Hai scelto di rifiutare i cookie

La pubblicità personalizzata è un modo per supportare il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirti ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, ci aiuterai a fornire una informazione aggiornata ed autorevole.

In ogni momento puoi modificare le tue scelte tramite il link "preferenze cookie" in fondo alla pagina.
ACCETTA COOKIE oppure ABBONATI a partire da 1€

Villa Bellati venduta all'asta, mistero sull'acquirente: tante le offerte da Treviso, Venezia e Pordenone

Giovedì 16 Giugno 2022 di Eleonora Scarton
Villa Bellati venduta all'asta ad un prezzo stracciato, alta la spesa per i lavori

FELTRE - Villa Bellati è andata venduta. La storica villa della frazione di Vignui, andata all'asta ormai diverse volte, martedì in tribunale è stata venduta ed è pronta a tornare alla bellezza di un tempo. Questa infatti sembra essere l'intenzione dell'acquirente, da quanto si apprende non bellunese, che ha deciso di investire ingenti risorse per il recupero di questo gioiellino storico architettonico. Ci vorranno diversi anni, questo è evidente, però per i feltrini è importante che questa storica dimora possa tornare presto a nuova vita.
LA STORIA
Le prime testimonianze della costruzione di Villa Bellati risalgono al 1671 con l'atto di compravendita di una porzione di beni comunali da parte di Agostino Bellatto. Venne ricostruita agli inizi del XVII ad opera di Giovanni Bellati partendo dall'edificio preesistente di cui si ritrova ancora nel corpo centrale della villa una facciata su tre piani dal classico impianto tripartito delle aperture. Numerose fonti storiche documentano come Villa Bellati sia stata luogo di villeggiatura per diverse persone di spicco come Valerio Bellati, in seguito consacrato vescovo da Papa Benedetto XIII, che visse al suo interno tra il fine seicento e inizio settecento. Gioacchino Bellati invece, verso la fine del settecento, la scelse come luogo di villeggiatura ma soprattutto come luogo ideale per i suoi studi filosofici. Verso la metà dell'Ottocento fu Giambattista Bellati ad andarci a vivere portando con sé la passione agricola che determinò un importante impulso all'economia agricola della zona. Si concentrò sulla lavorazione della sete portando varie modifiche al giardino della Villa dovute alle piantagioni. Successivamente nel Novecento, la Villa venne ceduta al Consorzio Provinciale che la trasformò in un preventorio per ragazzi figli di ammalati di tubercolosi ed è in questo momento che subisce delle modifiche dovute alle nuove esigenze funzionali che richiedevano un ambiente a sfondo ospedaliero e didattico . Gravemente danneggiata durante il primo conflitto mondiale e ripristinata nell'immediato dopoguerra, la villa giunse ad Ada, ultima della casata Bellati a possederla. Dal 1981 la villa si trova in stato di abbandono.
LA VENDITA
In questi anni sono stati diversi i tentativi di vendita, ma nessuno andò a buon fine proprio per lo stato di degrado della struttura. Martedì scorso il quarto tentativo di vendita con un prezzo davvero interessante: offerta minima 254mila 477 euro. Intorno alla vendita vige il silenzio ma, da quanto si apprende, numerosi sarebbero stati gli interessamenti giunti, sia da parte di privati che di società, praticamente tutti da fuori provincia e in particolare Treviso, Venezia e Pordenone. Un tentativo sembra volessero farlo anche un gruppo di privati feltrini, probabilmente per creare una struttura ricettiva di cui si sente tanto la mancanza, ma poi l'idea non si è concretizzata. Numerosi altri contatti sono arrivati poi dopo la pubblicazione dell'ultimo articolo comparso nelle nostre pagine. Contatti che sembra poi si siano concretizzati in vere e proprie offerte, con rilanci interessanti all'asta. Offerenti tutti consapevoli che se il costo di acquisto della villa era esiguo, il costo invece per ripristinare lo stato dei luoghi è invece molto ingente. Parliamo di oltre 3 milioni di euro di stima. Detto questo, proprio per il segreto che vige intorno alla vendita, non è possibile sapere chi lo ha acquistato e a quanto. Quello che emerge è però che si tratta di una persona da fuori provincia che intende riqualificare l'intera struttura e farla tornare ai fasti di un tempo. Un edificio su cui la nuova proprietà avrebbe una destinazione ben precisa. L'auspicio di tutti è che questo bellissimo gioiellino possa ritornare a splendere.

 

Ultimo aggiornamento: 10:23 © RIPRODUZIONE RISERVATA

PIEMME

CONCESSIONARIA DI PUBBLICITÁ

www.piemmeonline.it
Per la pubblicità su questo sito, contattaci