«Gloria e Marco un esempio»

Giovedì 5 Ottobre 2017
«Gloria e Marco un esempio»
RIESE PIO X
«Tutto ciò che può ricordare i due ragazzi persi è significativo». Così Giannino Gottardo, padre di Marco, 26 anni di San Stino di Livenza, morto nel rogo del grattacielo Grenfell Tower di Londra, insieme alla fidanzata Gloria Trevisan, stessa età, di Camposampiero, interpreta il nuovo percorso poetico nel Parco della Poesia, in memoria dei due giovani, presentato ieri sera nella sede comunale. «Quando Loris e Manuela Trevisan, genitori di Gloria, hanno contattato me e mia moglie Daniela per partecipare alla presentazione di questo percorso abbiamo deciso subito di esserci - spiega Gottardi - Non c'è nulla di peggio che perdere i propri figli, è difficile pensare che una morte possa servire a qualcosa, ma ora dobbiamo comunicare messaggi che siano da monito a chi dovrà d'ora in poi evitare che si ripetano simili tragedie».
IL DRAMMA
La responsabilità di quanto successo è in fase di accertamento. Le indagini dovrebbero concludersi nella prossima primavera, poi dovrebbe partire il processo. Potrebbero essere rinviate a giudizio sia la municipalizzata di Kensington e Chelsea sia la ditta incaricata delle manutenzioni, evidentemente carenti, sia le squadre di soccorso, non sufficientemente attrezzate per salvare i due ventenni. E, mentre l'accertamento delle responsabilità seguirà le vie giudiziarie, i genitori di Gloria e Marco intraprendono altri percorsi per trasformare le morti dei figli in insegnamenti che possano migliorare il futuro delle giovani generazioni. «C'è una similitudine che lega i nostri figli, due bravissimi architetti, al percorso poetico a loro dedicato» spiega il padre di Marco. «Si nutrivano d'arte, la stessa arte che in forma alternativa si trova nel percorso di poesie. Gloria era anche una bravissima disegnatrice. Ciò che rappresenta l'arte è in simbiosi con i ragazzi».
INSIEME
Si conoscevano da tre anni e insieme avevano deciso di fare un'esperienza a Londra. «Avevano deciso di lavorare in due studi diversi», continua Gottardi. «È vero che i giovani sono costretti ad andare all'estero, ma credo che non vada demonizzata un'esperienza fuori dai confini nazionali, perché è necessaria a valorizzare le professionalità che i giovani acquisiscono in Italia», continua Gottardi. «Oltre alla lingua, Marco e Gloria, che siamo andati a trovare a fine aprile, hanno fatto un'esperienza di vita, sono rimasto esterrefatto dalle relazioni internazionali che in sei settimane erano riusciti a stringere, l'estero aiuta a fare un salto di maturità, anche se conoscendoli non sarebbero rimasti per sempre, amavano l'Italia».
L'AIUTO
I genitori di Gloria e Marco vogliono ricordare i propri figli e aiutare le nuove generazioni. «Stiamo mettendo in piedi una fondazione: si chiamerà Greenfell Love Marco e Goria, abbiamo già costituito un comitato, raccoglieremo fondi da erogare alle scuole, per la meritocrazia», annuncia Giannino. «Forniremo materiale didattico alle scuole di qualsiasi grado, a partire dagli asili, ma istituiremo anche borse di studio, per chi brillerà all'istituto Geometri di San Donà in cui si è diplomato Marco, e per chi eccellerà al liceo artistico di Padova frequentato da Gloria». Non solo: «Istituiremo borse di studio per gli studenti dell'Università di Architettura Iuav di Venezia, premiando le migliori tesi di laurea sulla salvaguardia dell'ambiente, ma anche sulla sicurezza degli edifici». Non c'è dubbio sulla necessità di migliorare l'attenzione verso sicurezza, la cui inadeguatezza ha determinato la morte dei giovani. «Sono morti per la mancanza di senso civico, le normative nella city londinese sono indietro di trent'anni, nonostante il palazzo da loro preso in affitto fosse apparentemente bellissimo», ha ricordato il padre di Marco. «Questo percorso poetico è un modo per chiedere perdono a due ragazzi a cui è stato negato un futuro» ha detto il curatore Massimo Parolini. «Ciò che è successo a Gloria e Marco ricalca l'archetipo della nostra generazione di neolaureati che escono dall'Italia per fare un'esperienza al livello del loro percorso di studi, il loro sacrificio, per trovare la propria strada», ha detto il sindaco Matteo Guidolin.
Maria Chiara Pellizzari