La fabbrica vaccinata al 100%: «Momenti di confronto tra i lavoratori, indecisi convinti dai colleghi»

Il caso della Albatros, azienda leader nelle vasche con idromassaggio. L'ad Gerardo Iamunno spiega: "Una scelta partita dal basso"

Sabato 16 Ottobre 2021 di Davide Lisetto
Stabilimento dell'Albatros, produttrice di vasche con idromassaggio
6

SPILIMBERGO - «È stato un lavoro di confronto e di persuasione iniziato però quasi sei mesi fa, non nell'ultimo periodo in cui il clima nel Paese si è arroventato. Una sorta di moral suasion che però è partita dal basso in fabbrica, non dai dirigenti o da me. Già nei mesi scorsi avevo intuito che la situazione poteva diventare pesante e che il tema vaccino sì-vaccino no avrebbe potuto creare problemi in azienda. Andava perciò cercata una strada per evitare di arrivare allo scontro. Vedere ieri mattina tutti i nostri cinquanta addetti presentarsi regolarmente in fabbrica muniti del Green pass poiché vaccinati è stata per me, ma posso dire, per tutti una soddisfazione». Quello che Gerardo Iamunno, amministratore delegato di Albatros, l'azienda leader nel settore del wellness con la produzione di sistemi di idromassaggio e mini-piscine con sedi a Spilimbergo (Pordenone) e Frosinone, è riuscito a ottenere dimostra che a volte si possono raggiungere risultati anche insperati. Come quello di una fabbrica vaccinata al cento per cento.
Nel giorno dell'esordio dell'obbligatorietà del certificato verde e delle diverse proteste in tutta Italia alla Albatros si è raggiunta la totalità dei vaccinati e quindi dei presenti al lavoro. All'ingresso delle due aziende - sono circa venticinque gli addetti in ciascuno dei siti produttivi - i lavoratori si sono presentati muniti del documento in quanto nelle ultime settimane tutti hanno deciso di sottoporsi alla vaccinazione.

LE RESISTENZE

Ma fino a qualche tempo fa anche in Albatros - come in tutti gli altri luoghi di lavoro - c'erano gli indecisi e i restii a sottoporsi alla vaccinazione anti-Covid. «Qualche caso di titubanza in più - racconta l'amministratore delegato - lo avevamo registrato proprio nello stabilimento pordenonese di Spilimbergo. Ma con grande anticipo rispetto a quello che sarebbe stato poi il clima rovente di questi ultimi giorni o settimane abbiamo cercato di organizzare qualche incontro e qualche momento di confronto. A fronte delle perplessità che pure c'erano mi ero posto l'obiettivo di non arrivare allo scontro e di evitare il braccio di ferro».

CONFRONTO TRA OPERAI

E così, fin dall'estate scorsa, in azienda sono stati organizzati momenti di confronto per discutere e fare capire che «vaccinarsi poteva essere la scelta giusta anche per un fatto di rispetto reciproco tra colleghi che operano quotidianamente nella stessa fabbrica». E alla fine chi era perplesso ha deciso che quella era la strada da percorrere. «L'intuizione di non intervenire direttamente o attraverso qualche dirigente - sottolinea ancora l'imprenditore del wellness - è stata forse la chiave di volta che ha portato a risultato. Sono stati gli stessi colleghi vaccinati a convincere coloro che ancora non lo erano. In un clima di serenità tutti hanno capito che il rispetto reciproco è la cosa che conta». Obiettivo raggiunto, dunque. E senza bisogno di organizzare punti tamponi o di mettersi in coda nelle infinite agende delle farmacie per fare il test ogni due giorni.

LA SODDISFAZIONE

«Siamo soddisfatti - conclude Gerardo Iamunno - anche perché in un momento come questo diventa davvero difficile, se non impossibile, sostituire figure tecniche o professionalità indispensabili in azienda. Soprattutto in un momento come quello che stiamo attraversando di grande richiesta in un mercato che sta riprendendo sia in Italia che per quanto riguarda i Paesi verso i quali guarda il nostro export. Siamo riusciti a evitare - è la considerazione dell'ad di Albatros - che la vicenda dei vaccini e dell'obbligatorietà del Green pass potesse compromettere una fase produttiva più che positiva».
 

Ultimo aggiornamento: 17 Ottobre, 10:14 © RIPRODUZIONE RISERVATA