Uccisa dal Covid a 39 anni, il marito grave in ospedale. «È rimasto con Ilenia morta: l'ha vegliata tutta la notte»

Lunedì 10 Gennaio 2022 di Olivia Bonetti
Ilenia Turrin morta di Covid
6

FELTRE - «L'ha vegliata tutta la notte, era solo e nessuno poteva andare a dargli sostegno». Un dramma senza fine il caso della 39enne di Feltre morta nella sua abitazione la sera di mercoledì 5 gennaio. Ilenia Turrin dopo giorni di tosse, febbre e mal di gola è deceduta per «arresto cardiocircolatorio» e con i sintomi del Covid. Il marito Omar, positivo anche lui e molto ammalato, dopo la constatazione del decesso è rimasto con la moglie morta in casa, senza la possibilità di poter avere il conforto di qualcuno. A raccontare quello che è accaduto in quelle ore, dopo tragedia, è il cognato, L.B. Spiega come, pur da distanza che doveva mantenere visto il focolaio che c'era in quella casa, è riuscito ad ottenere quell'aiuto che Omar e Ilenia non erano mai riusciti ad avere anche dopo aver contattato il medico di base.

L'ODISSEA

Ma anche in quel caso, come fu nei giorni precedenti per Ilenia, è stata una vera lotta contro i mulini a vento e sarebbe grazie al cognato che il 118 ha contattato le Usca: non sarebbe avvenuto in automatico. «La sera in cui Ilenia è morta - spiega - ho subito chiamato la guardia medica di Feltre, affinché si occupassero di Omar, che stava già male ormai da Natale. Aveva chiamato il proprio medico di base dopo il tampone positivo, ma con Tachipirina e Oki la situazione non migliorava». Era la vigilia dell'Epifania: di guardia medica ne è rimasta una sola a Feltre per il Feltrino, dopo la cancellazione di Lamon ed era impegnatissimo. «Il dottore mi dice che erano pieni di lavoro - prosegue L.B. - e mi consiglia di chiamare quella di Belluno, ma la guardia medica di Belluno mi risponde che non era di loro competenza di richiamare a Feltre. Così faccio e a quel punto mi dicono di chiamare la mattina seguente, perché la guardia medica non era disponibile».

LA VEGLIA

Omar resta a casa, con il corpo della moglie: nessuno chiama le pompe funebri. Lui era ancora sotto choc. «La mattina dopo chiamo la guardia medica per ben due volte, tramite il centralino di Feltre. Ma non riesco a parlarci - racconta -. Chiamo il 118: sono stati gentilissimi e da lì in poi si sono occupati loro del caso. Mi hanno richiamato per dirmi che sarebbero intervenuti e come avrebbero proceduto: è solo allora che sono arrivate le Usca (squadre speciali di continuità assistenziale create per il covid che erano già stata attivate dal 118 la sera prima ndr). Se non andavano a soccorrerlo non so come sarebbe finita per lui. Era rimasto lì tutta la notte da solo con Ilenia morta. Anche per lei la mattina dopo ho subito chiamato le pompe funebri che sono intervenute».

L'ASSISTENZA

«Se mi capitasse ancora chiamerei subito il 118 - conclude il cognato -: c'è qualcosa che non funziona nel sistema, non si può lasciare solo un positivo per tutti questi giorni (il tampone era del 27 dicembre). Ora è ancora ricoverato sotto trattamento, sono sicuro che se la caverà. Stanno meglio anche i genitori (abitano nella stessa casa e per loro il medico di base aveva attivato le Usca il giorno 3 gennaio ndr). Non parlo di Ilenia perché magari sarebbe accaduto lo stesso e anche nel caso di Omar mi rendo conto che in questo momento, in piena pandemia, l'Ulss è oberata di lavoro. Ma qualcosa nel sistema dell'assistenza domiciliare non funziona: l'ho verificato in prima persona».
 

Ultimo aggiornamento: 18:23 © RIPRODUZIONE RISERVATA