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«La nautica di lusso è la nuova frontiera anche per l'economia»

Martedì 28 Giugno 2022 di Michele Fullin
Yacht di lusso a Venezia

VENEZIA - Può Venezia diventare attrattiva per i grandi yacht che si vedono stabilmente a Montecarlo, ad Antibes o a Palma di Maiorca? Potrebbe esserlo, e sarebbe un business parzialmente alternativo al turismo che conosciamo oggi, ma per vari motivi non lo è. Ancora oggi, infatti, ci si stupisce quando si vede una grande barca ormeggiata in riva dei Sette Martiri oppure in punta della Dogana, alle Zattere o a San Basilio. In altre realtà, questa è la normalità e, nel caso di Montecarlo, è pure un’attrazione turistica essa stessa.
Due spiegazioni fornite dai principali fabbricanti di yacht al mondo sono queste: la mancanza di conoscenza di Venezia come destinazione nautica e la mancanza di servizi di assistenza e di una cantieristica specializzata in loco.


NARRAZIONE
È proprio su queste leve che l’amministrazione comunale sta puntando o intende puntare per catturare almeno una parte del ricchissimo indotto che gira attorno alle imbarcazioni di lusso. La conferma arriva dall’assessore al Turismo, Simone Venturini.
«In effetti - spiega - il Salone nautico è stato fatto anche per ri-narrare Venezia per la nautica di lusso e ricollocarla al centro delle mappe della nautica, da dove era abbastanza uscita. Tra l’altro, per anni ci sono state polemiche per la presenza di barche in riva dei Sette Martiri e a questo si è aggiunta la lunghissima campagna contro le navi, che ha impedito finora di fare un lavoro serio su questo fronte. Col salone nautico si è puntato ad abbinare Venezia alla nautica di lusso, alcuni visitatori sono anche possessori di queste barche e hanno potuto vedere le strutture che abbiamo. La narrazione è importante, così come è importante il lavoro che stanno svolgendo alcuni operatori».
Prima di tutto, comunque, servono le strutture d’ormeggio, che sia esso temporaneo o permanente.


STRUTTURE
«Con i marina abbiamo una buona base di partenza - aggiunge - e so che stanno facendo un investimento per accogliere barche sempre più grandi. Questo sia a Certosa che a Marina Santelena. Poi servono anche infrastrutture per il rimessaggio e il refitting. Sono cose che devono nascere da imprenditori privati, ma qualora ci fossero progetti il Comune è molto interessato ad approfondire, sia a Marghera che a Fusina».


MARITTIMA
C’è anche un tema legato al futuro di alcune aree, come la Marittima, che in seguito al decreto dello scorso anno, non può più accogliere navi da crociera, se non una sparuta minoranza per limiti di stazza.
Per il futuro di questo luogo importante della città, durante l’audizione in commissione Ambiente della Camera, l’ammiraglio Piero Pellizzari aveva proposto una decina di giorni fa la riconversione della Marittima proprio agli yacht.
«Pensiamo - conclude Venturini - che anche se essa dovrebbe rimanere un riferimento per le crociere, una parte potrebbe essere dedicata a servizi e ormeggi per gli yacht. È un settore che dobbiamo assolutamente coltivare, anche perché genera una filiera molto profonda».
 

Ultimo aggiornamento: 29 Giugno, 10:50 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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