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Va in cocci il Comune della ceramica: dimissioni "di massa", commissariata la sindaca Campagnolo

Mercoledì 10 Agosto 2022 di Claudio Strati
La commissaria Carletti sostituisce la giovane sindaca Campagnolo

NOVE - Tutti a casa, dopo lunghe diatribe. Anche nella impegnatissima Nove salta la sindaca Raffaella Campagnolo, come avvenne in un paio di occasioni nella vicina Marostica, ma anche a Romano d'Ezzelino di tempi della Olivo, allora defenestrata e poi rientrata col voto.
Si sono dimessi 7 consiglieri comunali, dimissioni divenute efficaci e irrevocabili l'8 agosto, come scrive la Prefettura. Cosi Pietro Signoriello, il prefetto, ha avviato lo scioglimento del consiglio comunale, sospendendolo e commissariandolo, mettendo la viceprefetto vicario Renata Carletti alla gestione della normale attività amministrativa, con i poteri spettanti a consiglio, giunta e sindaco. La Carletti è già nota in questo ruolo, avendolo ricoperto proprio a Marostica, a Recoaro, a Sandrigo, Val Liona, Colceresa per restare nel Vicentino, oltre che in diverse amministrazioni del Veronese.
Insomma, una persona esperta a mettere a posto le carte dove la politica ha buttato tutto all'aria.

Già, tutto all'aria. E pensare che Nove era considerata un gioiellino. Aveva visto battaglie degli Ungari e napoleoniche lungo il corso del suo Brenta, nei secoli, ma in muncipio lotte a coltello del genere mai. Neanche 5mila abitanti e una cultura diffusa della ceramice e delle arti popolari, sempre cullate e riscoperte, anche perché il Comune ha generato artisti di prim'ordine anche internazionale e ha un istituto statale d'arte molto rinomato, Nove probabilmente non se lo aspettava. Soprattutto dopo dieci anni operosi di amministrazione di Chiara Luisetto, poi nel 2019 l'arrivo della Campagnolo su quella poltrona con oltre il 40% dei voti. Da ex vicesindaco aveva già capito tutto, si presume, avrebbe dovuto proseguire nel lavoro amministrativo con una certa tranquillità, invece il giocattolo si è rotto e la sua amministrazione, diciamo di area centrosinistra, è finita a rotoli. Un naufragio.

Uno degli inciampi è stato il caso della scuola Danieli, parrocchiale, che la sindaca e lo stesso parroco avrebbero voluto chiudere per trasformarla in un ente statale, di solito scelta che garantisce una maggiore stabilità. Ma a Nove questa cosa l'hanno presa di mira, i genitori e la loro associazione hanno battagliato forte, andando poi a chiedere e ottenere l'aiuto dell'assessora regionale Elena Donazzan, che si è schierata per il mantenimento della realtà privata. Quindi lo scontro istituzionale si è aggiunto allo scollamento tra la sindaca e anche il suo gruppo. Alla fine, dopo un crescendo di incomprensioni, la situazione si è incancrenita fino all'uscita di sette consiglieri, tre di maggioranza (Diego Fabris, Francesca Fabris, Daniele Sartori) a cui ovviamente si sono aggiunti i 4 di minoranza (Valter Marcon, Marco Carlesso, Remo Zaminato, Zaudi Marini). Prima c'erano state altre marette e le partenze di due assessore, Rachele Lucia Sebellin e Rosa Scarpino e in giunta la sindaca era rimasta con un solo assessore, Marco Baù. Ora la ex sindaca dichiara al quotidiano locale che è stata tradita e pugnalata alle spalle, anche sul progetto stesso della scuola Danieli. E intanto si apre il periodo di commissariamento in vista di future nuove elezioni.

In qualche modo sembra la seconda puntata di un horror iniziato a Marostica con la caduta di Marica Dalla Valle a Marostica. Mandata a casa in modo simile dopo mille incomprensioni, peraltro essendo già stata "imposta" al centrosinistra dai big di allora Bertazzo e Santini. Dopo la caduta, la sindaca volle ricandidarsi e si fermò a circa un 15 per cento. Oggi è data dalla stampa locale come referente sul territorio di Calenda.

Ultimo aggiornamento: 13 Agosto, 09:32 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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