Fa il tampone e parte per le ferie: operatore sanitario positivo denunciato

Domenica 9 Agosto 2020 di Nicola Munaro
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VENEZIA - Arrivato a Teramo, in Abruzzo, dove avrebbe dovuto passere le ferie, ha fatto un veloce passaggio in ospedale. Ma il tampone a cui è stato sottoposto per scovare tracce di coronavirus ha acceso il semaforo rosso alla sua voglia di relax: positivo al Covid-19, l’esito restituito dal laboratorio di analisi. Una storia come tante, si direbbe. Se non fosse che il protagonista, residente a Mestre, di professione è un operatore sanitario, lavora all’Antica scuola dei Battuti di Mestre (al momento, numeri alla mano, il principale focolaio di coronavirus nel Veneziano con 54 positivi) e soprattutto si era già sottoposto al tampone ed era ancora in attesa dell’esito. Lui però, nonostante le prescrizioni della legge impongano l’isolamento a qualunque persona tamponata e in attesa dell’esito, invece di aspettare qualche ora, ha deciso di prendere la propria auto e, assieme alla moglie, partire alla volta delle proprie vacanze.

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Morale? Una volta risultato positivo ai controlli di Teramo, l’Ulss 3 Serenissima, informata di tutto dai colleghi abruzzesi, ha denunciato l’uomo ai carabinieri. Per lui è probabile che adesso si apra un procedimento penale in procura a Venezia, vista la violazione di legge. Ma per l’uomo ora non si esclude il licenziamento.
La ricostruzione fornita dalla direzione della Scuola dei Battuti spiega che l’uomo è un operatore socio sanitario, che era a casa da alcuni giorni e che si era sottoposto volontariamente a Mestre al primo tampone. Ora, dopo essere stato ricoverato nel reparto di Malattie infettive a Teramo, è in isolamento in una struttura. Con lui c’è la moglie, che non lavora alla Scuola dei Battuti e che non è risultata contagiata dal coronavirus: si trova in isolamento, quindi, come contatto del marito. Questo mentre nel Veneziano l’Ulss Serenissima, dopo aver denunciato il dipendente della residenza per anziani, ha iniziato a ricostruire a ritroso tutti i possibili contatti dell’operatore, nel tentativo di circoscrivere l’eventuale diffusione del contagio e di capire da dove discenda la sua positività.

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E dire che ieri è stata una giornata di calma alla Scuola dei Battuti, la residenza per anziani che fino al 29 luglio era riuscita a tenere distante il virus dai propri ospiti e dai propri dipendenti. Al momento quello che è il più importante tra i dieci focolai di Covid-19 accesi nell’Ulss 3 (ma anche in tutta l’area metropolitana di Venezia) conta 54 casi totali: 36 ospiti (di cui 4 ricoverati nel reparto di Malattie infettive a Dolo, mentre gli altri 32 sono isolati al terzo piano della casa di riposo) e 18 dipendenti, tutti a casa propria. A questi, va aggiunto il caso dell’operatore in ferie a Teramo - ma non è ancora chiaro il contagio e quindi è da assegnare - e i 2 decessi di lunedì scorso, il primo, e venerdì il secondo.

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Mercoledì, intanto, riprenderanno i tamponi per il terzo giro dallo scoppio del contagio: per i Battuti sarà in totale il decimo giro di tamponi da quando è iniziata la pandemia.

Relativa calma anche per quanto riguarda la diffusione del contagio in tutto il Veneziano. Il quotidiano bollettino di Azienda Zero - che fotografa le ventiquattr’ore tra le 17 di ieri e le 17 di venerdì - ha riportato 9 nuovi contagi, con il conto da inizio pandemia che sale a 2.938 casi. Non ci sono stati nuovi ricoveri e il totale rimane così fermo a 7 persone nei reparti di Malattie infettive di Dolo (5), Mestre e Civile di Venezia (uno a testa). Fermi anche i decessi, ormai a quota 310 croci. 

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Una frenata anche per gli attualmente positivi che, rispetto a venerdì sera, scendono di un’unità (sono 193) mentre continua la forte ascesa delle persone in isolamento fiduciario: ieri sera erano 748, trentanove in più rispetto alla precedente rilevazione, con 14 di queste che sono a casa con sintomi tipici del coronavirus.

Ultimo aggiornamento: 09:21 © RIPRODUZIONE RISERVATA