Pfizer taglia i vaccini L'immunologa Viola suggerisce la soluzione: «La produzione nelle nostre aziende su licenza»

Martedì 19 Gennaio 2021 di Beatrice Mani
Pfizer taglia i vaccini L'immunologa Viola suggerisce la soluzione
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PADOVA - La professoressa Antonella Viola, immunologa dell'Università di Padova, interviene sul tema dei vaccini anti Covid a Radio 24, durante 24 Mattino di Simone Spetia

Il caos vaccini sta facendo tremare l'Italia, Veneto e Friuli Venezia Giulia in particolare, che hanno viste le dosi in arrivo dimezzate da parte di Pfizer, ma l'immunologa Viola frena e tenta di conciliare, di trovare una soluzione: «Il problema è di produzione perché Pfizer e Moderna si sono trovate da sole a fare fronte alle richieste mondiali. Per questo hanno dovuto rivedere il processo produttivo, mantenendo standard qualitativi alti, e per farlo occorre fare degli aggiustamenti che comportano dei ritardi. L'azienda avrebbe dovuto avvisare con anticipo ma occorre lavorare insieme e venire incontro alle esigenze dei Paesi».

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Ma come si potrebbe risolvere questo problema, che rischia di far letteralmente saltare le campagne vaccinali già organizzate nelle varie Regioni, mettendo in serio pericolo anche la somministrazione delle seconde dosi di vaccino ai cittadini che hanno già ricevuto la prima? «La strada dovrebbe essere la produzione su licenza: questi vaccini funzionano molto bene, piuttosto di aspettare le case madri le aziende che sono sui territori potrebbero fare accordi e iniziare la produzione. Ci sono aziende fuori dall'Italia che si stanno muovendo in questa direzione».

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Intanto i numeri del Covid sembrano in frenata, questo ci fa tirare un sospiro di sollievo, ma non deve portarci ad essere imprudenti: «Noi siamo spostati di qualche settimana e stiamo vedendo gli effetti dei sacrifici fatti ma non è il momento di abbassare la guardia, stanno circolando nuove varianti e occorre prestare attenzione finché non avremo un buon numero di persone vaccinate. L'Italia ha dimostrato di saper usare le dosi che arrivano. Dipenderà ora dalla quantità di vaccino che arriverà. Ma possiamo iniziare a sperare, per l'estate ne saremo fuori, grazie alle persone vaccinate e alla minor circolazione del virus in quella stagione».

 

Ultimo aggiornamento: 20 Gennaio, 08:22 © RIPRODUZIONE RISERVATA