Avvocato e amministratore di sostegno: ruba al disabile 147mila euro per pagare le sue "spesucce"

Lunedì 16 Novembre 2020
​Avvocato e amministratore di sostegno: ruba al disabile 147mila euro per pagare le sue
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PORDENONE - Un avvocato di Pordenone ha sottratto 147mila euro a un disabile di cui era amministratore di sostegno: è l'accusa sostenuta dalla Procura della Repubblica, che lo ha denunciato per i reati di peculato e appropriazione indebita, sequestrando la somma.

Amministratore di sostegno

Secondo le Fiamme Gialle, che hanno condotto le indagini, l'uomo avrebbe dirottato per esigenze private la pensione di invalidità del soggetto, ricoverato in una struttura assistenziale. Gli accertamenti hanno tratto origine dalla mancata presentazione, da parte del professionista al Giudice Tutelare del Tribunale di Pordenone, dei prescritti rendiconti annuali sull'attività espletata.

Soldi rubati all'assistito

È stato accertato come l'amministratore di sostegno (dal 2010 al 2019) in luogo dei compiti previsti, utilizzasse il patrimonio dell'amministrato, alimentato dai proventi derivanti in parte dalla vendita di un immobile di proprietà e in parte dai redditi da pensione di invalidità, per scopi strettamente personali, provvedendo a prelevare il denaro in contanti dai rapporti bancari o attraverso assegni circolari. Dal conto corrente del disabile erano stati disposti pagamenti anche a favore della dipendente dello studio legale e di un artigiano che aveva eseguito lavori di falegnameria presso il medesimo studio dell'amministratore.

Casa pignorata

L'avvocato non aveva mai versato la retta mensile dovuta alla struttura presso la quale era ricoverato il soggetto disabile, maturando debiti, insoluti, per circa 104.000 euro, a seguito dei quali l'ente creditore ha promosso un'azione risarcitoria che ha determinato il pignoramento e la successiva vendita all'asta di un ulteriore immobile di proprietà dell'assistito. Il legale risulta indagato anche per omissione di atti d'ufficio per la mancata presentazione dei prescritti rendiconti annuali al Tribunale e che avrebbero dovuto attestare la regolarità delle sue condotte.

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