«Dolomiti inclusive per le Olimpiadi 2026», al lavoro il gruppo guidato dal campione Oscar De Pellegrin

Sabato 20 Novembre 2021 di Federica Fant
Il progetto: una provincia inclusiva per la paralimpiadi 2026

BELLUNO - Provincia più inclusiva per le Olimpiadi del 2026? Un gruppo di esperti è già al lavoro e il percorso per rendere Belluno e le sue montagne alla portata di tutti è iniziato. Non si parla più di “barriere architettoniche” in senso stretto. Certamente sono importanti, ma è Oscar De Pellegrin, alla presidenza dell’Associazione sociale sportiva invalidi (Assi) con Davide Giozet, a parlare chiaramente: «Il messaggio fondamentale è creare una società per tutti, dal nonno col bastone, alla mamma con la carrozzina per arrivare a va è sulla carrozzella. Una società che pratichi il turismo accessibile». Che sia quello nelle città d’arte ma anche nei sentieri dolomitici. 

LA PRIMA FASE
«Nel mondo paralimpico – prosegue il più volte Campione nelle specialità della Carabina e del Tiro con l’Arco – abbiamo già presentato un progetto. Un inizio di cui abbiamo parlato a Longaronefiere ad ottobre, nell’abito del Dolomiti Show». Sono infatti state coinvolte anche le scuole e si è cominciato ad assegnare i primi incarichi: gli studenti in particolare andranno a mappare alcune delle città principali della provincia, come Belluno, Feltre e Cortina d’Ampezzo. Una volta mappate le città e i luoghi su cui possibile intervenire verranno coinvolte le varie amministrazioni comunali. «Logicamente una città storica non la si potrà stravolgere – spiega Oscar De Pellegrin – ne siamo tutti consapevoli, ma visto che viviamo un disagio è giusto cercare di dare un contributo. Il messaggio, lo ribadisco, non sono le barriere architettoniche, ma includere tutti i soggetti con difficoltà: dall’anziano al neo genitore». 

I PUNTI NERI
Per le situazioni concrete si parla dei disagi segnalati da tempo: marciapiedi, servizi igienici non accessibili, pochi parcheggi segnalati, palazzi non a norma. Criticità che, in vista delle olimpiadi e paralimpiadi, assumono maggior peso in quanto, si sa, il 2026 rappresenterà un’occasione d’oro anche per il settore turistico. «Sono certamente aspetti importanti – sottolinea il presidente dell’Assi - per poter girare una città, aspetti fondamentali per la fruibilità dei luoghi di montagna. Qui qualcosa è stato fatto, qualcosa si può ancora fare. Non si può disconoscere i nuovi marciapiedi con le rampe, l’auspicio rimane quello di coordinarsi con associazioni o persone che vivono quotidianamente il disagio». De Pellegrin porta l’esempio dei lamponi proprio in centro ai marciapiedi di via Montegrappa a Belluno, dove «se ci fosse stata maggior coordinazione avremo potuto offrire il nostro contributo in base all’esperienza». 
L’altra parte della presidenza del’Assi è rappresentata da Davide Giozet, campione d’Italia nel rugby in carrozzina, ma ance fiduciario del Comitato italiano paralimpico. Lui parla di accessibilità a tutto tondo, «è stato avviato un progetto ambizioso in cui sono coinvolti i sindaci della provincia. C’è sicuramente da riprendere in mano alcune questioni, quando si parla di disabilità gli aspetti sono i più diversi, c’è quella fisica e quella sensoriale tanto per citarne un paio». 

DOLOMITI INCLUSIVE
Di esempi di collaborazione tra l’Assi e altri enti ce ne sono parecchi, basti ricordare quello con la Fondazione Dolomiti Unesco iniziato nel 2018 per rendere le Dolomiti inclusive, cioè accessibili ad ogni portatore di handicap. Si parlava infatti di 23 i sentieri aperti a chi ha difficoltà motorie, dei quali 10 nella provincia di Belluno. Ora il numero è raddoppiato e probabilmente aumentato. Fu fondamentale il lavoro fatto dall’Assi, l’idea era nata nella sede di Sedico: rendere le Dolomiti patrimonio di tutti. In alcuni percorsi è sufficiente la carrozzina, per altri percorsi serve il ruotino, per altri ancora lo zoom camp, mezzo con quattro ruote motrici che consente spostamenti fuori strada (una sorta di quad carrozzina). Permette di arrivare, per esempio, fino alla Forcella Lavaredo. L’obiettivo era poi trovare le risorse per acquistare alcuni di questi mezzi, darli in gestione ai rifugi con la possibilità per le persone con disabilità di noleggiarli. Allo studio c’era anche l’idea di organizzare una scuola per imparare a usare lo zoom camp. 

LA MAPPA SENTIERI
Sono stati chiamati a raccolta tutti i conoscitori del territorio dolomitico, per le segnalazioni di itinerari adatti a essere percorsi da persone con limitate capacità motorie. È stata elaborata una banca dati, continuamente aggiornata, estesa a tutte le Dolomiti Unesco, per mezzo della quale è stata realizzata una mappa interattiva degli itinerari accessibili (è consultabile nel sito www.visitdolomites.com). La seconda fase del progetto è consistita nella formazione di figure professionali esperte nell’accompagnamento di persone con disabilità.

Ultimo aggiornamento: 08:28 © RIPRODUZIONE RISERVATA