Tecnici al posto degli infermieri alla centrale dell'emergenza: scoppia l'ennesima bufera sulla sanità

Mercoledì 12 Ottobre 2022 di Camilla De Mori
Un'ambulanza
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Tecnici non sanitari per coprire i buchi in organico nella centrale operativa che coordina la macchina dei soccorsi. L’ipotesi, che sarebbe stata ventilata per il futuro da una funzionaria di Arcs durante una riunione del personale di Sores (assieme alla possibilità di sospendere le ferie degli operatori o sospendere i turni diurni nella postazione di ambulanza di San Giorgio per coprire le ore in centrale nei prossimi mesi), ha avuto l’effetto di una bomba fra gli infermieri. E così sono scesi di nuovo sul piede di guerra, a neanche due settimane dalla “schiarita”, dopo l’incontro con il direttore generale di Arcs, da cui Sores dipende. Afrim Caslli, segretario del Nursind Udine ha chiesto e ottenuto un nuovovertice urgente con il direttore Joseph Polimeni, già fissato per la prossima settimana. «Vorremmo - dice Caslli - capire meglio chi decide il futuro di Sores e se siamo stati presi in giro».


L’INCONTRO


Giova un passo indietro. Il 27 settembre, il Nursind era uscito dall’incontro con il direttore con grande soddisfazione («Polimeni ha dimostrato di aver compreso la situazione critica»), intascando la promessa di nuovi ingressi di infermieri in Sores, grazie a un bando di mobilità (già pubblicato) e a un concorso, e di un nuovo ruolo di prestigio per la Struttura, «al centro del futuro progetto di emergenza territoriale». Con questi impegni in saccoccia, il sindacato aveva sospeso lo stato di agitazione degli infermieri della Struttura, proclamato per le carenze di organico e l’emorragia di addetti, fra dimissioni e mobilità («5 abbandoni in due mesi»). Ma «in 48 ore è cambiato tutto», rileva Caslli. Il 29 settembre, durante la riunione del personale di Sores, una funzionaria «in rappresentanza della stessa Azienda, ha affermato - ricostruisce Caslli nella lettera ai vertici di Sores - che per poter garantire la copertura dei turni di Centrale nei prossimi mesi non vedeva altra soluzione che sospendere le ferie dei colleghi o sospendere anche i già miseri turni diurni» (che al contrario, da anni, gli infermieri chiedono di aumentare) nella postazione di ambulanza di San Giorgio. 


L’IPOTESI


Ma la pietra dello scandalo è stata un’altra. La funzionaria, secondo il Nursind, avrebbe «dichiarato che per il futuro è stata vagliata l’ipotesi di inserimento di figure tecniche (non infermieri e non sanitari) all’interno di Sores per far fronte alla carenza di organico infermieristico. Terminato l’incontro è esplosa la bomba: tutti i nostri iscritti si sono giustamente rivolti a noi per avere chiarimenti». Caslli parla di «un’affermazione pericolosissima». Per lui, «ipotizzare l’ingresso di figure tecniche in Sores significa non aver compreso qual è il valore aggiunto delle competenze infermieristiche nel filtro telefonico e nella gestione dei mezzi di soccorso. Significa non voler prender atto dei problemi strutturali che hanno portato molti colleghi negli ultimi mesi ad abbandonare la Sores» e «voler importare un modello estraneo (Lombardia)». Da qui la richiesta di chiarimenti. In assenza di un’alternativa alla soluzione “lacrime e sangue” di «annullare le ferie ed il servizio di emergenza territoriale» o «perseguire la volontà di inserire i tecnici»,
Caslli ha già fatto sapere ai vertici di Arcs che il Nursind Udine riattiverà lo stato di agitazione sospeso. Caslli vuole capire quale scenario si prospetti davvero: se una Sores in un ruolo chiave, «con una potenziale forte attrattività» per gli infermieri o invece il ventilato ingresso di tecnici, che «ha preoccupato, irritato e ulteriormente demotivato un gruppo già stremato». «Se dovessero entrare i tecnici al posto degli infermieri, sarà guerra aperta», promette. Arcs ha dato segnali di apertura. Ieri mattina, appena ricevuta la lettera, «mi hanno chiamato - fa sapere Caslli - per un incontro in serata (ieri ndr). Ma poi è stato rinviato alla prossima settimana per un lutto che ha colpito il direttore. Mi dispiace molto per lui e lo ringrazio per la disponibilità».Tecnici non sanitari per coprire i buchi in organico nella centrale operativa che coordina la macchina dei soccorsi. L’ipotesi, che sarebbe stata ventilata per il futuro da una funzionaria di Arcs durante una riunione del personale di Sores (assieme alla possibilità di sospendere le ferie degli operatori o sospendere i turni diurni nella postazione di ambulanza di San Giorgio per coprire le ore in centrale nei prossimi mesi), ha avuto l’effetto di una bomba fra gli infermieri. E così sono scesi di nuovo sul piede di guerra, a neanche due settimane dalla “schiarita”, dopo l’incontro con il direttore generale di Arcs, da cui Sores dipende. Afrim Caslli, segretario del Nursind Udine ha chiesto e ottenuto un nuovovertice urgente con il direttore Joseph Polimeni, già fissato per la prossima settimana. «Vorremmo - dice Caslli - capire meglio chi decide il futuro di Sores e se siamo stati presi in giro».


