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Ostriche e vongole nella laguna inquinata, beccati in otto: rischiano multe fino a 6mila euro

Dopo i controlli della Finanza sono finiti sotto inchiesta. Ognuno rischia una multa tra i mille e i seimila euro

Venerdì 17 Giugno 2022 di Nicola Munaro
Cassette di ostriche appena raccolta sotto il ponte della Libertà
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VENEZIA - Tra chi era chinato in laguna a pescare e chi stava ad attenderli in barca c'erano otto persone quando  i militari della Guardia di finanza hanno controllato la zona vicino al ponte della Libertà. Erano veneziani e stranieri, tutti parte di un gruppo di pescatori di vongole lungo l'arteria che collega Venezia e il mondo. Sono finiti sotto inchiesta per pesca in zona vietata, ma il fatto che l'area di laguna attorno al ponte della Libertà sia zona vietata per ragioni sanitarie, porterà un'aggravante nei loro confronti. Intanto rischiano - a testa - una multa che oscilla tra i mille e i seimila euro: sarà la finanza a quantificare secondo le singole posizioni.

IL CASO

Di pescatori di vongole e ostriche nella zona del ponte della Libertà si era parlato nei giorni scorsi quando un articolo de Il Gazzettino aveva dato la stura al problema. Sulla scorta di quanto scritto si sono mosse anche le Fiamme gialle della Stazione Navale di Venezia che hanno passato al setaccio l'area delle barene di Porto Marghera vicino ai piloni del ponte. Lì hanno trovato gli otto pescatori a raccogliere le vongole e le ostriche dal fondale e dai primi piloni. Un fenomeno che ha iniziato a diffondersi in queste settimane: alcuni pescatori, soprattutto cinesi, arrivano con piccoli barchini da pesca con targhe della Laguna Veneta oscurate. Si piazzano a ridosso degli archi e, con stivaloni ascellari, scendono in acqua: usano guanti e riempiono all'orlo cassette di plastica che tengono con dei cordini e le spostano avanti e indietro fuori dall'ombra degli archi.

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LA FILIERA
Chi li manda e che fine fanno i molluschi pescati è il nodo che i finanzieri vogliono sciogliere con i prossimi passi delle indagini. Secondo i medici infatti quelle vongole e quelle ostriche sono veleno puro, piene di diossina e idrocarburi, molto più inquinate dei pesci. Sono stabili sul fondo e si comportano come spugne che assorbono ogni tipo di inquinante. Una volta pulite dalle alghe, sono ostriche vere, uguali a quelle raccolte negli allevamenti in Francia o in Dalmazia, o anche in Italia, salvo per la salubrità. Negli allevamenti sono controllate, l'acqua è pulita e si possono mangiare. Ma se scoprire chi li manda permetterebbe alla finanza di bloccare la catena al principio è evitare che i molluschi pescati finiscano sulle tavole dei ristoranti di Venezia - soprattutto quelli a conduzione straniera - il vero obiettivo che si sono posti i militari della guardia di finanza.
Intanto è in attesa di un finanziamento europeo da circa 7 milioni di euro un progetto della Consulta della Laguna Media e dell'ingegnere idraulico Giovanni Cecconi che prevede, oltre allo scavo di altri archi, il controllo delle torbide prodotte dai fiumi e la diminuzione del traffico acqueo in particolar modo nel canale di Tessera, perché i fiumi portano fango in laguna. In quest'ambito le ostriche verrebbero utilizzate, raccolte in grandi sacchi di iuta, per ridisegnare le barene, le velme, e rinforzare le sponde dei canali.

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