Ai domiciliari lo stalker di Sotto il Salone. La commessa: «Ho avuto paura che mi uccidesse»

Giovedì 17 Marzo 2022 di Marina Lucchin, Marco Aldighieri
Le gallerie Sotto il Salone, dove il 32enne lavora in una profumeria

PADOVA - Il titolare della profumeria Edvige di Sotto il Salone, Simone Michelon 32 anni di Limena, si trova da martedì all’ora di pranzo agli arresti domiciliari. Motivo, ha violato la misura restrittiva del divieto di avvicinamento alla commessa di almeno 100 metri. 
La ragazza, 30 anni e difesa dall’avvocato Claudia Bagattin, da mesi sarebbe in balia del 32enne accusato di atti persecutori. «In un primo momento avevo paura di non essere creduta, ma poi ha prevalso il timore di essere uccisa» ha dichiarato ieri ancora sotto choc per quanto accaduto tra domenica sera e il primo pomeriggio di martedì. 

LE INDAGINI

Il pubblico ministero di turno, Valeria Spinosa, ha chiesto per l’episodio di martedì la convalida degli arresti domiciliari per Michelon. Il sostituto procuratore Sergio Dini, titolare del fascicolo, ha invece nuovamente chiesto l’aggravio della misura cautelare e il carcere per il commerciante di Sotto il Salone. Oggi è previsto l’interrogatorio di garanzia per la convalida, e nell’occasione le due misure richieste saranno unificate in un’unica udienza davanti al Gip Claudio Marassi. 
Il prossimo 23 marzo il 32enne, come disposto dalla Procura, sarà sottoposto a una visita psichiatrica, per appurare se è pericoloso e se è in grado di intendere e di volere. Intanto i carabinieri, in questi giorni, stanno ascoltando i racconti delle sessanta donne, tra commesse e negozianti del centro storico, autrici della petizione per “cacciare” Michelon da Sotto il Salone. Gli inquirenti vogliono appurare se il commerciante ha importunato altre ragazze. 

LA VITTIMA

La commessa ha un carattere forte, ma amici e parenti sono molto preoccupati per lei. «Quando esce si guarda sempre attorno - ha dichiarato la sua legale Bagattin - e spesso si fa accompagnare». La ragazza, da gennaio di quest’anno, vive nella paura. «Lui è una persona normale - ha raccontato - ma si comporta in maniera inquietante e pericolosa. In un primo momento avevo paura di non essere creduta, ma dopo ha prevalso il timore di essere uccisa». E ancora: «Non voglio diventare un caso di cronaca nera e finire come le ragazze che vengono accoltellate». 

I FATTI

Michelon la sera di San Valentino in via Dante, è stato arrestato per atti persecutori nei confronti della trentenne. L’ha minacciata di morte urlandole “Hai finito di vivere”. Addosso i carabinieri gli hanno trovato e sequestrato un “kubotan”, di fatto un punteruolo che può essere usato come un’arma bianca. Il Gip ha convalidato l’arresto ed è stato raggiunto dal divieto di avvicinamento alla vittima e ai luoghi da lei frequentati. La commessa di 30 anni, prima dell’episodio di via Dante, lo aveva già denunciato altre due volte. Poi sabato 5 marzo è tornato a importunare la 30enne. Quindi ancora domenica quando era seduta con amici sui tavolini di Baessato, e infine martedì all’ora di pranzo quando si è posizionato in via Roma davanti alla boutique dove lavora la ragazza.

Ultimo aggiornamento: 18 Marzo, 10:32 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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