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Assessori, "rivoluzione" Giordani: sette su nove confermati ma deleghe rimescolate

Sabato 18 Giugno 2022 di Mauro Giacon Gabriele Pipia
Assessori, "rivoluzione" Giordani: sette su nove confermati ma deleghe rimescolate
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PADOVA - «Ascolto tutti e poi decido. Ci sono tante valutazioni da fare, non bisogna avere fretta». Sergio Giordani continua le sue consultazioni post-elettorali. In questi giorni stanno salendo al secondo piano di Palazzo Moroni i rappresentanti di tutte le forze politiche. Ieri è toccato al Pd e a Coalizione Civica e la linea del sindaco è sempre la stessa: ascolta, ringrazia e saluta. «Presto saprete». Se Giordani prende tempo è perché sta lavorando ad una piccola rivoluzione interna. Almeno sette assessori su nove saranno riconfermati ma sulle deleghe ci sarà un rimpasto molto importante andando a toccare anche competenze di peso. Si saprà tutto nel giro di una settimana. 


I NOMI
Partiamo dai nomi. Nella nuova giunta entreranno di sicuro quattro assessori del Pd (Andrea Micalizzi, Antonio Bressa, Cristina Piva e Margherita Colonnello), due della Lista Giordani (Andrea Colasio, Diego Bonavina) e una della lista Padova Insieme (Francesca Benciolini). E gli altri due posti? Qui si aprono i dubbi. Coalizione Civica ne chiede due, il sindaco temporeggia consapevole delle difficoltà di accontentare tutti. Se il popolo arancione otterrà due assessori i due indiziati sono Andrea Ragona e Marta Nalin. E se invece sarà solo uno? Qui la partita tra Ragona e Nalin è apertissima. In ogni caso a completare la giunta andrebbe Margherita Cera, la donna più votata della Lista Giordani, sostenuta con forza soprattutto da Carlo Pasqualetto (consigliere molto stimato dal sindaco). 


LE DELEGHE
Parallelamente ai nomi, però, Giordani prende appunti sulle deleghe. Tra le poche certezze troviamo il commercio a Bressa, la cultura a Colasio, lo sport a Bonavina e i lavori pubblici a Micalizzi. Il resto è tutto in discussione. Sul sociale ci sono da tempo le mire del Pd: potrebbe finire nelle mani esperte di Cristina Piva con l’Istruzione affidata a Margherita Colonnello. Molto dipenderà poi dalla presenza o meno di Ragona: se sarà in giunta si terrà la mobilità, altrimenti il sindaco potrebbe decidere di tenere per se stesso la partita del tram supervisionando il lavoro dei dirigenti comunali e di Aps, uomini di sua fiducia. 
Da ciò che filtra da Palazzo Moroni, il sindaco potrebbe tenere per sé anche l’edilizia privata (era di Bressa) per calmare le acque dopo le polemiche sul piano degli interventi. Tanti condizionali e un’unica certezza: sulle deleghe Giordani farà fede all’esperienza maturata nei cinque anni, rimescolando le carte per migliorare l’intera macchina.
LA RICHIESTA
Il portavoce di “Europa verde Padova”, intanto, ha scritto a Giordani questa mail: “Europa verde Padova, considerato l’efficace lavoro per il giusto indirizzo dei fondi europei per la Transizione ecologica svolto da Andrea Ragona, ritiene fondamentale che gli siano confermate deleghe e assessorato gestito nella passata amministrazione”.
Oggi si dice “endorsement”, una volta sostegno esplicito. Coalizione civica si è subito impossessata della volontà di Europa Verde (dove predomina Legambiente) per dire che loro - più gli altri - fanno il 7,86 per cento, insomma pesano quanto la Lega. E con 5.741 voti adesso possono chiedere due assessorati.
Ci sono però degli ostacoli “naturali”. I Verdi, che hanno fondato nel 2013 con Francesco Fiore di “Padova 2020” la culla del movimento sfociato in Coalizione civica, questa volta non hanno corso dentro quelle insegne ma si sono voluti distinguere. Alla fine hanno preso 1.481 voti, ovvero l’1,91 per cento. Pesarsi era una necessità perché in questi cinque anni più volte da Legambiente (alias Verdi) sono arrivate bordate sulla eccessiva “tranquillità” con cui Coalizione gestiva in giunta i temi ambientali. L’ex presidente di Busitalia Ragona proviene proprio da Legambiente Padova di cui è stato presidente per dieci anni. Insomma i Verdi hanno il “loro” candidato in giunta, non altri. Che li deve tranquillizzare su certi percorsi: aumento delle superfici verdi, parchi, bicipolitana da concludere. Ma soprattutto il tram che non vogliono cedere e il Piano degli Interventi.


I DEMOCRATICI
Ieri sono intervenuti anche i segretari cittadino e provinciale del Partito Democratico, Franco Corti e Sabina Doni. «In continuità con il grande lavoro che il gruppo consiliare del partito Democratico ha svolto a fianco di Sergio Giordani, abbiamo piena fiducia delle scelte che il sindaco farà nella composizione della squadra di governo. Come forza politica garantiremo con tutto il nuovo gruppo consiliare composto da dieci membri, stando a quanto i risultati oggi ci attribuiscono, lealtà e impegno per realizzare gli obiettivi indicati nel programma elettorale e per i quali si è ottenuto il consenso della comunità padovana».

 

Ultimo aggiornamento: 09:04 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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