In Regione soluzione per il "nodo" Valsugana a Rosà: un semianello che bypassa a sud il centro asfissiato dal traffico

Il sindaco Bordignon: "La Regione e De Berti hanno capito che è un problema di tutto il comprensorio e anche del Veneto. Quindici giorni per studiare la soluzione prospettata dallo studio incaricato". La Spv verso il completamento accelera le decisioni per i collegamenti a sud

Venerdì 12 Novembre 2021 di Claudio Strati
Ventimila veicoli al giorno nella strettoia in centro all'incrocio tra la 47 e la 245
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BASSANO - Quanti anni (pardon, decenni) sono trascorsi? Il centro di Rosà, stretto nell'incrocio tra quelle che erano due statali importanti, la 245 e la 47, e che sono tuttora arterie di grande rilievo per i flussi di traffico, ovvero la Castellana e la Valsugana, vede sfilare tra le sue case ventimila veicoli al giorno, mezzi pesanti compresi, e in qualche tratto di strada due tir fanno fatica quasi a non sfiorarsi. Il problema, piuttosto enorme perché da tempi immemori asfissia e arrota il cuore del paese, è sempre all'ordine del giorno. Si parlò, con aspri dibattiti, di bretella est o bretella ovest, con gli sponsor dell'una e dell'altra, per bypassare il paese senza doverlo violentare direttamente nel suo cuore.

Progetto cruciale per il Bassanese

La notizia sta nel fatto che adesso, invece, c'è un progetto di massima e proprio oggi gli amministratori rosatesi si sono ritrovati a Mestre con i referenti regionali, l'assessora ai trasporti Elisa De Berti in testa e quelli della Provincia, per iniziare a discuterlo e a presentarlo. E si tratta di una soluzione che riguarda Rosà ma anche tutto il Bassanese, perché tra quei 20mila veicoli al giorno molti sono di residenti nei dintorni, obbligati a fare le code in centro ai 4 semafori per attraversare il Comune. E non solo ai Bassanesi ma a tutti quelli che circolano sulla   direttrice nord-sud della Valsugana, cioè tra Padova, Cittadella, Bassano e Trento. Una problematica non da poco quella sul tavolo, alla quale ora sicuramente si vuole dare un'accelerata; perché la Spv, la superstrada pedemontana, va verso una conclusione, probabilmente entro un paio d'anni, e il nodo dei collegamenti verso sud è ancora quasi tutto da sciogliere.

Un "ring" per bypassare il centro 

Del progetto si sa poco, se non che, come spiega il sindaco Paolo Bordignon, è stato redatto da uno studio padovano su incarico del Comune ma soprattutto da Veneto Strade, che lo ha individuato. I tecnici hanno studiato la situazione e la soluzione, a quanto pare, è un ring, un quasi anello che dovrà abbracciare Rosà a ovest, come continuazione della Ca' Dolfina che raggiunge Bassano da nord correndo parecchio ad occidente della Valsugana, e poi passare a sud del centro di Rosà per intercettare intanto la Valsugana, e poi la linea ferroviaria Bassano Padova e passarle sotto, approdando quindi sulla 245, diciamo, ormai alle porte di Rossano Veneto. Questa una spiegazione a parole, senza aver visto alcuna carta progettuale. Sarebbe la soluzione impellente che l'amministrazione comunale, tra l'altro, sponsorizza per liberare il centro del paese, ridarlo ai cittadini rosatesi con un traffico sopportabile e trovare i punti di smistamento da Valbrenta e Bassano a nord verso sia Padova, sia Castelfranco e Venezia.

Tangenziale simile a Cittadella 

«Finalmente si è capito che il nodo di Rosà va affrontato e risolto - spiega Paolo Bordignon, sindaco leghista di una cittadina che è stata tra le primissime amministrazioni veneta, prima nel Vicentino, a passare sotto il Carroccio, insieme ad Oderzo - e devo ringraziare Elisa De Berti che ha portato questo tema in evidenza per risolverlo quanto prima». Tra l'altro Bordignon a Venezia può contare su una sicura risorsa che gioca in squadra con lui, ovvero Manuela Lanzarin, collega di giunta assai influente della De Berti oltre che ex sindaca del Comune. «Il problema ultimamente è stato preso di petto - prosegue Bordignon - con un protocollo firmato tra noi, la Regione e la Provincia, e che riguarda non solo Rosà ma tutti i Comuni del Bassanese, perché la strettoia della Valsugana penalizza fortemente noi ma causa un sacco di problemi anche al comprensorio. A Mestre è stato presentato il progetto, una proposta non vincolante, e ora verrà esaminato nei particolari dai tre enti interessati. L'appuntamento è tra una quindicina di giorni per le risposte quasi definitive». Insomma siamo nel momento topico di un qualcosa che resta sospeso da 30/40 anni. Sarà una soluzione simile a quella di Cittadella? «Direi di sì - risponde il primo cittadino - molto simile, ma con meno lavori da fare sicuramente»

