Malattie sospette. L'Ordine dei medici: «Vietati i certificati al telefono, bisogna visitare»

Mercoledì 20 Ottobre 2021 di Mauro Favaro
Malattie sospette. L'Ordine dei medici: «Vietati i certificati al telefono, bisogna visitare»
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TREVISO - «I medici devono visitare i pazienti prima di firmare qualsiasi certificato di malattia. Chi non si comporta in questo modo viola il codice deontologico, e di conseguenza è sanzionabile. Siamo pronti a valutare tutte le segnalazioni che dovessero arrivare anche dai datori di lavoro a fronte di assenze reiterate o per qualche ragione sospette». Luigino Guarini, presidente dell’Ordine dei medici di Treviso, richiama i camici bianchi della Marca. Dopo l’entrata in vigore del Green Pass obbligatorio per i lavoratori, in diverse aziende il numero di dipendenti in malattia si è improvvisamente impennato. Stando ai dati Inps, nel trevigiano c’è stato un aumento medio del 10%. Con picchi, come ad esempio in Mom, la società dei bus e delle corriere, anche del 20%. Si teme che certificati rilasciati senza una stretta sorveglianza possano finire con il rappresentare un paravento per i lavoratori, non vaccinati contro il Covid, contrari al Green Pass.

IL MONITO

Tanto che Stefano Marcon, presidente della Provincia, ha invocato una stretta sulle visite fiscali e maggiori controlli pure nei confronti dei dottori: «Davanti a un aumento anomalo delle malattie è opportuno controllare anche chi firma i certificati». Il compito spetta proprio all’Ordine dei medici. «Il codice deontologico dice chiaramente che il medico è tenuto a verificare in modo puntuale e diligente eventuali rilievi clinici, oggettivamente documentati – specifica Guarini – senza una verifica personale, in altre parole, non ci può essere un certificato, che per propria natura prevede una presa d’atto diretta. Se non si procede così si commette una violazione deontologica, che come tale può portare a delle sanzioni».

LE RASSICURAZIONI

Quali? Si va essenzialmente dal richiamo alla sospensione dal servizio. I lavoratori e i camici bianchi sono avvisati. «Il tutto senza entrare nel merito di casi non di veridicità dei certificati. Perché a quel punto si sarebbe davanti a un falso materiale o ideologico con risvolti penali – sottolinea il presidente dell’Ordine – oltre a quanto previsto dai codici, comunque, va evidenziato che la stragrande maggioranza dei medici si comporta in modo corretto e responsabile. Non sono accettabili generalizzazioni che rischiano di portare a una criminalizzazione dell’intera categoria. E’ doveroso ricordare che stiamo parlando di professionisti sempre in prima linea contro l’epidemia». All’inizio della settimana sulla questione era intervenuto anche Francesco Benazzi, direttore generale dell’Usl della Marca, a sua volta pronta a impegnarsi nei controlli. «Nel momento in cui avremo delle segnalazioni da parte delle ditte, saremo i primi a verificare – ha assicurato – chi vuole fare il furbo rischia anche la sospensione come medico. Credo quindi che non convenga a nessuno essere compiacente e rilasciare certificati per agevolare chi non ha il Green Pass».

CASI ANOMALI

I casi che destano qualche perplessità non mancano. La stessa Mom ha citato situazioni di dipendenti senza il Green Pass assenti per 15 giorni di fila, prima in malattia, poi in congedo parentale e di seguito per la legge 104. Tutto lecito, ovviamente, fino a prova contraria. Fatto sta che centinaia di bus e corriere continuano a restare ferme per l’assenza ingiustificata di autisti senza Pass: non si sono vaccinati e non si sottopongono ai tamponi per avere la certificazione temporanea. Ieri mancavano 101 autisti: 62 dipendenti diretti e 11 privati in subaffidamento perché senza il Green Pass, più 28 per malattia e permessi. Sono saltate quasi 400 corse. E oggi si replica con 405 corse a rischio (il 12% del totale). Mom ha già inviato una lettera al personale assente ingiustificato annunciando l’intenzione di chiedere il risarcimento dei danni. La speranza è che con il passare dei giorni anche i No Pass duri e puri facciano un passo indietro. Il fronte comincia a vacillare. Già oggi gli autisti assenti dovrebbero scendere a 81: cioè 68 senza il Green Pass, più 13 tra malattie e permessi. «Contiamo che i numeri possano almeno parzialmente rientrare», apre Giacomo Colladon, presidente di Mom. 

Ultimo aggiornamento: 21 Ottobre, 09:22 © RIPRODUZIONE RISERVATA