Luca Zaia in diretta oggi: «Vaccini, sì i richiami ma stop su nuove somministrazioni». Produrli qui? «Se Pfizer vuole, il Veneto c'è, anche con la finanziaria regionale»

Martedì 19 Gennaio 2021 di Beatrice Mani
Luca Zaia in diretta oggi alle 12.30: le ultime notizie sul Covid in Veneto
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Luca Zaia in diretta oggi, martedì 19 gennaio 2021, per le ultime notizie sull'andamento dell'epidemia da Coronavirus in Veneto. Siamo nel pieno del ciclone vaccini, con Pfizer che taglia le dosi destinate alle Regioni (Veneto e Friuli Venezia Giulia drammaticamente in testa per quanto riguarda la decurtazione) e ritarda ancora la consegna di quelle previste. Ieri il governatore ha palesato in conferenza tutta la sua amarezza e non ha nascosto una certa dose di preoccupazione e rabbia, affermando che non avrebbe indugiato nella ricerca di soluzioni. E un suggerimento in questo senso è arrivato questa mattina dall'immunologa di Padova Antonella Viola che ha esortato l'Italia a stipulare accordi con le aziende che detengono il brevetto dei vaccini anti Covid e inizare a produrli sul nostro territorio: «La strada dovrebbe essere la produzione su licenza - ha spiegato l'immunologa: piuttosto di aspettare le case madri le aziende che sono sui territori potrebbero fare accordi e iniziare la produzione». E ogig il governatore ha "invitato" Pfizer a produrre in Veneto, qualora vi siano le possibilità, affermando di essere disponibile «anche con la finanziaria regionale».

 

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Ma oggi è arrivata anche una novità dal punto di vista della ricerca e sempre dall'Università di Padova: secondo uno studio pubblicato sulla rivista Nutrients, infatti, l'impiego della vitamina D nella cura dei pazienti affetti da Coronavirus sarebbe determinante per evitare i decessi e gli spostamenti in terapia intensiva. Una luce in fondo al tunnel sembra davvero intravedersi, ma, come sottolinea sempre Zaia, nonostante questo è necessario non abbassare la guardia, perché il virus, con le sue varianti che stanno circolando in Europa, c'è e l'inversione di tendenza (adesso i contagi e i ricoveri stanno finalmente calando) è sempre dietro l'angolo.

 

 

Zaia in diretta oggi

 

Il bollettino

Tamponi molecolari fatti ad oggi 3milioni 598mila, test rapidi  2milioni e 311mila (47mila nelle ultime 24 ore), 957 positivi sulle ultime 24 ore ( 2,03% di incidenza), 300.127 positivi da inizio pandemia, 63.171 oggi gli attualmente positivi, ricoveri ad oggi 2.942 (500 letti liberi negli ospedali), 339 in terapia intensiva, 2.603 in area non critica, 8.187 sono decessi ad oggi,  +162 decessi nelle ultime 24 ore.

Covid in Veneto

Quale è l'andamento della pandemia in Veneto? «La curva decresce - ha affermato Zaia -, speriamo continui questo trend. E 339 terapie intensive fanno sì che siamo scesi sotto il valore massimo di marzo, che era, il 31 marzo, 356 persone in terapia intensiva. La situazione negli ospedali è ancora pesante ma se continuiamo con questo bel lavoro di attenzione come cittadini è ragionevole pensare che se ne possa uscire, combinando questo dato alle vaccinazioni». Una speranza c'è ma è strettamente legata, quindi, al rispetto delle regole e, dato non da poco, al proseguimento del piano vaccinale che, come sappiamo, sta affrontando non poche difficoltà, visti i tagli subiti da parte di Pfizer e l'incertezza sui nuovi arrivi di dosi per i cittadini.

Vaccini

«La ricaduta economica è disastrosa, non possiamo andare avanti con questa modalità delle restrizioni. Bisogna investire al massimo sui vaccini . ha puntualizzato il governatore del Veneto -. Stasera alle 20.30 riunione con il Governo, proprio sui vaccini. Capiamo che le aziende che producono i sieri possano avere dei problemi ma dobbiamo risolverli e capire se siamo stati gli unici ad avere tagli. Oggi è slittata di 24 ore la fornitura prevista, per noi, per come siamo organizzati, è un problema. E ieri sera ci è arrivata la notizia di un taglio anche della fornitura della prossima settimana. Dobbiamo recuperare tutto il possibile per le seconde dosi, e abbiamo bisogno di 100mila dosi - ha insistito Zaia -. In tutta onestà noi non abbiamo letto il contratto con l'azienda che produce vaccini, ad oggi ci hanno detto solo che è stato un fulmine a ciel sereno non previsto, stasera capiremo meglio. Non faccio una colpa a un'impresa che ha un problema, ma avremmo dovuto essere avvisati prima, a meno che qualcuno non lo sapesse e non ci ha avvisato: è giusto che si faccia chiarezza».

