Effetto Green pass, allarme al colosso Roncadin: rischio cassa integrazione, 15% di no-vax

Sabato 16 Ottobre 2021 di Davide Lisetto
La Roncadin di Meduno
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PORDENONE - Alla Roncadin assente il 15 per cento degli addetti alla produzione, rischio contraccolpi sull’attività. Nell’azienda di Meduno, specializzata nella produzione di pizze surgelate, la quota di addetti alle linee che ha scelto di non presentarsi al lavoro nella giornata di ieri rischia di rallentare la produzione. L’amministratore delegato non ha dubbi: «La preoccupazione è di dover ricorrere alla cassa integrazione se la situazione si prolungherà facendo diminuire l’attività oltre i livelli di guardia. C’è carenza di tamponi, siamo disposti a dare una mano ai dipendenti che faticano a prenotarli».


DIPENDENTI A CASA


Nel primo giorno di introduzione del Green Pass obbligatorio nelle fabbriche e in tutti i luoghi di lavoro si è registrato qualche problema alla Roncadin di Meduno, l’azienda conta oltre 750 dipendenti ed è specializzata nella produzione di pizze surgelate per il mercato nazionale e internazionale. Nella giornata di entrata in vigore dell’obbligo di certificato verde sui luoghi di lavoro, non ci sono stati allontanamenti o tensioni in azienda, «tuttavia - come fa sapere il vertice della società che ha sede nel piccolo Comune pedemontano - una quota pari al 15 per cento degli addetti alla produzione non si è presentata ai tornelli. Una sorta di auto-sospensione: quei dipendenti che non sono ancora vaccinati e che non sono riusciti a prenotare in tempo il tampone in modo tale da ottenere l validità del Green pass o che, per propria volontà o proprie ragioni, non intendono eseguire i tamponi ogni 48 ore come prevede il decreto, non si sono nemmeno presentati in fabbrica stando direttamente a casa. Nei prossimi giorni si capirà in quanti tra gli operai assenti ieri riusciranno (o decideranno) di fare il tampone e quanti invece rappresentino quello zoccolo duro nel quale rientrano i cosiddetti no-vax. Se le assenze proseguiranno è chiaro che scatterà (in caso contrario ci sarebbero le sanzioni sia per l’azienda che per il lavoratore) ciò che prevede il decreto, cioé l’assenza ingiustificata pur con il mantenimento del posto di lavoro.


GIORNATA DIFFICILE


«Sapevamo che il 15 ottobre sarebbe stata una giornata critica e nei giorni scorsi ci eravamo preparati a predisporre eventuali riprogrammazioni dei turni di lavoro – spiega ancora l’amministratore delegato Dario Roncadin –. Naturalmente nei primi giorni di introduzione della nuova norma ci sono sempre da mettere in conto dei problemi, e la scarsità di tamponi disponibili può aver messo in difficoltà i dipendenti che si sono attivati all’ultimo momento. Tuttavia non nascondo che c’è preoccupazione: se questa situazione si prolunga nel tempo, rischiamo di dover rallentare la produzione, con ricadute negative a catena sulla gestione di logistica, magazzini e materie prime. Lo scenario peggiore sarebbe diminuire l’attività al punto da costringerci a ricorrere alla cassa integrazione, misura che danneggerebbe gli addetti muniti di Green Pass presenti in azienda. È l’ultima cosa che vorremmo fare ma, se il volume di lavoro calerà oltre un certo livello, sarà inevitabile». La prova del nove ci sarà a partire da lunedì prossimo, quando i cancelli di Roncadin riapriranno dopo la pausa del weekend. L’azienda è consapevole che spesso prenotare in tempo utile i tamponi è un problema, perché le farmacie del territorio sono subissate di richieste. Ribadisce Dario Roncadin: «Da parte nostra, nei giorni scorsi, abbiamo fatto informazione e aiutato alcuni dipendenti che non riuscivano a reperire i tamponi. Continueremo a dare una mano a chi riscontra delle difficoltà, affinché i dipendenti siano messi nelle condizioni di ottenere il Green Pass».

 

Ultimo aggiornamento: 18 Ottobre, 10:52 © RIPRODUZIONE RISERVATA