Unabomber, si riapre il caso e si riparte da un capello bianco. Il commento dell'ingegner Zornitta

Mercoledì 23 Novembre 2022 di Loris Del Frate
Unabomber, si riapre il caso e si riparte da un capello bianco. Il commento dell'ingegner Zornitta

TRIESTE - Dopo 16 anni dall'ultimo attentato, una bottiglia esplosiva scoppiata nel molo del porto di Caorle, riparte la caccia a Unabomber, il bombarolo che ha seminato il terrore nell'intero Nordest. A voler riaprire il caso il Procuratore della Repubblica di Trieste, Antonio De Nicolo che lavorerà fianco a fianco con un altro magistrato, Federico Frezza, l'ultimo Pm ad essersi occupato del bombarolo. Dovrà essere il Gip a disporre al riapertura, ma la richiesta ufficiale sarà formalizzata tra qualche settimana dai due magistrati. A chiedere di dare un volto a Unabomber che ha agito indisturbato dal 1994 al 2006, colpevole di 28 attentati nel Nordest, mutilazioni gravi di arti ad anziani e bambini, sofferenze e paura, sono stati un giornalista, Marco Maisano che ha redatto un podcast Fantasma - Il caso Unabomber e due vittime. Francesca Girardi aveva nove anni quando raccolse sul greto del Piave un pennarello che le esplose tra le mani. Perse un occhio e tre dita. Greta Momesso era invece una bambina di sei anni quando nel duomo di Motta di Livenza una candela-bomba le dilaniò la mano.

Unabomber, perche' il caso viene riaperto?


Un capello bianco. Si riparte da lì per cercare ancora l'identità di Unabomber. Poi altri due capelli e alcuni peli. Li ha trovati il giornalista Masiano che per fare il suo documentario aveva chiesto al procuratore triestino De Nicolo di visionare i reperti e tutti gli oggetti legati alle indagini. Si trovano in un vecchio magazzino conservati molto bene. Quel capello e quei peli, ma anche altro materiale accatastato nel deposito, con le tecnologie di oggi e con la banca dati del Dna completata dopo che era già stata archiviata l'indagine su Unabomber, potrebbero diventare determinanti per dare un volto al bombarolo. Una comparazione, dunque, con tutte le persone che a vario titolo entrarono in quell'indagine. Il capello bianco trovato su un uovo inesploso fu già comparato con il Dna di Elvo Zornitta, l'ingegnere di Azzano Decimo a lungo accusato di essere il bombarolo. Non era il suo.


Chi è Unabomber? Cosa sappiamo?


«Se sono fiducioso sulla possibilità di trovare dopo tanti anni Unabomber? Onestamente non lo so, ma so che è fondamentale rispettare le vittime che hanno sofferto e che si deve sempre cercare la strada per portare la giustizia. Questo lo so bene», dice il Procuratore De Nicolo. Resta da capire come intenda procedere. «Intanto sarà necessario portare in Procura tutti i reperti che si trovano altrove, poi faremo un censimento, una sorta di ricognizione per capire quali oggetti o tracce biologiche posso essere utili, che tipo di esami erano stati fatti allora e quali, eventualmente, alla luce delle più moderne tecniche scientifiche a disposizione oggi, si possono fare in più. Non sono in grado di dettare i tempi, ma penso che servirà almeno un mese per capire cosa far analizzare. Poi sarà la volta degli accertamenti, nel caso si manifesti questa necessità». Intanto nelle prossime settimane la Procura presenterà al Gip la richiesta formale di riapertura delle indagini. Non è da escludere, ma siamo nel capo delle indiscrezioni, che i due magistrati al lavoro, De Nicolo e Frezza, possano valutare una duplice ipotesi per l'apertura del fascicolo, l'iscrizione a carico di ignoti o, in alternativa, la contestazione di reato nei confronti di qualcuno. Chi, però, allo stato non è possibile saperlo.


Elvo Zornitta


Elvo Zornitta, l'ingegnere di Azzano Decimo, per anni accusato di essere Unabomber, ha le idee chiare. «Mi piacerebbe sapere spiega - se le indagini si riaprono in base a nuovi elementi oppure solo per una richiesta. Perché se così fosse, per quale motivo non si è continuato a indagare? Ho perso la speranza che lo trovino. Anch'io sono vittima di Unabomber. Non sono rimasto mutilato fisicamente, ma le ferite dell'inchiesta mi fanno ancora male». «Non ci siamo mai stancati di sollecitare che si cercasse il colpevole - ha detto Maurizio Paniz, l'avvocato di Zornitta - perché è importante sapere che la giustizia non si ferma e lascia impunito un delinquente incallito e abile come colui che ha messo a segno tutti quegli attentati». Ora la caccia riparte.

Ultimo aggiornamento: 24 Novembre, 09:49 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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