Fausto Vania e la sua casa museo, una vita trascorsa a costruire modellini

Mercoledì 5 Ottobre 2022 di Silvia Moranduzzo
Fausto Vania nel suo laboratorio con una maxi locomotiva

CADONEGHE - La sua casa è un museo. Le pareti sono costellate di scaffali colmi di modellini dalle dimensioni più disparate. Ci sono navi in legno lunghe mezzo metro, motoscafi più piccoli, diversi tipi di motore della grandezza di un biscotto. E poi, le chicche. In garage, al riparo dalle intemperie ci sono una portaerei lunga più di tre metri e una locomotiva lunga quasi due.
La particolarità? Tranne quelli in legno hanno tutti un motore funzionante. Fausto Vania, 74 anni, abita a Mejaniga, frazione di Cadoneghe, e ha passato la vita a coltivare la sua grande passione: il modellismo.

Signor Vania, quando ha iniziato?
«Non dico quando sono nato ma quasi. Ho dedicato al modellismo una vita intera. Avrò avuto 13 o 14 anni quando ho costruito i primi modellini, quelli in plastica. Dopo due o tre anni sono passato a cose, diciamo così, più serie».

Come mai questa passione?
«Non riesco a stare fermo» (sorride, ndr).

Come sceglie i progetti?
«Non realizzo nulla di famoso, preferisco i modelli che si vedono poco in giro, che hanno qualcosa di particolare. Quando mi metto al lavoro ricerco la perfezione ma è importante anche che si veda sono fatti a mano. Ora il modellismo è diventato qualcosa di talmente perfetto perché molti a casa hanno un'officina completa per lavorare, non fanno tutto a mano. Io li realizzo con l'attrezzatura di una volta, con poco o niente: un seghetto a traforo, cacciavite e taglia balsa. E via».

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Tutti i suoi modellini hanno un motore?
«Sì, tutti al di fuori di quelli in legno che sono molto delicati. Gli altri funzionano tutti a motore, qualcuno a scoppio, altri hanno un motore elettrico o a vapore».

Il fatto di aver lavorato come meccanico ha aiutato?
«Nella costruzione dei motori magari sì, ma per il resto non penso. Tutto si basa sulla mia passione. Anzi, prima di andare in pensione lavoravo anche 10-12 ore al giorno, avevo meno tempo. Però non cominciavo mai la giornata e non andavo mai a letto senza aver attaccato un listello, aggiustato una maniglia».

E realizza tutto a mano? Anche la più piccola componente?
«Quasi. Ci sono alcune cose che non di riescono a fare ma dove è possibile faccio tutto io, anche le più piccole maniglie delle porte. Mi dà più soddisfazione sapere che tutto è fatto a mano, come una volta, lo preferisco. È come se il modellino fosse più autentico ».

Quanto tempo impiega a realizzare un modellino? E quante ore vi si dedica al giorno?
«In media direi un anno, per quelli più grandi ci metto anche tre anni. Di solito dedico un paio d'ore al giorno, poi dipende. A volte resto a lavorare su un modellino anche otto ore».

Ha mai realizzato delle mostre?
«Sì, tre. Però non è una cosa che mi interessa molto, mi sembra di andare alla ricerca di apparire e non è una cosa che voglio. Senza contare che ogni volta che sposto uno dei modellini si danneggia. Però ogni anno presento i miei presepi alla mostra di Santa Maria di Sala e a quella di San Marco di Resana: li faccio per accontentare mia moglie, le piacciono molto».

Modellini, presepi e poi?
«E quadri, un'altra mia passione. Nel periodo della sagra al patronato di Mejaniga espongo i miei lavori, faccio parte dell'associazione Gruppo segno e colore. E unisco la pittura ai modellini».

Si spieghi meglio.
«Per esempio, ho realizzato un quadro che rappresenta la guerra, non solo quella in Ucraina, tutte le guerre e le loro atrocità. Al quadro ho unito il modellino di un carro armato, appositamente realizzato. Ho usato lo stesso metodo per altri dipinti, è come se il soggetto uscisse dalla cornice».

Passione: quanto è importante per lei?
«Moltissimo. La passione fa guarire da ogni male, lo dico sempre. Ho vissuto dei momenti difficili nella mia vita, davvero difficili. Non lo auguro a nessuno. E in quelle situazioni mi son sempre detto "Cosa voglio fare, fermarmi o andare avanti?". Ho deciso di andare avanti. Il modellismo mi ha aiutato, tiene la testa impegnata perché devi essere molto concentrato quando realizzi un lavoro. In questo modo non pensavo alle cose brutte e ho superato tutto».

 

Ultimo aggiornamento: 10:03 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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