Biciclette e una tangenziale 

La ricetta di Rosà sta nell'incentivazione delle due ruote a pedali e nella speranza che finalmente i "mostri",  l'inquinamento e i rumori lascino il cuore del paese, proprio di fronte alla piazza e al duomo. Il capitolo dei costi è tutto da definire, ma a rincuorare il primo cittadino c'è il fatto che le strade che tanto "rompono" a Rosà sono regionali, provinciali o di competenza Anas. Pertanto si tratta di arterie sovracomunali e i rosatesi hanno già dato in termini di sofferenze, quindi si tratterà di un finanziamento in arrivo soprattutto da fuori. «È anche il momento  delle decisioni sui fondi per il 2022, per cui sono fiducioso» spiega Bordignon che sogna «una viabilità per i residenti fatta di piste ciclabili lungo le strade parallele alla Valsugana in un centro decongestionato; e c'è il nodo dei passaggi a livello che in zona centrale intoppano il traffico».

Un semicerchio risolutivo?

Il «semicerchio che taglia tutta Rosà» piace al sindaco. Ovviamente dovrà essere temperata questa nuova tangenziale ovest-sud per permettere i passaggi e le osmosi senza pericoli tra le aree che attraversa, ma appare soluzione che può avere l'ok per partire secondo l'amministrazione. Da parte sua, oggi a Mestre al tavolo tecnico, Elisa De Berti ha anticipato una mezza apertura:  «Abbiamo presentato un primo studio di prefattibilità sul quale aprire una discussione concreta per individuare la miglior soluzione per il complicato nodo viario di Rosà. Le competenze coinvolte sono molteplici: comunali, provinciali, regionali, statali e ferroviarie – ha affermato l’assessora regionale - e le criticità maggiori sono due. Da un lato quelle legate al traffico nel centro abitato tra la ss 47 “Valsugana”, la sr 245 “Castellana” e la sp58 “Rosà-Nove”; dall’altro quelle legate alla presenza di un passaggio a livello lungo la sr 245 “Castellana”. L’obiettivo è quello di utilizzare in gran parte la viabilità esistente, adeguandola. Dove non ci fossero le condizioni, si prevede di realizzarne di nuova, cercando di interferire il meno possibile sul traffico esistente, in particolare realizzando un sottopasso alla ferrovia che incrocia la sr 245. Il tavolo tecnico di coordinamento e indirizzo con Comune, Provincia, Anas, Rfi e Veneto Strade, ha lo scopo di arrivare a concretizzare un’ipotesi sostenibile e una soluzione di programmazione da sottoporre alle amministrazioni: ritengo che l’incontro di oggi rappresenti un punto di partenza per arrivare progressivamente ma attivamente alla risoluzione delle criticità relative a Rosà». 

Obiettivo sicurezza e vivibilità

«Il tavolo ha rappresentato un momento importante di confronto per trovare soluzioni condivise su un problema annoso che con l’apertura della superstrada pedemontana si è ulteriormente accentuato – ha affermato l’assessore Manuela Lanzarin, presente all’incontro -. L’attraversamento di Rosà e il collegamento tra Cittadella e Bassano è un nodo critico da risolvere, si parla di circa 20.000 veicoli al giorno con punte molto rilevanti di traffico pesante. Si rende necessario lavorare nell’ottica di garantire sicurezza e maggiore vivibilità agli abitati che gravitano attorno a queste arterie, risolvendo anche i problemi creati ai cittadini residenti e a tutti coloro che ogni giorno percorrono queste strade per lavoro o altri motivi».

Ultimo aggiornamento: 21:51 © RIPRODUZIONE RISERVATA