Un mondo fatto di mattoncini, a Padova la mostra sui Lego

Martedì 14 Settembre 2021 di Nicoletta Cozza
Una composizione Lego in mostra

PADOVA - Oltre un milione di mattoncini. Che, assemblati, sono diventati sei splendidi diorami. A dimostrazione di come, attraverso un'incredibile evoluzione, un giocattolo tra i più diffusi al mondo, si possa trasformare in opere d'arte in miniatura di architettura e di ingegneria di enorme valore e suggestione. Al punto che, messe in mostra, sono state assicurate per un milione di euro. 
Archiviata l'esposizione su Vincent Van Gogh, infatti, ieri negli spazi del Centro San Gaetano di Padova è stata inaugurata quella intitolata I love Lego, dedicata appunto alle costruzioni con i celeberrimi mattoncini colorati, che da decenni divertono generazioni di bambini, e che nella fattispecie sono mini capolavori di proprietà di collezionisti: dalla città contemporanea ideale, alle avventure leggendarie dei pirati, dai paesaggi medievali agli splendori dell'Antica Roma, tutto è ricostruito e minuziosamente utilizzando i moduli più famosi al mondo. 
Autentiche icone, quindi, paragonabili alla macchina da scrivere Olivetti Lettera 32, o alla storica Fiat 500 gialla cabrio. E tanto per capire la particolarità delle suggestive installazioni, quella che ri-propone una grandissima città è stata realizzata mettendo insieme 400mila pezzi nell'arco di 10 anni, dal 2010 al 2020, pensata da architetti che l'hanno immaginata e poi curata nei dettagli, andando a caccia in ogni angolo del mondo dei pezzettini Lego necessari per completarla. Un allestimento analogo a quello inaugurato nell'ex tribunale patavino, e proposto di recente a Milano, ha richiamato più di 100 mila visitatori: all'ombra del Santo, pertanto, ne sono attesi almeno 60mila entro il 31 dicembre, data di chiusura dell'esposizione.
A illustrarne i dettagli ieri mattina sono stati l'assessore alla Cultura Andrea Colasio, Nicolas Ballario, organizzatore e produttore della rassegna assieme a Iole Siena, presidente di Arthemisia. 
La suggestione della rassegna inizia fin dalla prima sala, dove al posto dei disegni del genio olandese sono stati appesi altri quadri, cioè gli olii ispirati a grandi capolavori della storia dell'arte, reinterpretati e trasformati nei personaggi Lego dall'artista contemporaneo Stefano Bolcato. Ed ecco che per esempio Giotto, o La ragazza con l'orecchino di perla o Botticelli, utilizzando una particolare tecnica pittorica che ripropone seppure in forma diversa il magnetismo dei ritratti rinascimentali, sono riprodotti nei dipinti, con tanto di cornice ad hoc, che riempiono un corridoio e introducono alla rassegna espositiva. 
In aggiunta, sulle pareti delle stanze dove sono stati posizionati i diorami, ci sono le maxi vignette comiche ideate da Legolize , la pagina umoristica che crea installazioni utilizzando proprio i Lego, declinata nella fattispecie anche in chiave veneta, con i personaggi colorati che pronunciano battute per esempio sullo spritz. 
Fondata da tre ragazzi - Mattia Marangon, Samuele Rovituso e Pietro Alcaro - la pagina è nata nel 2016 e attualmente conta più di mezzo milione di fan su Instagram e altrettanti su Facebook.


LE INSTALLAZIONI

Sei, quindi, sono i diorami. Classic Space riproduce un insediamento minerario lunare e in questo futuristico scenario l'uomo si avvale dell'aiuto di astronavi, droidi e macchinari per la ricerca di nuove risorse. La sua realizzazione è in continuo divenire.
C'è poi il grande diorama City - work in progress dal 2010 - che è la massima espressione del tema cittadino rappresentato da costruzioni uniche e irripetibili, realizzate interamente con mattoncini originali e utilizzando sia tecniche tradizionali che convenzionali, con 400mila pezzi impiegati.
Ottantamila mattoncini, invece, sono serviti per riprodurre il Foro imperiale di Nerva o Transitorio, un insieme di monumentali piazze che costituivano il centro di Roma in epoca imperiale. 
La realizzazione intitolata I Pirati è ispirata invece alle leggendarie avventure dei lontani mari caraibici: con i mattoncini, quindi, sono stati costruiti un atollo di origine vulcanica, il taken, mostro marino dalle dimensioni abnormi, e la nave pirata Sea Reaper. 
Il Nido dell'aquila, poi, ispirato alla saga A Song of Ice and Fire dello scrittore americano George R.R. Martin e alla pluripremiata serie tv Game of Thrones: è stato creato assemblando 300mila pezzi, reperiti in oltre tre anni di ricerca.
Proseguendo, il diorama del Castello Medievale è formato da 250mila mattoncini e ricorda una città fortificata medioevale.
Alla fine del percorso espositivo è stata predisposta una sala multimediale, con proiezioni di tutti i volti degli omini Lego.


I COMMENTI

«Cento milioni di persone al mondo si divertono con i Lego - ha osservato Colasio - che sono conosciuti e apprezzati da genitori e bimbi. Questa è una mostra divertente, ma allo stesso tempo serissima, con cui ripartono le esposizioni nei rinnovati spazi del San Gaetano, sottolinenando la sua vocazione generalista, che attira pubblici diversi. L'iconico mattoncino colorato, che nemmeno i videogiochi sono riusciti a mandare in soffitta, è il simbolo del gioco intelligente e stimolante per la mente. Del resto è assodato che si tratti di un'attività importante e positiva, capace di liberare energia e creatività. Pertanto si rivelerà una rassegna appassionante per tutti, grandi e piccini, che saranno colpiti per aspetti diversi dagli spettacolari diorami esposti. Una proposta intelligente, che conferma ancora una volta che la cultura è anche divertimento e leggerezza. È una scelta strategicamente appagante e ci auguriamo che la gente risponda positivamente» 
E Nicolas Ballario ha aggiunto: «Questa è un'esposizione che abbiamo già sperimentato in grandi città, dove ha avuto complessivamente più di mezzo milione di visitatori, stupiti ed entusiasti, e di tutte le età. Si tratta di una mostra con funzioni educative ed evocative, ma all'insegna della spensieratezza, di cui in questo momento abbiamo tutti un grandissimo bisogno. Ci sono poi tutta una serie di ammiccamenti alla storia dell'arte e all'archeologia, che potrebbero davvero far appassionare i più piccoli a queste discipline. Un importante ruolo va riconosciuto ai partner padovani che ci hanno supportato nell'organizzazione, cioè gli amici di Superfly Lab, che sono stati determinanti in quanto conoscono bene Padova».

© RIPRODUZIONE RISERVATA