

Zaia in diretta oggi

 

Il bollettino

Tamponi fatti ad oggi sono 2 milioni e 714mila, test rapidi fatti ad oggi 837mila (30mila nelle ultime 24 ore). 130mila i positivi da inizio pandemia (+2660 nelle ultime 24 ore), in isolamento ci sono 45.687 cittadini (oltre 7mila sono entrati in isolamento negli ultimi giorni). Sono 2.529 i ricoverati (+77), 324 in terapia intensiva (+4). Sono 3.429 il totale dei morti (+76 nelle ultime 24 ore). 

Virus come una guerra

Questa pandemia sta mettendo a dura prova tutti i cittadini, ne è consapevole Zaia, che commenta così: «Né noi, né voi giornalisti, né i virologi, hanno mai visto una pandemia, l'hanno studiata ma mai affrontata - ha affermato il governatore -. E siamo in una guerra, 3500 persone morte non sono nulla, serve rispetto per le persone e per la vita. Noi abbiamo rimandato a casa dei centenari e lo diciamo con orgoglio, questi vecchi sono quelli che hanno fatto grande la nostra comunità».

Micro zone rosse

Scattano in veneto le mini zone rosse e i tamponi a tappeto. «​Ad Auronzo, faremo una campagna di tamponi, mentre nelle Valli dell'Agno il trend sembra in diminuzione, ma non escludiamo per la zona ulteriori misure restrittive, le famose micro zone rosse o micro lockdown», ha annunciato Zaia in diretta.

«Covid? Ne usciremo forse ad Aprile»

Quando finirà la pandemia? «Immagino che fino ad aprile avremo le "montagne russe", diventerà purtroppo più familiare gestire questi flussi - ha sentenzaito Zaia -, la speranza è nel vaccino e nella bella stagione, finire con la vaccinazione entro fine 2021 sarebbe già un grande successo. Il vaccino sarà volontario». 

«Penso che in estate i controlli e i comportamenti non siano stati consoni, ma da qui a dire che se non facevamo assembramenti in estate potevamo eliminare il virus ne passa molto». Lo ha sostenuto il presidente del Veneto Luca Zaia. «Sarebbe come dire - ha aggiunto Zaia - che adesso abbiamo l'influenza perché siamo stati al mare. La verità è che abbiamo visto una timida risalita ad agosto, ma che soprattutto il virus lavora di più nella fase invernale».

Veneto in Fase 5

Ricoveri in ospedale, il Veneto entra ufficialmente nella Fase 5 dell'epidemia. «Noi siamo in Fase 5 con quasi tutte le province con i ricoveri (che va dai 2500-6000 pazienti ricoverati). E stiamo dividendo le fasi operative della fascia 5: da 2500 a 6000 pazienti ricoverati la situazione cambia molto. Abbiamo un progetto di gradini per affrontare i ricoveri. Sulle terapie intensive siamo sempre in fase 4 a livello regionale, utilizziamo bene gli ospedali di comunità».

  • Belluno fase 5 ricoveri e sono in crescita, terapie intensive in fase 4
  • Padova fase 4 con i ricoveri, fase 4 terapie intensive
  • Treviso fase 5 ricoveri, fase 4 con le terapie intensive
  • Venezia fase 4 avanzato con i ricoveri, fase 4 terapie intensive
  • Vicenza fase 5 con i ricoveri, fase 4 terapie intensive
  • Verona fase 5, sta entrando, con i ricoveri, terapie intensive fase 4 con tendenza alla 5
  • Rovigo fase 4 con i ricoveri, sta lasciando al fase 3, e fase 3 con le terapie intensive e in trend di calo

Incontro Governo Regioni

I rapporti fra Governo e Regioni sono un tema sul piatto di oggi, così come l'esigenza, da parte dei presidenti, di capire in quale direzione stia andando Roma: «Guardiamo con attenzione quello che sta accadendo, abbiamo un incontro con il ministro Boccia, è stato chiesto dalle Regioni. Bisogna parlare del futuro Dpcm, noi siamo disponibili a tutte le ore, basta che ci convochino. L'incontro con Speranza e Boccia ci permette di capire quali siano le volontà del Governo e discutere la partita della neve, della montagna invernale. E anche della scuola», ha spiegato Zaia prima di introdurre nel dettaglio gli argomenti.

