Sul nuovo ospedale a San Lazzaro il Tar stringe i tempi: sentenza il 6 ottobre

I magistrati d'accordo con le parti hanno saltato la sospensiva per andare al merito

Venerdì 15 Luglio 2022 di Mauro Giacon
L'area dove sorgerà il nuovo ospedale a Padova Est

PADOVA - Il Tar ha indicato che bisogna fare presto. E così nell'udienza di ieri, 14 luglio, che opponeva i vincitori ai secondi classificati per la progettazione del nuovo ospedale di Padova est, ha concordato con le parti di saltare un passaggio che avrebbe allungato i tempi. Invece di dare la classica sospensiva deciderà nel merito il 6 ottobre. Che per il Tar è come dire... domani. Il vantaggio è un risparmio di tempo di almeno sei mesi e una sentenza pubblicata per fine ottobre. Anche se è chiaro che dietro l'angolo c'è sempre il Consiglio di Stato. I ricorrenti, la padovana Steam, per il raggruppamento d'imprese che è giunto secondo nella valutazione, ritiene che ci siano regole che vanno rispettate. Ovvero che doveva essere dichiarato, come voleva il bando, se ci fossero degli amministratori indagati nel periodo dell'apertura dei termini. E cita il caso dei fratelli Rocca, amministratori di una collegata-madre. Inoltre afferma che non sia stata rispettata la presentazione di trenta figure distinte da impegnare nel piano ma che molti nomi invece si ripetessero.

Il ricorso incidentale

Due giorni fa però i legali della Politecnica di Modena, una delle società della cordata vincitrice hanno presentato un ricorso incidentale, affermando che anche i secondi classificati avrebbero commesso una illegittimità, impugnando quindi alcune clausole del bando e chiedendo che vengano eliminate. Non essendoci il tempo di replicare, l'udienza avrebbe dovuto essere rimandata come minimo a metà-fine settembre. Di qui l'accordo preso dagli avvocati delle parti con la corte. L'avvocato Nicola Creuso (studio Pinelli) che rappresenta l'Azienda ospedaliera commenta: «La corte ha ritenuto che non vi fossero i presupposti per una trattazione della controversia in sede cautelare, ricorrendo, invece, tutte le condizioni, considerata la particolare importanza della vicenda sottoposta al giudizio del Tribunale amministrativo, per una rapida fissazione dell'udienza di merito nella quale decidere in modo definitivo tutte le questioni poste sia con il ricorso principale che con quello incidentale. E, in tal senso, ha fissato la pubblica udienza per il prossimo 6 ottobre 2022, avanti la seconda Sezione del Tar Veneto, consentendo così di giungere alla definizione del giudizio di primo grado a poco più di tre mesi dalla presentazione del ricorso».

Bando per 2,2 milioni di euro

«Accolgo con soddisfazione la decisione del Tar di fissare per i primi giorni di ottobre un'udienza di merito, nella quale valutare e dare un primo giudizio su tutte le questioni poste dal ricorso presentato. Si tratta di tempistiche brevi, che fanno ben sperare sulla possibilità di dare avvio al più presto alla fase progettuale del nuovo ospedale. L'opera è davvero determinante per la città di Padova e per il Veneto intero: l'assetto attuale dell'ospedale pone sfide quotidiane davvero impegnative per assicurare la migliore assistenza. Servono nuovi spazi per le tecnologie, il personale, i pazienti». Il bando di progettazione del nuovo policlinico a Padova est (963 posti, 590 milioni di euro) è stato aggiudicato per 2,2 milioni con un ribasso del 47,4 alla Politecnica di Modena il 25 novembre 2021. Ma è stato confermato solo a metà di maggio per una serie di problematiche emerse in un secondo momento e sottoposte all'Anac, l'Autorità anticorruzione. La vigilanza aveva dato il via libera ma non è bastato ai secondi classificati che hanno fatto ricorso al Tar a metà giugno bloccando la progettazione. Infatti non si può firmare il contratto senza tenere conto delle determinazioni del Tar.

Le ragioni del ricorso

Alla radice del ricorso c'è una causa di esclusione dalla gara: quella che alcuni dei soci anche di una sola società risultino rinviati a giudizio nel tempo in cui si svolge. I ricorrenti già con una prima lettera avevano chiesto all'Anac di valutare l'esclusione per grave illecito professionale del Gruppo vincitore che avrebbe omesso la notizia del rinvio a giudizio di due amministratori della San Faustin socia di Techint che ha partecipato al bando. Il legame è che la Techint è al cento per cento di un'altra società posseduta a sua volta dalla San Faustin. I due amministratori sono i fratelli Rocca sui quali pesava l'accusa di corruzione internazionale. Successivamente sono stati prosciolti.

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