L'Sos poi nessuna traccia: morto 40enne escursionista sui monti

La sede del Sagf di Sella Nevea in una foto di Carlo Orzan

di Paola Treppo

ALTO FRIULI (Udine) - Si sono concluse purtroppo con il rinvenimento di un escursionista morto le ricerche in corso da ieri nella zona del Montasio, in Alto Friuli, nel territorio del comune di Dogna, dopo l'allarme lanciato sabato da un uomo di 40 anni che non era riuscito a far rientro alla base. Si tratta di Cristiano Brandolin (nella foto), originario di Capriva del Friuli (Gorizia) e residente a San Giovanni al Natisone (Udine). 
 
Le squadre del soccorso alpino del Cnsas di Cave del Predil si erano messe al lavoro già ieri sera, domenica 9 aprile, per riuscire a rintracciarlo nella zona del Montasio, nelle Alpi Giulie.

Le ultime notizie date ai familiari risalivano a sabato sera, 8 aprile, quando lui stesso aveva chiamato per dire che si trovava al Bivacco Suringar, la costruzione di emergenza collocata a nido d’aquila sul versante Ovest del massiccio del Canin. I familiari hanno dato l’allerta al soccorso alpino ieri sera, non vedendolo rientrare a casa.

Una prima perlustrazione era stata fatta nella zona attorno a Forca Disteis da dieci tecnici del soccorso alpino assieme ai finanzieri del Sagf della Guardia di finanza di Sella Nevea di Chiusaforte. Le squadre si sono mosse ieri sera, fino a tarda notte, senza risultato. Questa mattina di lunedì 10 aprile si è alzato in volo l’elicottero della Protezione civile del Friuli Venezia Giulia per ricominciare le ricerche a vista, dall’alto. La salma esanime del 40enne è stata individuata. L’uomo è morto per le gravissime ferite riportate dopo essere precipitato lungo una parete di roccia coperta dal ghiaccio, decedendo sul colpo, a quota 2400 metri, in prossimità del sentiero che porta al Bivacco Suringar.
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Lunedì 10 Aprile 2017, 08:26






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1 di 1 commenti presenti
2017-04-11 07:56:54
Secondo altre cronache la scivolata fatale e' cominciata mentre attraversava un nevaio largo circa dieci metri, in una zona esposta; la chiazza di neve era imbombita d'acqua a causa dell'alta temperaturura pomeridiana, una condizione dove non tengono ne' ramponi ne' piccozze.