Il ciclista Andrea Vendrame preso a pugni da un automobilista

Martedì 22 Dicembre 2020 di Tina Ruggeri
Andrea Vendrame mostra la guancia gonfia dopo il pugno ricevuto da un automobilista
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Preso a pugni sul viso mentre era in allenamento. Brutta disavventura quella accaduta ad Andrea Vendrame, il professionista di ciclismo della francese Ag2R, ieri mattina a Conegliano. «Erano le 10 di un tranquillo lunedì mattina. E da Santa Lucia stavo pedalando verso Conegliano per poi salire sui colli ad allenarmi in vista della ripartenza della nuova stagione agonistica - racconta Vendrame - Ero sulla mia destra, all’interno della linea bianca, quando tra via Distrettuale di Sarano e via Manin una macchina a forte velocità mi ha sfiorato. Di colpo l’automobilista ha bloccato l’auto di grossa cilindrata e mentre stavo transitando, è sceso e mi ha sferrato un pugno in pieno volto». 
Così, senza motivo? 
«Una situazione assurda, incredibile. Ricordo solo di aver percepito che l’auto potesse avere il finestrino aperto. Ma chi esce in bici lo sa: in inverno con abbigliamento pesante, casco, occhiali e paraorecchie, non ho sentito nessun tipo di urlo o altro rivolto a me, se non il pugno sferrato con violenza sul volto. Sono riuscito a fermarmi, evitando pure di caricarlo sulla bicicletta, perché ho frenato si colpo. Sono stato preso alla sprovvista. Per fortuna, dopo quella manciata di secondi di stordimento, ho estratto il cellulare e scattato immediatamente delle foto mentre questo signore scappava a forte velocità facendo inversione di marcia e rischiando un frontale». 
E adesso cosa hai intenzione di fare? 
«In serata sono andato al pronto soccorso di Vittorio Veneto per accertamenti e visite con un medico che mi aveva già curato quando nel 2016 avevo subito un grave incidente. Nei prossimi giorni, con tutta la documentazione in mano, andrò dalle forze dell’ordine per fare denuncia». 
Hai già avvisato polizia e carabinieri? 
«Sì certo, ho parlato con del personale che conosco. Hanno già le foto dell’auto che ho scattato e stanno verificando le immagini delle telecamere. Spero si possa risalire all’automobilista». 
Hai riportato lesioni? 
«Sì, sono gonfio. Nella stessa parte del volto in cui avevo subito gravi danni il 7 aprile 2016: mentre ero in allenamento a Colle Umberto una macchina mi ha tagliato la strada e sono finito con la testa dentro il finestrino. Ho subito numerosi interventi maxillofacciali al Cà Foncello di Treviso e ringrazio ancora i medici per avermi fatto ritrovare un volto. Da quella volta porto sempre la barba lunga per nascondere le profonde cicatrici che solcano la mia guancia destra. Ho subito anche interventi invasivi per la ricostruzione e ho ancora dei vetri all’interno: in questi mesi mi stavo convincendo di affrontare l’ultima operazione per toglierli e ricostruire definitivamente la parte lesionata. Non ho più sensibilità dalla bocca lungo la guancia, ma ho sempre avuto la forza d’animo di ripartire». 
Sei uno dei migliori corridori professionisti presenti in Italia, vuoi lanciare un appello?
«Innanzitutto chiedo a chiunque legga questo articolo, se ha assistito alla scena, di aiutarmi a rintracciare quel ragazzo sulla quarantina che mi ha parlato in dialetto veneto, a bordo di una Volvo. E poi voglio lanciare un appello agli automobilisti, di essere corretti con chi si muove in bicicletta. Tutti stiamo lavorando. Sia che io corra da professionista in una squadra di ciclismo sia chi usa la bicicletta per andare in fabbrica o a fare la spesa. La strada è di tutti e ci vuole rispetto. Inutile parlare di sicurezza se poi mancano il rispetto e l’educazione».

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