Simone di "Sotto il Salone": «Non sono uno stalker e adesso denuncio io». Ma 60 donne chiedono di cacciarlo

Venerdì 25 Febbraio 2022 di Marco Aldighieri
Simone Michelon si difende da tutte le accuse e non si spiega la petizione contro di lui
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PADOVA - Si allarga l’indagine sul commerciante Simone Michelon, 32enne di Limena, titolare della profumeria “Edvige” Sotto il Salone. Il pubblico ministero Sergio Dini, titolare del fascicolo, ha ordinato ai carabinieri di sentire le 60 donne, tra negozianti e commesse, firmatarie dell’esposto contro il 32enne. Vorrebbero fosse cacciato dalle piazze perchè lo ritengono molesto e pericoloso.

Il documento, protocollato, è stato depositato a palazzo Moroni e consegnato all’assessore alla sicurezza Diego Bonavina che ne farà avere una copia al Prefetto. Michelon la sera di San Valentino, in via Dante, è stato arrestato per atti persecutori nei confronti di una commessa dipendente di una boutique di via Roma. L’ha minacciata di morte urlandole “Hai finito di vivere”. Addosso i carabinieri gli hanno trovato e sequestrato un “kubotan”, di fatto un punteruolo che può essere usato come un’arma bianca. Il Gup ha convalidato l’arresto, il giovane è tornato libero, ma è stato raggiunto dal divieto di avvicinamento alla vittima e ai luoghi da lei frequentati.

La Procura ha chiesto una consulenza medico legale per appurare la pericolosità sociale del commerciante. La commessa di 30 anni, prima dell’ultimo episodio, lo aveva già denunciato altre due volte. Un’altra querela gli era stata mossa, per lesioni, da un amico della ragazza che ha dichiarato di essere stato picchiato dal 32enne con uno schiaffo e una spinta. Ma Simone Michelon si è difeso da questa montagna di accuse, ed è pronto a denunciare. 

Perché negozianti e commesse del centro la ritengono pericoloso?
«Non lo so, sono rimasto molto sorpreso. Io non sono un violento e nemmeno un maniaco. Sotto il Salone ho tanti amici negozianti, spesso mi fermo a parlare con loro. Nulla di più».

Eppure hanno messo in piedi una petizione per cacciarla?
«Ripeto, non ho mai fatto nulla di male nemmeno a una donna. Forse saranno amiche di quella commessa che avrei pedinato e perseguitato la sera di San Valentino. Ma i fatti sono andati diversamente, sono io che sono stato aggredito». 

Si può spiegare?
«Il padre di quella ragazza mi ha caricato, urlandomi che le avrei prese. Mi ha picchiato, ho un segno sotto l’occhio sinistro, un livido in pancia e uno sulla gamba. Mi sono fatto refertare dal medico e a breve presenterò querela. Ho ripreso tutta l’aggressione ai miei danni con il telefono cellulare. È tutto registrato».

Ma qualcosa deve avere pure fatto alla commessa?
«In passato sono entrato nel suo negozio ad acquistare dei prodotti. Poi qualche sorriso come la sera di San Valentino, nulla di più. Non sono un maniaco e nemmeno uno stalker. Ho avuto problemi solo con quella ragazza, per cui non capisco la raccolta firme contro di me organizzate da negozianti e commesse». 

La giovane però la aveva già denunciata due volte in passato. E poi una volta si è presentato nel giardino di casa sua.
«Tutto falso, io non so nemmeno dove abita e non l’ho mai perseguitata o altro. Non sono mai entrato nel giardino di casa sua».

La sera del suo arresto in tasca aveva un punteruolo. Un “kubotan”, come lo spiega? 
«Non volevo di certo fare del male a qualcuno, tanto che quando sono stato aggredito dal padre della commessa non lo ho estratto. Il kubotan, di fatto un portachiavi da difesa, l’ho acquistato su Amazon dopo che ero stato pestato da uno pseudo cugino della commessa all’interno del mio negozio». 

E questa aggressione ai suoi danni quando sarebbe avvenuta?
«A luglio dell’anno scorso questo ragazzo, dai capelli lunghi e rossi, è entrato nella mia profumeria Sotto il Salone. Ha detto di essere il cugino di quella commessa e mi ha afferrato per il collo. Mi ha spinto, sul muro del negozio ci sono ancora le tracce del mio sangue. Nell’occasione avevo chiamato la polizia». 

Era già stato picchiato in precedenza?
«Mai, è da oltre sei anni che ho la profumeria Sotto il Salone e non mi era mai capitato nulla di simile. Ogni giorno nella mia boutique entrano molte studentesse, e mai nessuna si è lamentata. Non le ho mai importunate. Come non ho mai perseguitato alcuna donna».

E allora perché è stata lanciata una petizione contro di lei?
«Lo ripeto, non lo so. Spesso passeggio per il centro storico, magari mi fermo accanto a una vetrina di un negozio, ma non sono un guardone. E alla commessa, anche la sera di San Valentino, le ho solo sorriso un paio di volte. E non la stavo seguendo. Ci siamo incrociati per puro caso, perchè io stavo andando in piazza Insurrezione dove avevo posteggiato l’auto».

Ultimo aggiornamento: 18:30 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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