L’INCONTRO


Giova un passo indietro. Il 27 settembre, il Nursind era uscito dall’incontro con il direttore con grande soddisfazione («Polimeni ha dimostrato di aver compreso la situazione critica»), intascando la promessa di nuovi ingressi di infermieri in Sores, grazie a un bando di mobilità (già pubblicato) e a un concorso, e di un nuovo ruolo di prestigio per la Struttura, «al centro del futuro progetto di emergenza territoriale». Con questi impegni in saccoccia, il sindacato aveva sospeso lo stato di agitazione degli infermieri della Struttura, proclamato per le carenze di organico e l’emorragia di addetti, fra dimissioni e mobilità («5 abbandoni in due mesi»). Ma «in 48 ore è cambiato tutto», rileva Caslli. Il 29 settembre, durante la riunione del personale di Sores, una funzionaria «in rappresentanza della stessa Azienda, ha affermato - ricostruisce Caslli nella lettera ai vertici di Sores - che per poter garantire la copertura dei turni di Centrale nei prossimi mesi non vedeva altra soluzione che sospendere le ferie dei colleghi o sospendere anche i già miseri turni diurni» (che al contrario, da anni, gli infermieri chiedono di aumentare) nella postazione di ambulanza di San Giorgio. 


L’IPOTESI


Ma la pietra dello scandalo è stata un’altra. La funzionaria, secondo il Nursind, avrebbe «dichiarato che per il futuro è stata vagliata l’ipotesi di inserimento di figure tecniche (non infermieri e non sanitari) all’interno di Sores per far fronte alla carenza di organico infermieristico. Terminato l’incontro è esplosa la bomba: tutti i nostri iscritti si sono giustamente rivolti a noi per avere chiarimenti». Caslli parla di «un’affermazione pericolosissima». Per lui, «ipotizzare l’ingresso di figure tecniche in Sores significa non aver compreso qual è il valore aggiunto delle competenze infermieristiche nel filtro telefonico e nella gestione dei mezzi di soccorso. Significa non voler prender atto dei problemi strutturali che hanno portato molti colleghi negli ultimi mesi ad abbandonare la Sores» e «voler importare un modello estraneo (Lombardia)». Da qui la richiesta di chiarimenti. In assenza di un’alternativa alla soluzione “lacrime e sangue” di «annullare le ferie ed il servizio di emergenza territoriale» o «perseguire la volontà di inserire i tecnici», Caslli ha già fatto sapere ai vertici di Arcs che il Nursind Udine riattiverà lo stato di agitazione sospeso. Caslli vuole capire quale scenario si prospetti davvero: se una Sores in un ruolo chiave, «con una potenziale forte attrattività» per gli infermieri o invece il ventilato ingresso di tecnici, che «ha preoccupato, irritato e ulteriormente demotivato un gruppo già stremato». «Se dovessero entrare i tecnici al posto degli infermieri, sarà guerra aperta», promette. Arcs ha dato segnali di apertura. Ieri mattina, appena ricevuta la lettera, «mi hanno chiamato - fa sapere Caslli - per un incontro in serata (ieri ndr). Ma poi è stato rinviato alla prossima settimana per un lutto che ha colpito il direttore. Mi dispiace molto per lui e lo ringrazio per la disponibilità».

Ultimo aggiornamento: 17:20 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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