Montagna, isolata e senza farmacie: ormai quattro le chiusure

Lunedì 5 Dicembre 2022 di Lorenzo Padovan
Montagna senza farmacie

«Dobbiamo ascoltare il grido di dolore della montagna»: è quanto esorta a fare il consigliere regionale del Gruppo Misto/Regione Futura, Emanuele Zanon, in seguito alla recentissima notizia della chiusura della farmacia di Tramonti di Sotto. «È solo l'ultima di una lunga serie, insieme alle recenti chiusure di Clauzetto (per la quale si attendono novità entro la fine dell'anno: il sindaco Giuliano Cescutti è al lavoro su una soluzione originale) e Cavasso Nuovo e alle altre farmacie chiuse negli ultimi anni nel resto del territorio, come a Frisanco. Questo trend catastrofico non può invertirsi senza un intervento dall'esterno», ha aggiunto Zanon.
«Ovviamente, la sostenibilità economica dei servizi nelle zone montane non è scontata», ha proseguito il consigliere. «Basti pensare che spesso i farmacisti in graduatoria non accettano di farsi carico di attività in queste aree. Eppure, è proprio qui che c'è più bisogno di loro. Le farmacie sono presidi fondamentali per le categorie più fragili come anziani e malati». «Queste persone - ha spiegato Zanon - difficilmente possono compiere lunghe distanze per acquistare i farmaci, dunque poterlo fare in prossimità della propria abitazione è cruciale. Anche le distanze più brevi, in una montagna morfologicamente particolare come la nostra, possono diventare molto lunghe da percorrere».
Alla carenza delle farmacie si aggiunge la scomparsa di guardie mediche e medici di medicina generale: negli scorsi mesi i sindaci della montagna pordenonese hanno formato un fronte compatto in seguito all'annuncio che tre diverse vallate avrebbero dovuto affidarsi alla guardia medica di Maniago. «Lo spopolamento delle zone montane e la perdita dei servizi si influenzano reciprocamente instaurando un circolo vizioso che, se non viene fermato, avanzerà inesorabile fino alla scomparsa delle comunità di queste aree - avverte Zanon -. Lo Stato dovrebbe intervenire in termini fiscali per rendere la vita più facile a tutte le attività economiche che operano in territori disagiati, con particolare attenzione alle farmacie. Lo stesso dicasi per la Regione. Forse un'offerta più ampia di servizi, come prenotazione di visite, analisi, esami diagnostici, l'effettuazione di semplici accertamenti, anche con l'ausilio della telematica e della telemedicina, oltre ad adeguate agevolazioni economiche, sgravi fiscali e burocratici, la messa a rete di armadi farmaceutici e locali messi a disposizione dai comuni a prezzo agevolato, potrebbero contrastare la chiusura delle piccole farmacie di montagna».
 

Ultimo aggiornamento: 15:43 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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