Sci, impianti aperti o chiusi?

La partita degli impianti e delle piste da sci, con tutto il comparto, sembra essere ancora aperta, ma Zaia ammonisce severo: «Facciamo la figura della periferia, dei dimenticati, se pensiamo agli annunci di apertura di Austria e Svizzera. E parlo sottolineando che per me prima di tutto viene la salute e la tutela della salute dei cittadini. La montagna invernale non sono solo economia ma sono anche una ricaduta sociale non da poco. Scompaiono i cittadini dalla montagna senza la sua economia turistica. La nostra provincia di Belluno ha 1000 persone ogni anno che se ne vanno. La decisione non è facile ma i dipartimenti di prevenzione delle Regioni ha approvato le linee guida e chiedo al Comitato nazionale di guardarle bene prima di bocciare la riapertura controllata e guidata. Non buttiamo via la nostra montagna invernale, mettiamo in sicurezza questo servizio: assembramenti agli impianti e trasporti in cabina sono gli unici due problemi da risolvere».

Ristori, nessuna certezza

«Se si decide di chiudere il comparto della montagna ci vuole certezza sui ristori - ha infine affermato Zaia -. Si prendono i bilanci delle aziende e si ristorano in base al fatturato. Il problema è che molte misure non decollano perché non c'è più certezza su questo, che è il vero tema. Ci sono categorie che preferirebbero stringere, tenere chiuso, ma non hanno certezza dei contributi dal Governo. Se avessimo adottato il modello tedesco saremmo partiti con un piglio diverso: ristori in percentuale sul fatturato reale, e lì finiva. I ristori promessi sono arrivati? Non sono arrivati? Non lo so, ma gli operatori non hanno fiducia nella possibilità di ottenerli. E poi una regione virtuosa come la nostra che adotta misure restrittive e poi si ritrova che non danno ristori, allora cosa dobbiamo pensare?», si è infine chiesto Zaia.

Scuola

Un altro tema sembra sia quello della scuola e alla riapertura paventata per il 9 dicembre: «Ma è una leggenda, è vero? Non ve lo so dire», ha commentato il governatore Zaia. «Se si apre la scuola si ritorna al tema dei trasporti, ad esempio. Vorremmo capire cosa accadrà, se qualcuno si degna di dirci qualcosa». «Non possiamo rinviare - ha concluso - alla conferenza stampa o alla diretta Facebook».

Sulla scuola ci sono alcuni punti che devono essere chiari, ha detto Zaia: «Primo, siamo tutti per la scuola in presenza. La scuola è una competenza del Governo, la scuola ad oggi chiusa con la Dad che è stata decretata da Roma e credo che abbia fatto bene, trovo assurdo aprire il 9 e richiudere per Natale, concentriamoci per una data e lavoriamo per renderla sicura, altrimenti potrebbe essere una roulette russa per la circolazione del virus».

Nuova ordinanza: precisazioni

La nuova ordinanza subisce qualche piccolo aggiustamento. «Abbiamo deciso di fare un cliente ogni 20 mq per tutte le strutture di vendita. Abbiamo razionalizzato la misura. Esclusi dalla conta dei presenti i dipendenti e lavoratori. Nei centri commerciali la hall non si calcola, vale per i negozi», ha spiegato il presidente.

Code di clienti davanti ai negozi, la responsabilità del gestore: «Per gli assembramenti davanti ai negozi non c'è una responsabilità dei gestori per quello che accade fuori, la parte esterna è su suolo pubblico, ma volevamo sottolineare che il gestore deve fare il possibile per evitare le violazioni all'esterno del negozio con i mezzi che ha, cartelli, avvisi eccetera».

 

Violenza sulle donne

Oggi, nella Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne, Zaia ha ricordato le tante vittime del Veneto: «Ci tenevamo a dare anche noi un segnale, abbiamo in sede una sedia rossa che ricorda le vittime del femminicidio. Sono 3.174 le donne che hanno attivato i percorsi dei nostri centri antiviolenza nel 2019 e il numero di accessi di casi sono stati nel 2019 ben 7.127, mille in meno del 2018, e non è una buona notizia purtroppo, non ci dà lo spaccato del problema reale, c'è molto sommerso e si denuncia poco». 

 

Ultimo aggiornamento: 26 Novembre, 12:14 © RIPRODUZIONE RISERVATA