Acc al capolinea: il ministero approva in bando per la vendita del sito, a giorni al gara

Venerdì 4 Giugno 2021 di Lauredana Marsiglia
Acc attende ancora risposta dal Ministero

BORGO VALBELLUNA - Il destino di Acc sembra ormai arrivato al capolinea. Il silenzio che dal 23 aprile pesa sul futuro del sito zumellese, ovvero dall’ultima volta in cui il Ministero per lo Sviluppo economico (Mise) ha esaminato il caso, registra in queste ore una svolta significativa: il Mise ha approvato infatti il bando di vendita, o forse meglio sarebbe dire di svendita visto il vicolo cieco nel quale l’industria di compressori per la refrigerazione domestica è stata gettata per la mancata concessione di un prestito da 12,5 milioni di euro. Avrebbe dovuto pensarci il Governo, ma tutte le strade risolutive reclamizzate con enfasi dai parlamentari, si sono concluse in un nulla di fatto in uno scaricabarile con “l’Europa matrigna” che nega gli aiuti di Stato. 


LE PROMESSE MANCATE
Il commissario straordinario Maurizio Castro, alle prese con la cassa vuota e i timori dei fornitori è stato costretto a tagliare produzione e stipendi. Nel frattempo il salvifico progetto Italcomp, ovvero la società pubblico-privata che avrebbe dovuto fondere Acc ed ex Embraco di Riva di Chieri (To) creando una grande polo italiano del freddo, è definitivamente tramontato dopo il cambio di rotta impresso dal ministro Giancarlo Giorgetti che all’ipotesi di public company avanzata dal suo predecessore, Stefano Patuanelli, ha anteposto quella di una partecipazione maggioritaria privata. E di investitori, all’orizzonte, non se ne vedono. Un’azienda, per essere appetibile, deve essere in salute e Acc, in questo momento, è stata depotenziata dal mancato prestito nonostante un piano industriale attuato alla lettera con risultati importanti in termini di ordini e fatturati.
GARA INTERNAZIONALE
Il bando di vendita ha carattere internazionale, ovvero qualsiasi impresa del globo potrà presentare la propria offerta. La gara sarà avviata già nei prossimi giorni. Chiaro che, se nel frattempo dovesse essere riesumata Italcomp, sarà tra i concorrenti. 
La drammatica sorte di Acc, con i suoi 315 lavoratori, sembra tuttavia coinvolgere anche altri tavoli aperti al Mise, come affermano i segretari nazionali di Fim-Fiom-Uilm. Qualcuno, riferendosi al silenzio del ministero, parla di possibile strategia “del tacchino freddo” verso Acc: non somministriamo più “droga finanziaria” a Mel; o muore o si disintossica!


TUTTO TACE SUL DL SOSTEGNI
Tutto tace anche sul famoso articolo 37 del dl Sostegni tra le manovre individuate dal Governo per dare liquidità ad Acc.
I clienti, intanto, stanno cominciando a dirottare altrove i loro ordini. Il mercato, che aveva creduto in Italcomp, comincia a sentire puzza di bruciato. Difficile per il commissario Castro convincerli a restare in assenza di un benché minimo impegno da parte del Governo.
GRUPPI ASIATICI
Tutto ormai sembra concentrasi sulla gara internazionale avviata dall Governo che detiene Acc dopo l’uscita del gruppo cinese Wanbao. Già da tempo su Mel si registrano interessi da parte di due società asiatiche, una bengalese e una thailanese. 
 

Ultimo aggiornamento: 07:22 © RIPRODUZIONE RISERVATA