I fratelli Stella: «Incubo finito, chi ci ha accusato pagherà»

Sabato 15 Maggio 2021
I fratelli Stella: «Incubo finito, chi ci ha accusato pagherà»

FARRA DI SOLIGO
«Finalmente è stata fatta chiarezza ed è emersa la verità. Abbiamo passato quattro giorni in carcere per delle dichiarazioni false e inventate. E ora che questo incubo è finito chi ci ha ingiustamente accusato dovrà prendersi le proprie responsabilità». Parole di Alberto e Francesco Stella, i due fratelli di 33 e 28 anni di Farra di Soligo che erano finiti sotto indagine per la morte di Alessandro Sartor, il barista 46enne di Cison di Valmarino stroncato da un infarto la notte tra il 30 e il 31 maggio 2019 all'esterno del bar dove lavorava a Tovena. Ora, a distanza di due anni dai fatti, il gip del tribunale di Treviso non solo ha scagionato i fratelli Stella, archiviando la loro posizione (dopo che anche il pm Brunetti aveva chiesto l'archiviazione trovando però l'opposizione della famiglia di Sartor, ndr), ma ha mandato gli atti alla Procura valutare le eventuali responsabilità a carico di una testimone sulle cui dichiarazioni si fondò l'iniziale incriminazione degli Stella.
LO SFOGO
«Ho passato giorni e giorni ad analizzare ogni secondo dei video delle telecamere di sorveglianza - afferma Alberto - Non solo si vede benissimo che non c'è stata alcuna rissa, ma anche che Sartor non ha ricevuto alcun colpo, da nessuno». Circostanza che, a differenza di quanto asserito da altri presenti al momento dell'infarto che ha stroncato il barista 46enne, era stata peraltro già messa nero su bianco dal medico legale dopo l'autopsia. «Per sei mesi non sono riuscito a uscire di casa - racconta Francesco - Ancora oggi ci sono giorni in cui faccio fatica a dormire. Assieme a mio fratello abbiamo anche intrapreso un percorso di psicoterapia per poter affrontare questa situazione per noi assurda. Adesso vogliamo che chi ci ha stravolto la vita paghi».
IL LEGALE
«Questa vicenda ha lasciato cicatrici profonde - dichiara l'avvocato Danilo Riponti - Per due anni Alberto e Francesco hanno sopportato insulti sui social, anche rivolti ai loro familiari, essendo completamente innocenti. Una cosa che deve far riflettere». L'importante, comunque, per Riponti è che finalmente sia stata ristabilita la verità: «Il provvedimento del giudice ha confortato i fratelli Stella, ma ora è tempo che ognuno si prenda le proprie responsabilità».
Giuliano Pavan
© RIPRODUZIONE RISERVATA

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