Dopo il voto, il Pd fa muro contro il premio a Coalizione in Giunta

Venerdì 17 Giugno 2022 di Mauro Giacon
Dopo il voto, il Pd fa muro contro il premio a Coalizione in Giunta

PADOVA - Al Pd l’esplosione di Coalizione civica non è mai andata a genio. Li ha sopportati perchè sono stati determinanti per vincere cinque anni fa. Ma dopo il ridimensionamento del movimento, alla formazione della Giunta, i democratici non avranno pietà.
Ieri sera l’assemblea di Coalizione civica ha formalizzato l’intenzione di avere due assessorati scrivendola sotto la formula del: “desideriamo avere più deleghe possibili”. Dall’altra parte rispondono che in politica valgono i numeri. E se non bastasse che il Pd ha quasi il 22 per cento e loro quasi il 6, che oltre a essere il primo partito ha anche il candidato uomo e donna più votati, e che c’è pure il metodo D’Hondt che li fa vincere. È quel calcolo matematico che dal 1878 assegna i seggi ricavando il quoziente con frazioni dei voti ricevuti. Ebbene al Pd spetterebbero cinque assessori. Circostanza confermata anche dalla percentuale che si ottiene dal voto ai consiglieri.
 

I NUMERI
Seguendo il pallottoliere, alla civica Giordani ne andrebbero tre e a Coalizione uno. Ma il Pd non intende forzare su questo punto ma su un altro. Cambiando schema e concedendo i meriti alla coalizione (stavolta con la “c” minuscola) scenderebbe a quattro assessorati. Con tre alla civica Giordani e gli ultimi due uno a Coalizione e uno a Padova Insieme. Se Coalizione volesse il secondo se la dovrebbe vedere con la capolista di quest’ultimo gruppo, Francesca Benciolini.
 

LE MANOVRE
È ovvio che sono tutte manovre per cercare di ottenere il massimo e mettere pressione al sindaco, ma su una cosa quelli che contano al Pd sono tutti d’accordo, un solo assessorato a Coalizione. E attenzione: non è detto per niente - anzi è più facile - che deleghe pesanti come quella che aveva finora l’assessore Ragona, ovvero Urbanistica e Mobilità, passino di mano. Ad esempio la Mobilità, nella parte che riguarda l’avanzamento del progetto del tram potrebbe andare insieme ai Lavori Pubblici.
 

LE ALTERNATIVE
La formazione più accreditata per scendere in campo è l’ipotesi 1. Che manterrebbe anche l’equilibrio imposto dalla legge del 40 per cento di rappresentanza femminile. Nella civica Giordani entrerebbe Margherita Cera, 32 anni, avvocato, che ha fatto campagna elettorale associata a Carlo Pasqualetto. Per Coalizione l’ingresso più probabile è quello di Andrea Ragona per la delicatezza delle deleghe (Urbanistica e Mobilità) da portare avanti se non si decide diversamente.
La seconda ipotesi presuppone un sacrificio della civica Giordani che inserirebbe due assessori (avendo già il sindaco) con il Pd a quattro. Questo per far entrare due di Coalizione in continuità con la precedente giunta. La terza ipotesi è quella più tranchant, con i cinque del Pd, i tre della Civica e Coalizione e Padova Insieme a litigare per l’ultimo. Infine l’ultima ipotesi. Allargamento a 10 della Giunta. Per farlo occorre cambiare lo statuto e dunque avverrebbe solo dopo l’insediamento del consiglio comunale. Trieste l’ha fatto ma i dubbi di un ricorso sono molti. Con questa formazione gli equilibri sarebbero rispettati ed entrerebbe anche Bruno Cacciavillani di Azione (Calenda).
 

IL SEGRETARIO CORTI
Il segretario del Pd, Franco Corti, ribadisce la posizione del partito. «Il calcolo è semplice, cinque assessori ma non facciamo queste considerazioni. Però abbiano detto al sindaco e lo diremo anche oggi e domani che qualsiasi formazione non dev’essere a discapito del Pd che rappresenta la maggioranza della maggioranza. Dunque gli altri partiti dovranno gestirsi le richieste e nel caso ridimensionarle».
 

Ultimo aggiornamento: 18 Giugno, 07:56 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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