Giordani, scatta il toto-giunta. Il sindaco rieletto: «L'unica certezza sono io»

Mercoledì 15 Giugno 2022 di Gabriele Pipia
Sergio Giordani e il (molto) probabile vicesindaco Andrea Micalizzi

PADOVA L'unica certezza è Micalizzi vicesindaco? Davanti a questa domanda Sergio Giordani sorride e poi risponde di getto. «No, l'unica certezza sono io. Per il resto vediamo i prossimi giorni». Nemmeno il tempo di festeggiare la vittoria elettorale e tra i corridoi di Palazzo Moroni scatta già il toto-giunta. La partita rischia di essere complessa e delicata visto che il sindaco dovrà essere un ottimo equilibrista per accontentare chi ha trionfato ma anche chi - come Coalizione Civica - ha arretrato il proprio peso rispetto a cinque anni fa. E gli assessori considerati in bilico, pur con situazioni molto diverse tra loro, sono proprio i tre arancioni Nalin, Gallani e Ragona. Nell'intervista al Gazzettino della scorsa settimana Giordani aveva spiegato: «Saranno due le voci che andranno a incidere sulle scelte future: i voti presi e le capacità».

Ciò significa che non saranno solo i numeri delle preferenze a decretare la composizione della nuova giunta. Una giunta che Giordani potrebbe provare ad aumentare da nove a dieci assessori. «Servirebbe un passaggio in Consiglio» ha spiegato ieri mattina. Ma non sarà facile.

I SICURI
Partiamo da un dato di fatto: tutti gli assessori hanno aumentato il consenso rispetto al 2017. Giordani resta abbottonato ma è innegabile che Micalizzi rappresenti la certezza. Se cinque anni fa aveva superato i mille voti questa volta ne ha conquistati 2.811: terrà la delega ai lavori pubblici e potrebbe continuare a fare il vicesindaco. Anche per Colasio valgono, nella testa di Giordani, «voti e capacità». Da 412 preferenze è salito a 1.072 e terrà stretta la delega alla Cultura. Stesso discorso per Bonavina, salito da 335 a 535. Puntava a fare un risultato migliore ma è comunque apprezzatissimo e fedelissimo di Giordani. In giunta ci sarà anche Francesca Benciolini: è stata la più votata della lista Padova Insieme ed è apprezzata dal sindaco che le riconosce pure di aver arginato la diaspora degli ex Lorenzoniani costruendo una nuova civica a sostegno della maggioranza.

I PROBABILI
Antonio Bressa non è arrivato sul podio della lista del Pd come auspicava ma è comunque un assessore molto stimato da Giordani: forte dei suoi 819 voti è probabile che si tenga la delega al commercio. Vede il secondo mandato anche Cristina Piva, sempre con delega all'Istruzione. Il Pd ha fatto un risultato molto importante e va considerata anche la parità di genere: su nove posti dovranno esserci almeno quattro donne e uno di questi sarà suo.

GLI INCERTI
Coalizione Civica è il tasto più bollente. Ha dimezzato i voti e il rischio è che da tre i posti scendano ad uno. A rischio riconferma, quindi, Marta Nalin, Chiara Gallani e Andrea Ragona. Se guardiamo ai voti Nalin è stata la più votata e sarebbe favorita, ma il rebus è complicato e giovedì sera è in programma l'assemblea di Coalizione Civica. Un passaggio-chiave prima di andare a dialogare (oppure proprio a trattare) sul tavolo del sindaco.

GLI ASPIRANTI
In giunta ci saranno di sicuro dei volti nuovi. La più indiziata è la Dem Margherita Colonnello forte dei suoi 1.274 voti dopo la corsa in ticket con Pietro Bean (900 voti). Bruno Cacciavillani è il referente di Azione, ha preso 573 preferenze con la Lista Giordani ed è un altro nome sul tavolo. La carta a sorpresa si chiama Margherita Cera: giovane avvocata, al debutto elettorale in ticket con Pasqualetto, grazie alle sue 386 preferenze è stata la donna più votata della Lista Giordani. E qui scatta l'effetto-domino: se l'assessore di Coalizione fosse Ragona (per dare continuità ai delicati dossier come quello del tram) servirebbe un'altra donna in giunta e la scelta cadrebbe probabilmente proprio sulla Lista Giordani.

LO STAFF
Pochi dubbi invece sullo staff, riconfermato in toto. Sul portavoce Massimo Bettin, più volte preso di mira dagli avversari, ieri Giordani è stato ironico ma categorico: «Per questo ruolo è in lizza Massimo Bettin. Poi c'è Massimo Bettin. E mi trovo benissimo con Massimo Bettin. Sa fare il suo mestiere». È questa l'unica certezza che il sindaco ritiene di rendere già pubblica.

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