Mom, autisti senza Green pass citati per danni, i sindacati: «Ricatto inaccettabile»

Lunedì 18 Ottobre 2021 di Valeria Lipparini
Mom, autisti citati per danni
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TREVISO - «Denunciare chi è assente ingiustificato? Una sciocchezza generalizzata. E una prova di forza. Una specie di ricatto subdolo, che suggerisce al dipendente di vaccinarsi per evitare ritorsioni oltre al pagamento dei danni per le corse saltate». Lo dice, senza mezzi termini, il segretario generale della Cgil Mauro Visentin dopo l'annuncio del presidente di Mom Giacomo Colladon di citare per danni gli 84 autisti dal 15 ottobre scorso assenti ingiustificati perché senza Green pass. La loro mancanza ha comportato alla cancellazione del 12% delle 3500 corse giornaliere, con disservizi e danni non da poco. Tanto che Colladon si è detto pronto a dare battaglia. La Cgil rimanda però al mittente l'attacco e ha tutta l'intenzione di chiamare a raccolta Cisl e Uil per trovare delle soluzioni condivise per superare l'impasse causato dai lavoratori no pass. Proprio mentre fuori dalla sede del sindacato, dopo quelle di venerdì scorso, sono apparse nuove scritte minatorie. Partono, intanto, stamane le lettere agli 84 autisti no vax della Mom. Oltre alla sospensione dal lavoro, la società si riserva di chiedere i danni per le minori corse garantite. «La lettera arriva stamane a tutti coloro che non si sono presentati al lavoro. Ognuno deve prendersi le proprie responsabilità» ribadisce il presidente della Mom Colladon.

Mom, autisti senza Green pass

Mentre Visentin, riprende il bandolo della matassa e tenta di fare sintesi: «Sono tanti i servizi essenziali che rischiano di subire contraccolpi dalle assenze dei lavoratori privi di certificazione verde. Penso a sanità, trasporti, mense scolastiche. Senza usare il pugno di ferro, che trovo perlomeno ridicolo, dobbiamo arrivare a una comunicazione per convincere chi non vuole vaccinarsi rispettando, nel frattempo, il diritto al lavoro di tutti». Dello stesso avviso il segretario della Cisl Belluno e Treviso, Massimiliano Paglini: «La questione apre alla riflessione. È vero che c'è qualche pifferaio magico che si trascina dietro incerti e indecisi contro il vaccino. Ma è anche vero che dobbiamo chiarire la responsabilità in capo ai lavoratori e ai datori di lavoro, soprattutto se si tratta di lavori essenziali». Poi aggiunge: «Da parte nostra offriremo assistenza ai dipendenti nel caso in cui venissero denunciati. Però dico ai lavoratori di non ascoltare il canto delle sirene e di informarsi con i sindacati su obblighi e diritti». Visentin, da giorni, sta cercando di placare gli animi, cercando di superare scontri e divisioni tra gli stessi lavoratori: «La denuncia e la richiesta di danni avanzata da Colladon è un modo per forzare la mano degli autisti riottosi. Ma in questo momento bisogna tenere i nervi saldi ed evitare di gettare benzina sul fuoco. Con queste barricate inaspriremo i toni e le posizioni, senza portare a casa alcun risultato. Serve dialogo, opera di convincimento e apertura per chi preferisce sottoporsi ai tamponi senza che debba pagare la spesa di tasca propria».Danilo Scattolin, segretario del sindacato di base attacca, assicurando che oggi aveva già fissato un appuntamento con Colladon. «Ne approfitterò per affrontare la questione. Mom non può infierire su lavoratori che fino all'altro giorno hanno lavorato fianco a fianco con i colleghi già vaccinati. Poi, per una disposizione iniqua del governo, si trovano tutto ad un tratto ad essere sbattuti fuori dall'apparato produttivo. Ne perdono loro in stipendio, ma ne perde anche l'utenza che deve sopportare il taglio di corse e il disservizio conseguente». Ieri sera Scattolin ha parlato del problema Treviso nel direttivo nazionale. Un caso che ne apre altri. Mentre il presidente di Mom, Colladon, ci tiene a sottolineare che lui gestisce soldi pubblici e che se ci sono perdite importanti, come quelle registrate in questi ultimi giorni, la Corte dei Conti potrebbe chiederne ragione proprio a lui mettendo il dito sulla sua gestione. «Evitiamo il muro contro muro e cerchiamo una strada comune che garantisca il lavoro ai dipendenti di servizi essenziali. Se la legge prevede che chi non ha Green pass non possa essere al lavoro, come possiamo far pagare a loro i danni dei disservizi?» rimarca Visentin. 

Ultimo aggiornamento: 12:45 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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