Sgarbi visita a sorpresa la collezione Costenaro, affascinato dal museo privato dedicato a Bonaldi e altri artisti

Venerdì 6 Maggio 2022 di Claudio Strati
Vittorio Sgarbi durante la visita alla collezione Costenaro

BASSANO - Prima la visita al Museo Civico, con la direttrice Barbara Guidi e la sindaca Elena Pavan, per aprire con la sua firma di presidente del Comitato Nazionale dell'Anno Canoviano il conto messo a disposizione da Volksbank in vista anche della grande mostra a Bassano da ottobre. Vittorio Sgarbi ha avuto il consueto bagno di folla, tra Museo e piazze cittadine. Ma la chicca della sua giornata è stata, nella serata di ieri, il tuffo di due intense ore dentro la collezione di Ivano Costenaro, nella vicina Cassola, nel palazzotto in cui il noto imprenditore delle assicurazioni ha concentrato la sua eccezionale raccolta di pezzi d'arte acquisiti in cinquant'anni. Una raccolta privata con i grandi della ceramica e del design del territorio e del Veneto, da Federico Bonaldi ad Alessio Tasca, da Andrea Parini a Cesare Sartori e via con tutti i più nobili interpreti di quell'arte.

Lo stupore: «Ma sono opere in prestito?»

Sgarbi e Costenaro si conoscono da tempo, il critico d'arte era già stato qui diversi anni fa, quando però la collezione museo, raccolta all'ultimo piano con uno spettacolare allestimento, e poi sparsa negli uffici della società assicurativa ai vari piani, ancora non c'era. Stavolta invece è rimasto a bocca aperta per la quantità di autori e di opere. Pur interrotto di continuo da telefonate di giornalisti per il "caso Mughini", lo scontro avuto in tv con il celebre giornalista al Costanzo Show, telefonate filtrate con professionalità dall'assistente Roberta e talvolta registrate, il vulcanico Vittorio ha girato osservato e toccato le centinaia di opere esposte. La sua passione per Bonaldi e Parini è nota, ma trovare quella raccolta così zeppa lo ha stupito. «Credo pensasse trattarsi di opere date in prestito - dice Ivano Costenaro - e ad un certo punto ha chiesto informazioni. Gli ho detto che erano pezzi acquisiti da me in oltre 50 anni». E durante una chiamata con la sorella - racconta l'assistente museale Eleonora - ha dato una spiegazione divertita: «Per forza le opere di Bonaldi sono rare, sono tutte qua, le ha raccolte tutte questo signore».

 

Soffia nei cuchi, poi prenota le meringhe

L'arrivo inatteso di Sgarbi, accompagnato da autista e assistente («Una équipe molto affiatata», fanno sapere gli ospitanti) ha fatto riaprire sede aziendale e museale poco prima delle 20. Il critico d'arte ha girato l'intera collezione, per due volte, poi si è soffermato negli uffici ai piani inferiori. Ogni pezzo attirava la sua attenzione, ha anche soffiato nei cuchi per mettere alla prova i fischietti artistici, facendo domande a ripetizione, tra cui: «Però qui ci lavorate in tanti, che mestiere fate?». Con molta pazienza ha accettato le foto, infine ha firmato il librone delle presenze, lasciando un bel commento: «Esperienza indimenticabile». Verso le 22 la partenza sotto la pioggia. Ma prima una telefonata a Padova, da un amico al quale ha proposto di accoglierlo per poter gustare le sue meringhe. Il padrone di casa gli ha donato un lavoro di Bonaldi, "Il libro del potere", con una raccolta di massime e di grafiche, una delle quali originale. Un libro stampato nella mitica tipografia di Martini. E Sgarbi è partito sotto la pioggia lasciando un invito per il suo 70° compleanno. 

«Per lui Bonaldi il n.1»

«È stato molto contento di averci fatto visita - spiega Costenaro -, come sempre fa delle improvvisate, è rimasto sorpreso dalla quantità e dalla qualità delle opere, e anche della mia passione di mezzo secolo.  Gli è piaciuta la scenografia. Lui ha parecchie opere di Bonaldi, andava a trovarlo di notte, di sorpresa. Anche qui lo hanno attirato le storie di Federico, costruite con tante tessere di ceramica uniche su pannelli. Ma si è soffermato anche sui cuchi piccoli. Sono state due ore intense, non frettolose, dando attenzione anche ad opere di Lucietti, Sartori, Stropparo. Per lui Bonaldi resta comunque il più grande. Gli è piaciuta molto anche l'installazione creata dai ragazzi del liceo d'arte di Nove, dedicata alla violenza sulla donna. L'ha esaminata a lungo, forografandone i particolari. Impressionante la sua auto, siamo venuti qui con lui e sul sedile non ci si stava, era occupato da cumuli di cataloghi».

Le improvvisate nottettempo

«Come sempre prende forza dalla sera in poi, ci vedemmo in piena notte anche all'Expo di Milano, quando andammo a consegnare alcune opere di Bonaldi e di altri autori per il padiglione Italia - continua Costenaro -. Le consegnanmo verso le 4. La prima volta invece volle essere accompagnato ad Altivole, alla tomba Brion. Rimase sopreso quando gli feci vedere anche il luogo di sepoltura di Scarpa, lì fuori, non lo sapeva». Gli arrivi notturni di Sgarbi sono noti. Una quindicina di anni fa buttò giù dal letto il custode dell'antica chiesetta di Lusiana, per aprirgliela, ai piedi del parco del Sojo, area naturale con installazioni artistiche creata dai Morlin che nell'occasione volle anche visitare. La curiosità e la voglia di conoscenza di Vittorio Sbarbi sono note. Chiunque abbia in custodia o in gestione qualcosa di artistico e indimenticabile stia all'erta: lui può arrivare in qualsiasi momento.

Ultimo aggiornamento: 7 Maggio, 09:57 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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