Mamma con 4 figli minorenni sfrattata, tensione tra Ater e Comune: «L'umanità viene prima delle regole»

Venerdì 1 Dicembre 2023 di Mauro Favaro
Il presidente Ater Mauro Dal Zilio e il sindaco Mario Conte

TREVISO - «L'umanità viene prima delle regole». Il sindaco Mario Conte ha usato parole definitive in consiglio comunale sul caso della donna, madre di 4 figli minorenni, sfrattata dall'Ater per morosità: venerdì non è più riuscita a entrare nell'appartamento di San Liberale perché mentre era al lavoro l'ufficiale giudiziario, accompagnato da un fabbro, aveva cambiato la serratura. Per Conte una modalità inaccettabile. «Il Comune è stato informato in tutti i passaggi - replica Mauro Dal Zilio, presidente di Ater - le norme ci sono e vanno rispettate.

Così deve fare un ente pubblico. Ci vuole rispetto nei confronti di tutti quegli inquilini che pagano regolarmente l'affitto e di Ater che è sempre in prima fila per risolvere l'emergenza casa e che anche in questo caso ha fatto tutto quello poteva».

LA PRESA DI POSIZIONE
Dal Zilio rivela che due settimane prima il legale aveva ricordato la data dello sfratto al Comune, chiedendo una posizione in merito: «Mai giunta». Non nasconde il rammarico per la reazione del sindaco e chiede maggiore collaborazione. I toni restano accesi. Lo sono stati anche ieri in consiglio. Il gruppo Caminantes, vicino a Django, ha srotolato uno striscione su palazzo dei Trecento: "La casa è un diritto". Poi i ragazzi hanno interrotto la riunione alzando dei cartelli: «Siete tutti responsabili. Basta tagli all'edilizia residenziale pubblica». Dopo alcuni secondi di confronto diretto anche con Conte, la situazione è tornata alla calma.

LO SCONTRO
L'opposizione, però, ha incalzato. «Le modalità dello sfratto rappresentano una pagina vergognosa per la città - dice Roberto Pizzolato, consigliere del Pdil presidente e la vicepresidente di Ater pensino a dimettersi. Ce ne sono tanti di bravi che li possono rimpiazzare. Come il consigliere Luigi Caldato (lista Conte, ndr), che ha portato l'Israa a un livello di eccellenza". Stefano Pelloni, capogruppo del Pd, ha punto sulla vendita all'asta di 384 alloggi da parte di Ater (92 in comune di Treviso). «Ater non è una società che deve ottenere profitti, deve erogare un servizio pubblico sottolinea quando un ente regionale per autofinanziarsi è costretto a svendere il suo patrimonio perché non ha abbastanza fondi dalla Regione, la situazione è molto grave. Il sindaco dovrebbe per prima cosa telefonare al suo amico presidente Zaia e parlargli della situazione di Ater Treviso». Pelloni ha poi aggiunto che altri 40 alloggi dell'Inps in via Capodistria sono andati all'asta e che 6 appartamenti del demanio militare in via del Mozzato sono sfitti: «Non possiamo dirci che esiste un problema casa e questi enti pubblici svendono immobili per mero guadagno. È scandaloso».

LA REPLICA
La replica del sindaco non si è fatta attendere. «Cercheremo di capire se c'è stato un cortocircuito rispetto al caso dello sfratto. Ma la ricerca non è del colpevole, bensì di una soluzione conclude Conte la vendita degli alloggi per sistemarne altri è sempre stata fatta. C'è stata anche un'amministrazione che ha svenduto il palazzo della Prefettura per avere liquidità (dice pungendo la vecchia giunta Manildo, ndr). Sul tema dell'abitare dobbiamo unirci oltre le appartenenze politiche. Tutti sono in difficoltà. E per prima cosa bisognerebbe dire basta con i furbetti delle case popolari: chi non ha diritto o imbroglia deve essere cacciato».
 

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