Punti nascita, la decisione: chiude Palmanova e riapre Latisana

Punti nascita, la decisione: chiude Palmanova e riapre Latisana

di E.B.

TRIESTE - La Giunta regionale del Friuli Venezia Giulia ha deciso: il punto nascita riaprirà a Latisana (sospeso da un paio d'anni) e verrà chiuso quello attualmente operativo a Palmanova. La previsione di spostamento del punto nascita è contenuta in un emendamento ad hoc predisposto dall'assessore regionale alla Salute Riccardo Riccardi al disegno di legge "omnibus" al vaglio, da oggi, del Consiglio regionale riunitosi a Trieste. Forte la reazione delle opposizioni con tanto di bagarre in Aula poichè il contenuto dell'emendamento è stato divulgato alla stampa lasciando ignari i consiglieri regionali che ancora non disponevano del testo, consegnato in un momento successivo. Particolarmente acceso il diverbio tra il segretario regionale del Pd Cristiano Shaurli e il presidente del Consiglio regionale Piero Mauro Zanin che ha sospeso la seduta gridando al dem «a me vergognati non me lo dici» replicando alle accuse di mala gestio dei lavori. 

«Dopo tante ricerche abbiamo scovato il documento segreto che inchioda Riccardi, e il centrodestra, alle loro responsabilità. Chiederò personalmente l’accesso agli atti per averne copia ufficiale - tuona il sindaco di Palmanova Francesco Martines - fu lui e la Giunta Tondo, nel 2012, a voler chiudere il punto nascita di Latisana (oltre a Gorizia): è giusto che nella Bassa friulana tutti lo sappiano. Lo stesso Riccardi che ora, per far piacere alla Lega e per soddisfare una precisa promessa elettorale, cambia idea, vuole riaprirlo e fare marcia indietro, per giunta in un contesto di calo delle nascita del 20% e dove Palmanova è l’unico (assieme a Pordenone) ad essere in controntendenza con un +6%. Come si può pensare di chiuderlo? Qui non stiamo parlando di qualità e sicurezza ma di giochetti politici sulla salute delle persone». 

FEDRIGA: "NESSUNA CHIUSURA"
«Nessuna chiusura ma il potenziamento degli Ospedali di Palmanova e Latisana». Oggi, «ci assumiamo la responsabilità di prendere una decisione su una situazione critica, che mette a repentaglio la salute e la sicurezza di mamme e bambini. Una decisione dalla quale partirà una ripianificazione complessiva dell'assetto sanitario in Friuli Venezia Giulia, nel quale gli ospedali di Latisana e Palmanova avranno un ruolo strategico». Lo ha detto il governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, nel corso di una conferenza stampa indetta oggi pomeriggio al termine della seduta del Consiglio regionale nel corso della quale sono stati presentati un emendamento alle legge Omnibus, che prevede la chiusura del punto nascita dell'ospedale di Palmanova e la riapertura di quello di Latisana e, contemporaneamente, un ordine del giorno che impegna la giunta a potenziare e prevedere nuove funzioni per l'ospedale di Palmanova nel contesto della legge che ridisegnerà la programmazione sanitaria in Friuli Venezia Giulia entro la fine dell'anno. «I tecnici - ha ricordato Fedriga - ci hanno spiegato che ormai era a rischio il livello di sicurezza sanitaria del punto nascita di Palmanova: abbiamo quindi deciso di riaprire il punto di nascita di Latisana e far diventare Palmanova un super ospedale di programmazione, con l'attivazione di nuove e importanti funzioni, quali il ripristino della struttura complessa di nefrologia, le chirurgie ortopedica, mammaria e oculistica, il day surgery e la riabilitazione ortopedica e neurologica. Vengono inoltre mantenute le strutture di emergenza e urgenza, come il pronto soccorso». 

Palmanova, ha poi aggiunto Fedriga, che assieme al vicepresidente con delega alla Salute, Riccardo Riccardi, e ad altri assessori e consiglieri di maggioranza ha incontrato la stampa, «è quindi destinato a diventare un ospedale di eccellenza, con specializzazioni chiare, che garantiscano servizi di qualità ai cittadini, riducendo anche le liste di attesa sul vicino ospedale di Udine, nell'interesse dell'intera comunità regionale. Queste scelte ci consentono infatti di avere una prospettiva di ampio respiro per potenziare il presidio ospedaliero della città stellata».

Per quanto riguarda Latisana, Fedriga ha ribadito «che la scelta di riattivare pienamente anche il reparto pediatrico del nosocomio è dettata dal fortissimo afflusso di turisti sulle spiagge del litorale di Lignano e Bibione. Inoltre, il potenziamento di questa struttura permetterà di attirare nuovamente pazienti anche dal vicino Veneto». Rispetto alle polemiche di questi ultimi giorni, infine, il governatore ha precisato che «questa decisione dimostra che non corrispondono al vero le affermazioni secondo le quali un ospedale senza punto nascita è destinato alla chiusura. Al contrario - ha ribadito - le decisioni assunte ne permetteranno un rilancio, in un'ottica di sistema con i nosocomi di Udine e Monfalcone. Sono convinto che i cittadini del palmarino e del latisanese saranno soddisfatti perché si renderanno conto che questa amministrazione regionale opera nel loro esclusivo interesse». 
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Martedì 18 Giugno 2019, 17:40






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1 di 1 commenti presenti
2019-06-18 18:23:31
Un punto nascita deve rispondere a un SOLO criterio per rimanere aperto: garantire la sicurezza del parto e della successiva gestione della coppia madre-bambino. Specie se le cose vanno storte. Un punto nascita con meno di 500 parti/anno NON ha le risorse (personale, attrezzature ma soprattutto ESPERIENZA) per affrontare emergenze che in pochi minuti possono complicare la gravidanza "piu' fisiologica" del mondo. Ma vanno considerati anche fattori "geografici". Se il punto nascita piu' vicino e' a oltre 15-20 minuti di strada (in qualunque condizione meteo) il rischio di partorire involontariamente a casa o in ambulanza, in auto o nel parcheggio aumenta. E aumentano anche le possibili complicanze. Purtroppo spesso e volentieri queste scelte vengono fatte per questioni di campanile o, peggio, di risparmio di "risorse". Gia'. Quando poi succede una tragedia tutti a cercare un capro espiatorio e praticamente MAI si addebita la colpa a chi amministra/gestisce/dirige la sanita con stipendi a 5 zeri