Cortina 2021, un affare per l'economia: «I guadagni superiori ai costi degli investimenti»

Domenica 7 Novembre 2021 di Angela Pederiva
Cortina 2021

VENEZIA - Non solo sport: i grandi eventi sulla neve del Veneto rappresentano anche una straordinaria occasione di affari. L'impressione c'era già, ma ora ci sono pure i numeri, quelli messi in fila da due studi commissionati dalla struttura del commissario Valerio Toniolo di Cortina 2021 che li presenterà domani nella Conca, l'uno a Sose (società partecipata dal ministero dell'Economia e dalla Banca d'Italia) e l'altro a un gruppo di ricerca guidato dal professor Francesco Decarolis dell'Università Bocconi. I risultati della duplice analisi sono oggettivamente rilevanti, nella puntuale quantificazione dell'impatto socioeconomico registrato dai Campionati mondiali di sci alpino di nove mesi fa, considerato anche nell'ottica delle Olimpiadi Invernali 2026: gli investimenti già effettuati hanno generato sul territorio ricavi compresi fra 106 e 215 milioni, e sommati alla spesa prevista nel prossimo quinquennio, potrebbero determinare addirittura una produzione di 3 miliardi, un valore aggiunto pari a 1.200 milioni e oltre 24.000 unità di lavoro.

MICRO E PICCOLE

L'indagine di Sose si è focalizzata sulle attività interessate direttamente o indirettamente dalle operazioni finanziarie, attraverso la lettura delle dichiarazioni fiscali e la somministrazione di un sondaggio agli imprenditori della zona, interessata dalle gare fra l'8 e il 21 febbraio 2021. In particolare gli analisti si sono concentrati sulle micro-piccole imprese, analizzandone i dati erariali tra il 2013 e il 2020, per un totale di oltre 9 milioni di osservazioni, una quantità che ha permesso un'innovativa valutazione granulare della situazione. Ebbene i risultati denotano una crescita dei ricavi nel biennio 2018-2019 superiore del 5% rispetto al 2017, tanto che il volume complessivo «potrebbe oscillare in un intervallo di valori compresi, in termini assoluti, tra i 106 e i 215 milioni di euro». 

CAMPIONE

Questa stima viene ritenuta coerente con gli esiti del questionario svolto fra 2.054 aziende, collocate nel Bellunese, nel resto del Nordest e anche d'Italia, poiché hanno sede pure a Milano e a Roma alcune delle ditte vincitrici degli appalti pubblici. Fra 2018 e 2020 le imprese che hanno beneficiato direttamente delle iniziative promosse in vista dei Mondiali, o comunque degli investimenti effettuati per l'evento, sono state il 3,5%, quota che sale al 7,1% includendo quelle che ne hanno fruito in maniera indiretta. «Secondo le stime, alla fine del 2021 questi valori passeranno, rispettivamente, al 3,9% e al 13,6%», si legge nello studio. Non a caso la quota media del fatturato prodotta grazie alla manifestazione è stata pari al 5,7%, tanto che un aumento è stato riscontrato dal 48,1% del campione interpellato e dal 60,1% delle imprese effettivamente coinvolte.

RESTRIZIONI

Lo studio di Decarolis ha ampliato il raggio di analisi agli impatti macroeconomici sull'intero territorio nazionale, agli effetti sulle finanze locali dei Comuni interessati e alle prestazioni aziendali delle sole imprese che si sono aggiudicate un appalto legato ai Campionati. Per quanto riguarda la valutazione macro, emerge «la creazione di un circolo virtuoso nel sistema produttivo e sociale locale, i cui effetti complessivi sono superiori al costo degli investimenti affrontati per la realizzazione dell'infrastruttura, generando anche ricadute fiscali positive». Un risultato per certi versi sorprendente, data l'assenza di pubblico dovuta alle restrizioni per il Covid. Secondo i ricercatori della Bocconi, la produzione attivata arriva a superare i 275 milioni di euro, il contributo in termini di valore aggiunto sfiora i 110 milioni e l'incremento del numero di occupati segna una crescita di oltre 2.000 addetti. La simulazione, effettuata ipotizzando che non ci fossero le limitazioni dovute alla pandemia, ha evidenziato che la produzione avrebbe toccato i 500 milioni, con un valore aggiunto di 200 milioni e 4.000 lavoratori. «Se ne evince viene osservato che la mancanza degli spettatori ha creato una riduzione non indifferente di tutti i tre impatti, danneggiando in particolare l'occupazione generata che subisce una riduzione di quasi il 50% di unità di lavoro generate». Ma nel ragionevole auspicio che per i Giochi Invernali di Milano Cortina 2026 il virus sia solo un ricordo, la somma delle spese per i due eventi potrebbe determinare «una produzione attivata di circa 3 miliardi di euro, un valore aggiunto complessivo pari a 1,2 miliardi di euro e oltre 24 mila unità di lavoro generate».

FINANZA

Quanto alla valutazione sul piano della finanza pubblica, gli effetti sono stati sperimentati soprattutto dal Comune di Cortina d'Ampezzo e dai municipi limitrofi, registrando un robusto incremento degli incassi. «L'effetto aggregato delle stime implica un aumento delle entrate per permessi di costruire pari a 67 milioni di euro, mentre per l'Irpef l'aumento in aggregato è stato pari a 41 milioni di euro. Per ciò che concerne le imprese appaltatrici degli interventi connessi ai Mondiali, infine, i risultati mostrano arrotondamenti significativi di fatturato, valore aggiunto e margine operativo lordo. «La magnitudine di questi aumenti viene sottolineato è compatibile con l'ipotesi che l'intera spesa pubblica per gli investimenti si sia tradotta in commesse aggiuntive rispetto a quelle che le stesse imprese avrebbero ottenuto in assenza degli investimenti, producendo quindi una crescita netta per queste aziende e non un mero effetto di sostituzione tra tipologie di commesse».
 

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