Sport a Treviso, 13.400 atleti in tutte le discipline ma mancano spazi. La promessa del vicesindaco Alessandro Manera: «Vi do le palestre»

Giovedì 10 Agosto 2023 di Paolo Calia
Sport a Treviso, 13.400 atleti in tutte le discipline ma mancano spazi. La promessa del vicesindaco Alessandro Manera: «Vi do le palestre» (foto Unsplash)

TREVISO - In città i tesserati al Coni di tutte le specialità sono 13.427 divisi in 75 società. E coprono praticamente tutte le specialità dell’arco olimpico. Al conteggio sfuggono gli iscritti alle palestre, chi fa autonomamente attività sportiva come padel, tennis, running, bici senza essere tesserato da nessuna parte. Un esercito di appassionati che suda, fatica e che sfugge a ogni conteggio. Ma già il numero dei tesserati è significativo: «A Treviso la domanda di sport è molto alta. Temevamo che dopo il Covid questi numeri calassero, invece rispetto al 2019 gli sportivi sono cresciuti del 6%». Lo dice il vicesindaco con delega allo Sport Alessandro Manera, in questi giorni sta tirando le fila di un’indagine condotta per capire le esatte dimensioni dello sport trevigiano. A giugno, a ogni società sportiva della città, è stata mandata la richiesta di indicare il numero di tesserati. Dopo un momento di titubanza, visto che in passato mai era arrivata una richiesta simile da Ca’ Sugana, hanno risposto tutti. E il dato è significativo: 13.427 tesserati complessivi, di cui 6.500 residenti a Treviso e il resto proveniente dai comuni vicini. «Su una popolazione di 86mila residenti - osserva Manera - stiamo parlando di numeri molto alti. Abbiamo i numeri di tutte le società, ma non tutte utilizzano i nostri impianti. C’è chi non ha mai fatto domanda al Comune e si arrangia con strutture proprie o comunque private. La cosa positiva è che i giovani sono tantissimi e temevamo che proprio loro, dopo la pausa forzata dovuta alla pandemia, mollassero. Invece non è così: i numeri sono aumentati.

E la nostra linea è proprio quella di avere un occhio di riguardo per chi cura soprattutto i settori giovanili». 


GLI IMPIANTI
Manera guarda il bicchiere mezzo pieno e a chi gli fa notare che in città non mancano gli sportivi ma gli impianti, ribatte: «Gli impianti ci sono, ma abbiamo una richiesta molto alta. E per fortuna che è così. Però diamo, e daremo, risposte a tutti. Stiamo facendo accordi anche con i privati per avere ancora più strutture da gestire: è l’unica strada da percorrere per aumentare le soluzioni a disposizione per chi cerca un posto dove allenarsi o giocare. E tutto questo in attesa della nuova palestre all’ex Salsa destinate alle specialità individuali e di due nuovi campi da calcio». 


LA FOTOGRAFIA
I numeri intanto dicono questo. Per il calcio ci sono sei impianti (un impianto può contenere più campetti) più un settimo, il Tenni che in quanto stadio non viene utilizzato per l’attività giornaliera. Le palestre sono invece 13. E c’è il tutto esaurito ovunque. Per dare a ognuno la possibilità di allenarsi gli uffici comunali sono impegnati in un vero e proprio gioco ad incastri: «Le richieste maggiori arrivano dal calcio - continua il vicesindaco - dove bisogna fare i conti con un problema molto pratico, gli orari. Quasi tutte le scuole hanno il rientro pomeridiano. Questo vuol dire che i ragazzi sono liberi da metà pomeriggio in poi. Quindi fino alle 17, circa, i campi sono sotto utilizzati. Gli orari vanno armonizzati da metà pomeriggio in poi e rispondere alle richieste di tutti non è semplice». Stesso discorso vale, ovviamente, anche per le palestre. 


I NUMERI
La fotografia dello sport trevigiano dice che le specialità con più praticanti sono calcio, rugby e basket con circa 1100 atleti a testa; subito dietro c’è il volley con 950. Ma ci sono anche delle sorprese come i 667 atleti della ginnastica, i 400 del pattinaggio artistico. E poi la scherma: 455 schermidori distribuiti in tre società. Nella città della palla ovale è il Benetton Rugby ad avere il più alto numero di iscritti: ben 611. L’atletica conta invece 1074 tra ragazze e ragazzi, di cui 717 atleti agonisti (420 residenti in città) mentre il resto è rappresentato dagli “arbitri” compresi del comparto atletica per via della preparazione che devono eseguire per poter esercitare e da altre società che fanno attività più che altro amatoriale. 


ATTENZIONE
«L’indagine che abbiamo realizzato - spiega il vicesindaco - è importante perchè ci consente di capire da dove stiamo partendo oltre che di avere un termine di raffronto per i prossimi anni, per valutare che miglioramenti ci sono stati e in quali ambiti. Adesso vedremo di analizzare bene i dati, suddividendoli anche per fasce d’età, altro elemento fondamentale per capire lo stato di salute del nostro sport. L’obiettivo comunque resta quello di privilegiare chi fa crescere i giovani, lo sport da questo punto di vista è fondamentale per la loro formazione generale. Ma non lasciamo indietro nessuno, per noi sono molto importanti anche gli amatori di ogni sport anche se hanno esigenze diverse. Ma i giovani vanno supportati e messi nelle migliori condizioni per fare attività sportiva».

Ultimo aggiornamento: 10:09 © RIPRODUZIONE RISERVATA
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