Intanto però la situzione appare sempre più complicata: cittadini che attendono il richiamo del vaccino e altri che aspettano la prima dose. «Io ho sollevato il tema della ridistribuzione mutualistica fra chi ha magazzino e non riesce a fare vaccini e quelle regioni che hanno bisogno di dosi e non hanno problemi per farli. Il surplus deve essere ridistribuito a chi fa vaccini - ha detto Zaia in merito alla polemica sulla proposta di Letizia Moratti sulla distribuzioni delle fiale -. Non commento ciò che ha detto Moratti, dico quello che propongo io».

Ma come sta affrontando il Veneto questa nuova emergenza? Quanti vaccini abbiamo a disposizione? «Da 48mila dosi siamo passati a 22.330, dimezzate, la prossima settimana sembra che la riduzione ci sarà ancora (dovevamo avere 60mila dosi), ovviamente ci orienteremo a somministrare le seconde dosi, ma avremo un buco di due settimane sulle nuove vaccinazioni, quindi chiuderemo questa fase a metà febbraio e non più a fine gennaio - ha rivelato Zaia -. Noi siamo in difficoltà anche con i richiami ma speriamo di farcela ma ho la paura che non ci potremo avventurare sulle nuove somministraizioni. Se si risolverà la partita degli altri vaccini in fase di autorizzazione, allora arriveranno tutte le dosi che ci servono».

Taglio dosi, perché?

Ancora nessuno sembra aver davvero capito il perché dei tagli di Pfizer, il contratto non è stato visto dai presidenti delle Regioni, il criterio della distribuzione che penalizza alcuni in modo grave e altri non li tocca sfugge: «Come sono decise le dosi dei vaccini da Pfizer? Abbiamo chiesto ad Arcuri  - ha assicurato ancora Zaia - e sembra che la divisione sia arbitraria e stabilita direttamente dall'azienda. La suddivisione delle dosi ridotte è incomprensibile, non giustificabile rispetto a regioni a tagli zero o contenuti», ha ribadito.

Produrre i vaccini qui?

La Produzione del vaccino su licenza? Lo ha suggerito oggi su Radio 24 l'immunologa di Padova Antonella Viola. «Se fattibile condivido questa idea, ma si tratta di un processo industriale, e immagino che sui nostri imprenditori lo scouting sia già stato fatto da Pfizer - ha riflettuto il presidente Zaia, rilanciando subito dopo -. Non mi sembra affatto un'idea strampalata quella di Antonella Viola. Dico a Pfizer che se ci fosse da dare una mano la Regione Veneto c'è, nell'ottica della salute dei cittadini. Se Pfizer vuole fare qualcosa in Veneto noi ci siamo, anche con la finanziaria regionale. Se si tratta di produrre vaccini per i veneti e per tutti gli italiani noi ci siamo».

 

Il Veneto può comprare i vaccini?


Il Veneto ha comprato respiratori, tamponi, siringhe, sempre in autonomia, ma la partita dei vaccini esclude questa possibilità, a quanto pare. «Noi abbiamo già posto questa questione, ma è impossibile perché le forniture e i contratti sono con gli Stati membri dell'Unione Europea per quanto riguarda i vaccini». Lo ha precisato Luca Zaia in diretta.

 

 

Scuola

Il tema scuola resta in primo piano, anche perché la decisione del tar sul ricorso di alcuni genitori per la riapertura delle scuole è davvero imminente: «Abbiamo avuto una riunione con i governatori delle Regioni ieri sera - ha spiegato Zaia -, e resto convinto che il parere del Cts è stato chiesto dal ministro Speranza, non dalle Regioni, quindi il nostro interlocutore resta il ministro che dovrà notificarci le eventuali sue decisioni in base al parere del Cts. Stamani ho firmato il mandato agli avvocati perché inviino la memoria al Tar, staremo a vedere, noi portiamo argomentazioni non politiche ma di valutazioni fatte sulla base dei criteri di sanità pubblica. E sottolineo che siamo pronti sul fronte dei trasporti, 4 giorni per dare il via al piano, ma spero che questo ricorso vada valutato profondamente. Non si può risolvere con una sentenza che non capisca in modo specifico il perché si siano fatte certe scelte. E se il Tar si esprimesse a favore delle famiglie che hanno presentato ricorso? Intanto leggeremo bene il dispositivo e poi decideremo se ricorrere o non fare nulla, ma prima dobbiamo vedere cosa deciderà il Tar. Credo che tra stasera e domani arrivi la sentenza».

Il caso quarantena: nuove regole

Ultime novità sulla gestione dei casi Covid. Cosa cambia quando si trova un positivo? «I contatti stretti vanno in quarantena senza fare tampone, nell'ultima circolare del ministero l'indicazione è questa, con un tampone finale a conclusione della quarantena. Lo ha spiegato l'assessore Manuela Lanzarin rispondendo a una domanda dei giornalisti».

Ultimo aggiornamento: 20 Gennaio, 12:28 © RIPRODUZIONE RISERVATA