Crudeltà sui maiali, due amiche in tour sugli sci per 1000 km per denunciare

Mercoledì 8 Gennaio 2020 di Marco Dibona
Eleonora Orlandi e Esther Kef
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CORTINA - Sugli sci da fondo, da Cuneo a Cortina, per mille chilometri, in 35 giorni per sensibilizzare l’opinione pubblica sulle condizioni estreme di vita degli animali negli allevamenti intensivi, soprattutto i maiali, stipati a milioni nelle strutture, soprattutto dei Paesi Bassi. La veneziana Eleonora Orlandi e l’olandese Esther Kef si sono preparate con cura per questa impresa “Skiing for pigs challenge”. Nella loro casa di San Vito di Cadore stanno definendo gli ultimi dettagli, prima della partenza: «Ci ha dato una mano la nostra amica Anna Santer, già atleta di Coppa del mondo dello sci di fondo, con consigli preziosi su come allenarci. Sappiamo che non sarà facile, ma vogliamo farlo».
SOFFERENZE INDICIBILI
Il 25 gennaio andranno a Cuneo in auto, la loro piccola Suzuki Ignis ibrida, con cui si sposteranno per oltre un mese. Il 26 gennaio sarà la prima giornata sugli sci, per terminare il 1 marzo con l’ultima tappa, da Dobbiaco a Cortina: «Vorremmo fosse una festa, il nostro arrivo a Fiames, accolte dagli amici». Sulla motivazione ideale dell’impresa, Esther dice: «Vogliamo sensibilizzare la gente sulle indicibili sofferenze dei maiali che noi mangiamo. Fanno una vita misera, tremenda, di assoluta sofferenza, per pochi mesi, prima di essere macellati. Vivono al buio e senza aria, in gabbie di 80 centimetri, soprattutto nei Paesi Bassi, in Germania, in Danimarca. L’Italia è il più grande importatore di maiali olandesi, dodici milioni ogni anno. E’ un’industria da 15 miliardi di euro l’anno». 
INDUSTRIA MALATA
Con le due donne ci sarà Mirko: «E’ un maialino di peluche, che porteremo con noi per tutto il viaggio – conferma Eleonora – e sarà sempre sul nostro zaino, all’aperto, nell’aria pura. Almeno lui, perché gli altri maiali non hanno neppure l’aria e hanno seri problemi per respirare. Con questo vogliamo invitare la gente a non comperare le carni della grande distribuzione, ma a scegliere un prodotto bio, o almeno allevato in Italia. Il supermercato purtroppo spesso non offre alternative. Bisogna evitare i mercati in cui gli animali non sono più esseri viventi, bensì oggetti. I maiali sono intelligenti e vivono le loro emozioni, come noi, con paure e ansie. Sono socievoli. Per questo bisogna cambiare un’industria malata». 
NON SIAMO VEGETARIANE
Nessuna delle due è vegetariana: «Ho un grande rispetto per i vegetariani e i vegani, ma io non sono a questo punto – ammette Esther – mi succede talvolta di mangiare carne, ma sempre con l’origine ben chiara. Con gli amici cacciatori di San Vito ci è accaduto di mangiare selvaggina, ma sappiamo che ha vissuto libera, all’aria aperta». 
In questo anno di preparativi è stato complesso anche definire l’itinerario: «Ho lavorato per il consorzio Dolomiti Stars, impiegando un mese per definire il percorso - spiega Esther –. Non sarà possibile farlo tutto sugli sci, perché le vallate non sono tutte collegate fra loro, perciò faremo anche spostamenti in auto». 
«Speriamo di raccogliere fondi, tramite sponsor, da usare tutti per produrre un documentario sul maiale. Esther è volontaria di “House of animals”, che si occupa di questa materia. Pubblicheremo notizie ogni giorno sui social, non soltanto brutte, ma anche curiosità divertenti». Esther ha 40 anni ed è consulente in aviazione; Eleonora 37 ed è pilota d’aereo. Sono legate nella vita, oltre che negli interessi: «Noi viviamo assieme da quindici anni e ci siamo sposate – dice Ester - siamo la prima coppia di San Vito che ha potuto unirsi civilmente, quando le norme ce l’hanno consentito».

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