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Lo schianto e la notizia che corre in paese: «Ho guardato sul web e ho ricosciuto il suo scooter. Così ho saputo che mio fratello era morto»

Mercoledì 10 Agosto 2022 di Annalisa Fregonese
Alessandro Feletto

ORMELLE - Quel che si dice un ragazzo solido, con i piedi per terra. Questo era Alessandro Feletto, 17 anni. Che fino alle 15.30 di ieri pomeriggio, 9 agosto, viveva la spensieratezza della sua giovane età, già comunque proiettato nel futuro. Perchè il papà Stefano e la mamma Egle Marciano l'avevano coinvolto, per quel che era possibile, nelle attività della cantina ed Alessandro vi si applicava con autentico entusiasmo ed interesse. «È impossibile continuava a ripetere ieri il fratello Andrea mi sembra impossibile che sia capitato proprio ad Alessandro. Stavo lavorando singhiozza mentre le lacrime gli solcano il viso ho sentito parlare dell'incidente. Allora ho preso il telefonino ed ho guardato sul web. Ho visto la notizia dello schianto e dalle foto ho riconosciuto il suo motorino: mi si è gelato il sangue. Ecco, io l'ho saputo così. Ma non è giusto, non a lui, non doveva capitare a lui».

GLI STUDI A MOTTA

Lo strazio in famiglia è indicibile, vissuto con quella compostezza che è propria di chi ha la dignità nell'animo. Alessandro Feletto frequentava con profitto l'istituto di istruzione superiore A. Scarpa di Motta di Livenza. Aveva terminato la classe terza del liceo scientifico ad indirizzo Sciente Applicate, a settembre sarebbe andato in quarta. «Un ragazzo solido, posato, con la testa sulle spalle. Studioso, rispettoso degli insegnanti, amichevole con i compagni, un ottimo ragazzo» lo ricorda il professor Raffaele Moscagiuri, che è stato suo insegnante nei tre anni appena trascorsi. «L'ho avuto in classe per tre anni ed è sempre andato bene continua il docente -. Ecco forse gli erano più congeniali le materie tecniche ma devo dire che studiava tutte le materie in modo omogeneo, non ci sono mai stati deficit o difficoltà. Nell'anno appena concluso l'ho visto appassionarsi al lavoro della sua famiglia, impegnata con l'azienda vinicola. Era stato anche in Toscana dove i genitori avevano acquisito dei terreni, ne parlava con tanta passione. Non mi risulta praticasse qualche sport, immagino ma questa è solo una mia supposizione, che fra lo studio e il dare supporto all'azienda di famiglia, non gli rimanesse molto tempo libero». «Lo vedevo comunque sereno - aggiunge - con un buon rapporto con i compagni, era rispettato. Siamo tutti veramente scossi ed addolorati per quanto avvenuto».

LA GITA IN CENTRO
Ieri pomeriggio il ragazzo era partito da casa sua in via Campagnola, pare volesse andare a farsi un giretto in centro al paese. Nella via si conoscono tutti. Vi abita anche la nonna di Alessandro, poi c'è la casa paterna con l'annessa cantina. Il giovane era arrivato molti anni dopo la nascita dei suoi primi due fratelli Alberto ed Andrea. Era il piccolo della famiglia. E tutti gli volevano un bene dell'anima. Era facile voler bene ad Alessandro, chi lo conosceva racconta come fosse di buon carattere, disponibile, pronto all'amicizia, capace di infondere fiducia. Studiava con impegno e nel contempo già si vedeva proiettato nella cantina di famiglia, desideroso di espanderne e consolidarne l'attività. «Sono trascorsi solo pochi giorni da sabato sera - racconta una vicina - eravamo tutti in piazza a Tempio per una serata di calici e sapori. Con le cose buone del nostro territorio, con gli enologi. Stefano Feletto era venuto con i suoi vini, era uno degli organizzatori, la sua cantina è sempre molto apprezzata. Abbiamo trascorso una gran bella serata, come non avveniva da tempo. Adesso arriva questa batosta che si abbatte come un macigno sulla nostra comunità». Il papà inoltre è molto conosciuto anche per appartenere all'associazione Alpini, è anche consigliere del raggruppamento degli Alpini di Tempio, Ormelle, Roncadelle, San Polo di Piave e Maserada sul Piave.

    
 

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