​Movida: ancora proteste dei residenti, ma il Comune mette in campo nuove misure

Venerdì 7 Ottobre 2022 di Gabriele Pipia
La movida al Portello, i residenti non ne possono più

PADOVA - «Sono sicuro che Padova vi accoglierà a braccia aperte, specialmente nelle piazze e al Portello perché lo spritz si beve là, ma mi raccomando comportatevi bene e non fate troppo baccano la sera perché che poi vi denunciano e fanno gli esposti al sindaco». Martedì pomeriggio, all’incontro al teatro Verdi, Sergio Giordani si è rivolto così alle matricole del Bo. Il sindaco sorrideva ma sa bene che il tema è serissimo: un nuovo anno universitario significa anche nuove polemiche. Il dibattito è caldo da sempre e la temperatura è ulteriormente salita nell’ultimo anno, complice l’uscita dal tunnel delle limitazioni dopo la pandemia. Mercoledì, alla prima vera serata universitaria dopo la ripartenza, il Portello è stato preso d’assalto e il volume si è alzato a dismisura fino alle due di notte. 
 

I FILMATI

L’associazione “Stop degrado” è furiosa e si sfoga su Facebook. Un filmato girato all’1.30 di notte mostra «una musica da rave party di sottofondo». Un video dell’1.56 testimonia «un quartiere ostaggio della movida». Cinque minuti dopo, alle 2 di notte passate, altre immagini parlano di «un quartiere trasformato in un parco divertimenti mentre i residenti tentano di dormire». C’è spazio anche per la foto del mattino seguente: sette birre abbandonate in un angolo di via Belzoni assieme a tanti altri rifiuti. Scene viste e riviste accompagnate dalle dichiarazioni esasperate dei residenti: «Chiediamo danni senza essere ascoltati il rispetto delle regole». 
 

LE TESTIMONIANZE
La matassa non è facile da sbrogliare: da un lato il diritto dei giovani a divertirsi e a riunirsi nel quartiere universitario, dall’altro il diritto dei residenti a riposare in orario notturno e a non essere sommersi di sporcizia vicino alle proprie case. In mezzo l’università che tenta la strada della sensibilizzazione e il Comune che cerca una difficile mediazione. «Ma questa giunta rispetto ad altre amministrazioni che ci sono state a Padova in passato è troppo permissiva, servono il pugno duro e regole più ferree» sbottano tanti residenti. 
«Io sono tra le persone più permissive e comprendo bene il diritto a divertirsi dei ragazzi universitari - allarga le braccia una donna che abita proprio davanti alla scalinata di Porta Portello - eppure qui la situazione sta divenendo insostenibile e tantissimi cittadini non ne possono più. Il rumore è stato pazzesco fino alle tre di notte e per chi vive qui sembra davvero non finire mai, anche la sporcizia vicino alle abitazioni è davvero indecente». 
 

IL COMUNE
A Palazzo Moroni si ragiona su come poter intervenire e questi primi mercoledì universitari d’autunno verranno usati come test per capire bene la situazione. Il Comune potrebbe introdurre una stretta ulteriore sul divieto di bere alcolici per strada e potrebbe anche rimettere in campo gli street tutor sperimentati con successo - a detta della stessa amministrazione - nei mesi scorsi. 
«In giro c’è tantissimo movimento giovanile e siamo tornati ai livelli pre-Covid. Stiamo ragionando su qualche nuovo provvedimento - conferma l’assessore alla Sicurezza Diego Bonavina -. Nel frattempo ho sollecitato un tavolo permanente con l’università e i residenti per dialogare assieme e cercare il giusto punto d’incontro. Monitoriamo la situazione e poi interverremo». 
 

BATTAGLIA LEGALE
Lo scorso marzo 51 residenti del Portello e di piazza dei Signori si erano uniti presentando una diffida al Comune firmata dal legale padovano Matteo Mion: «Diamo al Comune 30 giorni per fare delle azioni concrete, altrimenti presenteremo causa e chiederemo un risarcimento danni». Alla fine però la situazione del disturbo in piazza dei Signori è nettamente migliorata (i giovani hanno smesso di suonare bonghi sulla Gran Guardia fino a notte fonda) e la causa non è più partita. 
Ora intanto emerge che a maggio dal settore Avvocatura del Comune di Padova era arrivata una dettagliata risposta che di fatto escludeva qualunque possibilità di risarcimento. L’avvocato Vincenzo Mizzoni scrive infatti che non c’è alcuna omissione nell’operato del Comune di Padova visto che «l’amministrazione si è dotata di un sistema di regolamentazione, verifiche, accertamenti e sanzioni». Un sistema che i residenti vorrebbero più aspro. La partita resta aperta. 

 

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