Sicurezza dei ponti della Venezia-Trieste, team di 11 esperti al lavoro in autostrada

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Sicurezza dei ponti della Venezia-Trieste, team di 11 esperti al lavoro in autostrada

di Marco Corazza

Monitoraggio dei ponti, team di esperti al lavoro.Sono 11 gli “ispettori di ponti e viadotti” di cui dispongono Autovie Venete e Commissario per l’emergenza della A4 per il controllo e il monitoraggio. Si tratta di figure professionali e tecnici dell’area manutentiva, progettuale e della direzione lavori che hanno seguito un apposito corso di formazione di 52 ore organizzato dal Rina di Genova, azienda che opera nel campo della certificazione, controllando la conformità agli standard normativi delle modalità operative aziendali. Al termine del percorso formativo il personale di Autovie e del Commissario ha ottenuto le certificazioni di livello 1 (base) e 2 (intermedio), un riconoscimento ufficiale all’attività che già svolgeva in precedenza e che ora risulta anche codificata. In pratica controllare periodicamente se i manufatti presentano anomalie o difetti, nonché censire ponti, viadotti, sovrapassi e sottopassi, corredando le singole schede con tutti i dati e le caratteristiche specifiche. Un’attività quella del controllo e monitoraggio che Autovie esegue da tempo, anticipando quanto previsto dalle nuove linee guida appena emanate dal Ministero. Linee guida che forniscono un primo indirizzo (seguiranno da parte del Ministero successivi approfondimenti) relativamente ai criteri di verifica e di monitoraggio manutentivo (strumenti di calcolo, fattori di rischio, prove di carico, provvedimenti restrittivi al transito di mezzi in caso di degrado o ammaloramenti, priorità di intervento) sulle infrastrutture. Una modalità operativa già seguita da Autovie che la applica anche alle infrastrutture di nuova costruzione: per il nuovo ponte sul fiume Tagliamento per esempio è allo studio un sistema di monitoraggio attivo (analisi continua dei dati proveniente dai sensori) che partendo dalla misurazione di parametri scelti (spostamenti, deformazioni statiche e dinamiche, tensione, sforzi, temperatura, traffico, livello dell’acqua) potrà valutare eventuali modifiche - nel tempo - al “comportamento” del ponte. La misurazione viene effettuata attraverso sensori posizionati sul viadotto in grado di valutare le sollecitazioni a cui è sottoposto, calcolando così gli indici di rischio. Prosegue anche la collaborazione con lo spin off dell’Università di Trento, I-kubed (acronimo per Intelligent Infrastructure Innovaction), che consentirà alla Concessionaria di aggiornare il sistema di gestione degli interventi sui ponti – il Bridge Managment Systems (Bms) -, adeguandone la tecnologia agli standard più avanzati. Il nuovo sistema, in grado di fornire dati di rischio oggettivi sullo stato attuale dei manufatti in base a tre tipologie di rischi (sismico, idraulico e degrado), sarà basato sui device mobile (tablet e smartphone), il che agevolerà ulteriormente l’esecuzione di controlli. In pratica durante le visite ispettive visive periodiche e quelle effettuate con passerelle mobili – il nome tecnico è by bridge –, i tecnici di Autovie si avvarranno di un ausilio web che permetterà loro di trasferire eventuali anomalie registrate sul manufatto non più su un formato cartaceo ma direttamente sul tablet e da qui successivamente nella banca dati in possesso della Concessionaria. La nuova tecnologia, in sostanza, permetterà di raffinare, quindi, non solo la definizione di rischio, ma ottimizzerà il lavoro dei tecnici di Autovie sul campo e in ufficio.
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Mercoledì 14 Agosto 2019, 13:18






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1 di 1 commenti presenti
2019-08-15 09:57:17
....spero che abbiano avviluppato i ferri del calcestruzzo in vernici elastomere e usato membrane bituminose per proteggere i ponti da atmosfere marine e dal sale per ghiaccio stradale......altrimenti i loro bei apparecchi serviranno a poco....!