Bracconaggio, liberati oltre cento uccellini da richiamo

Sabato 27 Marzo 2021
Liberati oltre 100 uccelli

Ben 137 uccelli vivi dei quali 103 liberati immediatamente, gli altri affidati a un centro di recupero per la loro riabilitazione. Sequestrati 76 uccelli congelati, 153 reti da uccellagione, 550 panie, 300 lacci, 5 richiami elettromagnetici, 5 tagliole, 6 gabbie trappola, 1600 munizioni da caccia, nonché attrezzi per l’alterazione degli anelli identificativi per l’avifauna. Dieci persone denunciate, di cui una recidiva. 
CONTESTAZIONI
Pesanti i reati contestati a carico degli indagati: si va dal furto, ipotizzabile per colui che si appropria della fauna selvatica senza essere in possesso della licenza di caccia, all’uccellagione, all’uccisione o al maltrattamento di animali e, in alcuni casi, alla detenzione di fauna protetta e particolarmente protetta.
IL BILANCIO
Davvero significativo il bilancio dell’attività del Nucleo operativo per l’attività di vigilanza ambientale del Corpo forestale regionale - Noava – nel periodo compreso tra l’autunno e l’inverno appena concluso. L’ultimo bracconiere colto sul fatto un cittadino di Varmo, pescato in flagranza di reato mentre si dedicava all’uccellagione. Prima di lui un paio di settimane fa, in comune di Basiliano è stata colta in flagranza di reato un’altra persona dedita sempre all’uccellagione. L’attività del Corpo, svolta in collaborazione con i colleghi delle Stazioni forestali di Gemona, Pontebba e Tolmezzo, ha portato a termine diverse operazioni nei comuni di Ampezzo, Chiusaforte, Tolmezzo, Gemona del Friuli, Faedis, Reana del Rojale, Basiliano e Varmo. 
FORESTALE
Di particolare rilevanza un’indagine condotta della Stazione Forestale di Pontebba e supportata dal Noava nella quale i forestali hanno individuato un sito di cattura nei pressi di un valico alpino. Al momento dell’intervento, nelle maglie della rete mimetizzata tra la vegetazione, era già impigliato un esemplare di ciuffolotto mentre nei pressi veniva rinvenuta una gabbia con un richiamo. Sempre nello stesso periodo si è contrastata la caccia alla posta alla beccaccia. 
PEDEMONTANA
A tale riguardo, nella fascia pedemontana che va da Nimis a Faedis sono state sanzionate cinque persone che si dedicavano a tale forma di caccia vietata. Particolarmente grave il recente caso di uno di questi soggetti, risultato privo di licenza di caccia, che, dopo aver abbattuto un gufo, alla vista degli agenti si è dato a una rocambolesca fuga a piedi. 
BRACCONAGGIO
Con non poca difficoltà il bracconiere è stato raggiunto dal personale del Noava che poi ha provveduto a denunciarlo alla Procura della Repubblica per resistenza a Pubblico Ufficiale, furto e porto abusivo d’arma, con l’inevitabile sequestro della doppietta, cartucce e volatile ucciso.

 

Ultimo aggiornamento: 07:36 © RIPRODUZIONE RISERVATA