Beirut, il giorno dopo: le immagini dell'area del porto rasa al suolo dall'esplosione

Mercoledì 5 Agosto 2020
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Dopo l'esplosione, a Beirut si contano le vittime. Il bilancio è di almeno 73 morti e circa 3.700 feriti, tra cui due militari italiani. A provocare le esplosioni che ieri hanno devastato Beirut è stato un incendio in un deposito del porto dove erano immagazzinate 2.750 tonnellate di nitrato di ammonio, secondo il presidente libanese Aoun. Dirigenti militari Usa penserebbero però a un attentato, secondo Trump. Proclamato lo stato d'emergenza per due settimane e per oggi il lutto nazionale. 

Anche il ministro dell'Interno libanese Mohammed Fehmi ha confermato che il materiale «estremamente volatile», il nitrato di ammonio, che ha dato origine alle esplosioni di ieri a Beirut erano state immagazzinate in un locale all'interno del porto sei anni fa, nel 2014. Il materiale - riporta il sito del quotidiano libanese An-nahar citando il ministro - «era stato confiscato a una nave con bandiera moldava in rotta verso una destinazione sconosciuta in bizzarre circostanze».
 

 

Ultimo aggiornamento: 6 Agosto, 11:32 © RIPRODUZIONE RISERVATA