I giovani Erika e Andrea lassù sotto le torri di Neva: «Porteremo i bambini»

Mercoledì 24 Febbraio 2021 di Daniele Mammani
Erika De Bortoli e Andrea Marchetti nuovi gestori del Boz

CESIOMAGGIORE -  ErikaDe Bortoli e Andrea Marchetti sono i nuovi gestori del rifugio Boz in Neva, comune di Cesiomaggiore. Saranno loro che andranno prendere in carico l’eredità di 39 anni lasciata dai precedenti gestori Daniele Castellaz e Ginetta Spada. Il direttivo del Cai di Feltre è stato impegnato in un lavoro di scelta che ha attraversato varie difficoltà per il numero di richieste pervenuto e per la modalità di scelta che è stata figlia della massima oggettività. Le credenziali offerte da De Bortoli e Marchetti hanno fatto sì che dalle urne dello scrutinio segreto uscissero proprio i loro nomi. «Il legame con la montagna - racconta Erika - è difficile da cancellare e dopo un anno o quasi di stop dall’impegno del Rifugio Dal Piaz ho deciso di provare». Sulle pagine social e sul sito del Cai di Feltre (www.caifeltre.it) la notizia che recita: «Il nuovo nella continuità». Erika raccoglie un’eredità importante: la coppia di neo-gestori racconta come si sta preparando a questa sfida.
Quali sono i progetti?
«Se con il Rifugio Dal Piaz partivamo da una buona gestione precedente, ma senza un turismo locale che abbiamo fatto crescere negli anni, nel caso del Boz la gestione precedente ci carica di grande responsabilità. Speriamo di portare avanti il lavoro fatto da Daniele e Ginetta, ma sarà un rifugio diverso perché io e Andrea siamo persone diverse. Il clima di famiglia e il contatto con le persone di certo non verranno cancellati». 
Ti porti qualcosa dei sette anni al Dal Piaz? 
«Di sicuro l’esperienza della vita di rifugio e una parte di clientela che si era affezionata alla mia persona. Sono state tantissime le testimonianze di affetto che mi hanno raggiunto dopo la diffusione della notizia da parte del Cai di Feltre. Porterò con me anche le mie capacità culinarie soprattutto nel campo delle torte, la cosa più importante però sarà l’approccio con le persone che verranno a trovarci al rifugio. Parte importante avranno anche i prodotti che utilizzeremo per il menù, molti dei quali provengono dalla mia azienda agricola, come la carne, i fagioli e il pom Prussian. Portare il territorio su un rifugio non è così scontato».
Escursionismo o alpinismo? 
«Entrambi. La cosa che differenzia il Boz da Dal Piaz è sicuramente la parte alpinistica che andrà a braccetto con la frequentazione delle famiglie. L’accesso al rifugio è molto facile per chi ha dei bambini e l’andare incontro a loro sarà uno dei nostri punti fermi. Cercheremo di valorizzare questo aspetto in un rifugio che si inserisce nella montagna a 360 gradi». 
Andrea, per te è una nuova esperienza? 
«Lo scorso anno ho aiutato nei fine settimana al Rifugio dal Piaz, ma fra manovalanza durante qualche fine settimana e gestione c’è una grande differenza. È la prima esperienza e mi aspetto di cambiare totalmente vita. Provengo da un’azienda metalmeccanica che si trova tutt’ora in difficoltà per via del Covid e il settore turistico mi ha sempre interessato anche per la mia seconda attività che è il maestro di sci. Sarà un’attività tutta nuova quella di gestione, sono più ferrato nel creare turismo e infatti cerco di mettere sul piatto delle idee». 
Tipo? 
«Come ho detto per quanto riguarda la gestione della struttura mi affido a Erika, il nostro progetto prevede un incremento delle possibilità per i più giovani, vale a dire i bambini, che saliranno al rifugio. Creeremo una piccola area giochi, che non significa un luna park, un’altalena, uno scivolo, una casetta in legno. Ci piacerebbe avere anche degli animali domestici come le galline, due caprette, delle anatre. Questo permetterà di sviluppare l’interesse dei bambini che potranno anche socializzare. In ogni caso sarà un bello e grande impegno».
Daniele Mammani
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Ultimo aggiornamento: 25 Febbraio, 17:03 © RIPRODUZIONE RISERVATA