Quattro camerieri senza Green Pass: «Devo scegliere se chiudere la pizzeria Mama o il ristorante Al Gambero d'oro»

Sabato 16 Ottobre 2021 di Annalisa Fregonese e Mauro Favaro
Il ristoratore Roberto Peruch di Oderzo
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ODERZO - Quattro dei suoi dipendenti non hanno il Green pass, sono tutti camerieri. Che ieri non si sono presentati al lavoro. Per Roberto Peruch, imprenditore della ristorazione con attività a Oderzo, la questione è molto seria. «In mancanza di personale – dice – mi vedrò costretto a chiudere uno dei miei locali. Sto valutando tra la pizzeria Mama e il ristorante-pizzeria Al Gambero d’oro». Poi, prosegue: «La situazione è paradossale. Fino a pochi mesi fa, quando eravamo in lockdown, il governo in qualche modo ci aiutava. Eravamo chiusi, si lavorava a scartamento ridotto con l’asporto e la cassa integrazione ha aiutato soprattutto i camerieri. Adesso che abbiamo riaperto, che il lavoro è tornato, dovremo chiudere, perché non è possibile in un ristorante, in una pizzeria, non avere chi serve ai tavoli. Per la gestione dei miei locali impiego una ventina di dipendenti. Togliamo i cuochi e gli altri addetti, togliamo i quattro camerieri che non avendo il Green pass non si sono presentati al lavoro, mi trovo in grande difficoltà. E non so come fare».

LE DIFFICOLTA’

Peruch rimarca: «Reperire persone da adibire alla mansione di camerieri è arduo. Non tutti sono disponibili a lavorare la sera e nel fine settimana, nonostante lo stipendio medio sia di 1600 euro al mese, oltre a ferie e tfr. Lavoro ce n’è, adesso poi stanno venendo avanti le feste d’autunno, il periodo natalizio. Ma senza camerieri come possiamo tenere aperto? E il governo non prospetta soluzioni a questo tipo di problemi». Problema non di poco conto. «Noi ristoranti e pizzerie siamo stati tra gli ultimi a riaprire – prosegue Peruch -. Ci sono stati imposti non so quanti vincoli. Ci siamo adeguati, ma i costi sono aumentati. Adesso che i clienti, con fatica, stanno ricominciando a tornare, c’è questa nuova frenata. Il governo dovrebbe pensarci. Hanno detto che non arretreranno sulla questione Green pass e noi piccoli esercenti che veniamo penalizzati che cosa facciamo? Mi piange il cuore al pensiero di dover chiudere uno dei miei locali. Tra l’altro la pizzeria Mama l’ho rilevata di recente, ma se non ho personale non la posso mandare avanti».

E A CASALE

Ristoranti chiusi contro il Green pass. Sono 19 gli esercizi commerciali di Casale sul piede di guerra. E due tra questi ieri hanno platealmente abbassato le serrande per protestare contro la “certificazione verde” obbligatoria: il ristorante Il Tinello e il locale Corivorivo. «Abbiamo a cuore la salute di ognuno, senza alcuna eccezione – spiegano i titolari del Tinello – ma il Green pass è cosa diversa dal vaccino: non è una questione sanitaria. Le contraddizioni che presenta il decreto mostrano chiaramente che il fine primario non è quello della tutela della salute pubblica». I ristoratori non accettano che i tamponi per chi non si è vaccinato siano a pagamento. «Se le autorità scientifiche ritengono che il tampone sia lo strumento idoneo per monitorare e limitare il più possibile il contagio – specificano – ci sembrerebbe logico quantomeno che questo strumento fosse garantito a tutti, gratuitamente». L’obbligo non piace per nulla. «Il fondamentale diritto al lavoro viene subordinato al possesso di un lasciapassare che non mira alla salute pubblica, non è accessibile a tutti, né rispetta la libera scelta individuale» è la loro sintesi. Oggi, comunque, il ristorante riapre i battenti. Così come farà il Corivorivo. Ieri quest’ultimo locale ha chiuso la porta appendendo un cartello a caratteri cubitali. «Abbiamo deciso di manifestare il nostro dissenso contro l’introduzione del Green pass – si leggeva – le misure introdotte hanno carattere prettamente politico e nessun fondamento sanitario. E ci sembra molto pericoloso accettare passivamente che il nostro diritto al lavoro sia subordinato alle isterie di chi ci governa, che senza logica e senza buon senso pensa e forse crede di poter fare il bello e il cattivo tempo della nostra vita». 

Ultimo aggiornamento: 17 Ottobre, 11:39 © RIPRODUZIONE RISERVATA